Analisi tattiche, Serie A

Milan – Lazio: l’analisi tattica

On Settembre 15, 2021
By Lorenzo Lauria | 0 Comments

È il Milan a tornare a casa con tre punti da San Siro nel secondo big match di giornata (dopo lo scontro diretto di sabato tra Napoli e Juventus). I rossoneri hanno confermato l’ottimo momento di forma recente fin dal primo minuto, mettendo alle strette la Lazio di Maurizio Sarri. I ragazzi di Pioli hanno avuto il merito di soffocare il palleggio della Lazio, imponendo il controllo territoriale del campo (secondo Understats.com, gli ospiti hanno prodotto appena 0.25xG durante tutta la partita). È solo alla fine di un primo tempo vivace che il Milan trova il vantaggio, al termine di una transizione offensiva aperta e finalizzata da Leao. Prima del duplice fischio la squadra di Pioli avrebbe l’opportunità di raddoppiare dal dischetto, ma il rigore di Kessié si stampa sulla traversa. Nella ripresa è il subentrato Ibrahimovic a chiudere la partita, che spinge in rete con un tap in l’assist di Rebic. Nel finale la Lazio si affaccia dalle parti di Maignan, ma senza trovare l’occasione per riaprire i conti.

PRIMO TEMPO

I due allenatori si presentano al fischio d’inizio con differenti scelte di formazione. Tra i padroni di casa, Pioli opta per un moderato turnover in vista del debutto in Champions: Saelemaekers e Kjaer, reduci dagli impegni in nazionale, lasciano il posto rispettivamente a Florenzi e Romagnoli (che ritrova posto da titolare e fascia al braccio). In avanti Giroud si è negativizzato dal covid ma non può essere della partita, Ibrahimovic torna per la prima volta dai convocati dopo l’ultima operazione al ginocchio ma parte dalla panchina, lasciando quindi il centravanti a Rebic.

Dall’altra parte, Sarri sceglie di confermare in blocco la formazione già rodata nelle prime uscite, con l’unico cambio forzato di Marusic che sostituisce Lazzari alle prese con un problema muscolare. Milinkovic Savic e Luis Alberto affiancano Leiva in mediana, con Pedro e Felipe Anderson ancora a sostegno di Immobile. Il neoacquisto Zaccagni parte dalla panchina.

La gara inizia subito su ritmi piuttosto sostenuti, in cui sembra avere la meglio l’aggressività dei padroni di casa. La scelta di Pioli per soffocare la fase di possesso della Lazio è chiara: tenere i due interni di centrocampo Kessié e Tonali in marcatura stretta a tutto campo sulle controparti biancocelesti Luis Alberto e Savic, impendendo loro di ricevere palla fronte alla porta.

Pressing del Milan orientato all’uomo, con un occhio di riguardo alle mezzali laziali. Brahim Diaz e Rebic si spartiscono il terzetto della Lazio formato da Leiva e i due centrali.

 

Con le linee milaniste così strette, le occasioni della Lazio sono arrivate quando riusciva a trovare l’uomo libero sul ribaltamento di fronte. Il cross di Pedro trova Milinkovic Savic a centro area: il colpo di testa del serbo rimane l’unica opportunità del primo tempo.

 

Pur senza trovare occasioni pericolose, è il Milan a generare i presupposti più interessanti per sbloccare il risultato, grazie al recupero del possesso nella metà campo avversaria o a transizioni lunghe affidate ai suoi contropiedisti. In questo contesto, sono i movimenti atipici di Rebic a infastidire la retroguardia ospite: il croato non conclude in porta nel primo tempo, ma chiuderà la partita con 7 key passes all’attivo (record momentaneo in una singola partita in queste prime tre giornate di campionato).

Tra le file laziali invece i movimenti più interessanti sono quelle di Pedro, che con la sua esperienza trova spesso la posizione per ricevere tra le linee e portare la palla nella metà campo del Milan.

 

Proprio da una delle transizioni lunghe sopra menzionate arriva il vantaggio dei padroni di casa proprio allo scadere del primo tempo. Tomori esce in anticipo sulla sua trequarti interrompendo un fraseggio stretto della Lazio e trasmette a Diaz, che allarga a sinistra su Leao. Il portoghese sfrutta la sovrapposizione di Theo Hernandez, taglia verso il centro dribblando Leiva sullo slancio e dopo un triangolo chiuso con Rebic in area fredda Reina nell’angolo basso a sinistra.

 

I movimenti di Theo Hernandez prima e Brahim Diaz poi non sono niente di troppo elaborato, ma certificano come il Milan si trovi a suo agio quando deve attaccare in transizione in velocità con i suoi contropiedisti.

 

Prima che l’arbitro Chiffi fischi il termine della prima frazione il Milan avrebbe anche l’opportunità per raddoppiare: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Kessié anticipa Immobile che lo tocca sulla caviglia. L’ivoriano però grazia i biancocelesti dal dischetto, scontrandosi sulla traversa.

SECONDO TEMPO

Le squadre tornano in campo dopo l’intervallo con gli stessi 11 iniziali. La Lazio prova ad aggirare la gabbia centrale rossonera cominciando a esplorare tracce più in verticale verso le punte scavalcando il centrocampo, specialmente con Felipe Anderson che prova a prendere alle spalle Calabria ma finisce due volte in fuorigioco.

All’ora di gioco Stefano Pioli effettua i primi cambi, con gli esordi stagionali di Bakayoko e soprattutto quello di Zlatan Ibrahimovic che si rende subito pericoloso a seguito di un’incursione palla al piede di Theo Hernandez.

Romagnoli esce in conduzione senza grande pressione, il movimento di Rebic ad aprirsi a sinistra costringe anche Marusic ad allargarsi e c’è spazio per l’inserimento di Theo Herandez. La Lazio ha subito spesso questi tagli in profondità tra centrale e terzino.

 

Ma è solo questione di minuti prima che lo svedese firmi il raddoppio. Dopo un recupero nella propria trequarti il Milan sfrutta il mal posizionamento della difesa laziale, tutta protesa in avanti alla ricerca del pareggio. Rebic punta in campo aperto Luiz Felipe e temporeggia per offrire a Ibrahimovic la palla del 2 a 0.

Il neoentrato Lazzari tenta una sortita offensiva personale sulla destra, ma non chiude il triangolo con Luis Alberto. Nel momento della riconquista rossonera si nota l’atteggiamento passivo della Lazio nelle marcature preventive sia a centrocampo in zona palla che in difesa (Luiz Felipe non si allarga per coprire la falla a destra).

 

Negli ultimi 20 minuti la Lazio prova una reazione cercando di riaprire la gara, appoggiandosi soprattutto sulla sinistra alle iniziative del nuovo entrato Zaccagni (tra le poche note positive della serata biancoceleste), ma non crea occasioni per impensierire Maignan. Il risultato finale non cambia più.

CONCLUSIONI

Con questi tre punti, il Milan raggiunge il Napoli in testa alla classifica (vetta agguantata anche dalla Roma qualche ora dopo). La partita certifica l’ottimo avvio della squadra di Pioli, che in queste prime uscite è sembrata forse la squadra più in forma del torneo. Anche lo scorso anno i rossoneri partirono ottimamente, per poi calare col passare della stagione. Resta da capire se quest’anno riusciranno a mantenere una continuità di prestazioni anche con avversari di primo livello. Le prossime uscite con il Liverpool in Champions e la trasferta con la Juventus in campionato costituiranno già un piccolo banco di prova.

La Lazio registra un passo indietro rispetto alle prime due partite decisamente convincenti. Sarri avrà ancora del lavoro da fare per oliare i meccanismi offensivi della sua squadra, ma il potenziale rimane di alto livello. Gli ultimi arrivati Basic e Zaccagni, che hanno esordito proprio stasera a San Siro, potranno dare un contributo aggiuntivo.

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