Una Juventus “allegriana” ha la meglio della Roma nello scontro diretto della seconda giornata di ritorno, superando i giallorossi e piazzandosi stabilmente al terzo posto.

È stata una gara abbastanza anomala quella preparata da Pirlo per i suoi. I bianconeri erano arrivati a questa sfida come la squadra in Serie A che faceva più possesso palla insieme al Sassuolo (58,4%), ma la strategia del giovane tecnico di Flero è andata in antitesi con tutto quello che avevamo visto finora.

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Il 4-4-1-1 della Juventus, con Morata che marcava Villar, il punto di riferimento principale della Roma in uscita palla

La Juventus ha lasciato la palla alla Roma, decidendo anche di abbassassi notevolmente, affidandosi all’esperta retroguardia, formata da Bonucci e l’eterno Chiellini, e scegliendo deliberatamente di coprire il centro del campo lasciando le fasce libere.

Così, per tutto il primo tempo in particolare, abbiamo visto una buona Roma. I giallorossi non hanno mai trasformato utilmente il proprio dominio territoriale, nonostante il giro palla sia stato veloce e preciso, e abbia costretto la Juventus ad abbassarsi molto, le più grosse occasioni della prima parte di gara la Roma le ha generate sugli sviluppi di palle inattive, e non su azioni manovrate.

 

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In questo caso notiamo lo scaglionamento dei centrocampisti della Roma. Villar ha già saltato la pressione di Morata ed ha tutto lo spazio e il tempo per fare la giocata, Cristante si posiziona nell’halfspace destro, mentre Veretout è più largo a sinistra.

Mkhitaryan viene incontro alla manovra, Veretout automaticamente si inserisce nello spazio lasciato dall’armeno, approfittando dell’uscita (un po’ in ritardo) di Chiellini

La Roma ha accentuato notevolmente il gioco sul lato sinistro del campo, attaccato da uno degli uomini più in forma del campionato: Spinazzola. Non è stata solo la presenza dell’ex della gara, tuttavia, a far propendere le principali giocate della Roma su quel lato. Mkhitaryan è sempre pericoloso con i suoi movimenti a venire incontro alla manovra nel mezzo spazio sinistro, e a seconda della scelta che l’armeno fa, Veretout compensa i suoi movimenti o andando in profondità, o dando un’ulteriore linea di passaggio.

Fino al momento del gol del vantaggio della Juventus, i bianconeri avevano visto poco la palla (36% di possesso palla) ma di fatto non avevano mai subito in tiro. Alla prima vera azione, al primo tiro in porta, la squadra di Pirlo indirizza la gara.

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L’atteggiamento di Cristante è passivo fin dall’inizio dell’azione. Ritarda nel chiudere Alex Sandro, poi quando lo fa, è poco deciso e si fa saltare. Ronaldo con il solito killer instinct si è mosso fuori dall’area, Veretout si è fatto attrarre dall’azione e si è perso il portoghese, che alle sue spalle riceve e segna.

Subito il gol, la Roma è stata brava a non mollare (come spesso è successo a Torino) e ha continuato a fare la sua partita. Alla squadra di Fonseca in generale è sembrato mancare il giusto guizzo per accelerare la giocata o per diversificare gli attacchi, inoltre ogni volta che la Juventus riusciva a gestire in velocità una transizione offensiva, la squadra di Pirlo è andata vicino al raddoppio.

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Il 5-3-2 in fase di non possesso della Roma, con Mkhitaryan mezzala e Cristante nella prima linea di pressione. Una strana scelta… Fonseca ha pagato il poco dinamismo del centrocampista ex Atalanta, che concedeva sempre la ricezione su quel lato del campo non riuscendo a scalare in marcatura con il giusto tempismo.

Nel secondo tempo la Juve tiene la palla e prova a gestire i tempi della gara affidandosi in particolare alla sapienza di Artur, troppo spesso libero di ricevere in zona di costruzione. Dopo la consueta girandola di cambi al 60′ le due squadre cambiano pelle, ma sono i campioni d’Italia ad approfittare delle forze fresche arrivate dalla panchina.

Il gol del 2-0 nasce da un’azione praticamente perfetta della Juventus, partita da dietro con Szczesny. La Roma non riesce a marcare bene i punti di riferimento in costruzione dei bianconeri, un po’ disorientata dai movimenti di Danilo e Alex Sandro che si muovono dentro il campo. La palla passa poi dai piedi di Bonucci che accelera la giocata con un lancio lungo calibrato. Rabiot è attento a recuperare la seconda palla, e a questo punto l’azione si sposta sul lato destro del campo… la Roma è stata sballottata da un lato all’altro del campo e non è più predisposta a difendere bene in area, quando arriva il suggerimento decisivo di Kulusevski per Ronaldo.

Il bottino finale è tutto per la Juventus. Pirlo vince dimostrando molta più duttilità di quanto ci si aspettava, impostando 60 minuti di solida difesa posizionale e svoltando la gara con poche occasioni, ma decisive.

Per Fonseca lo scontro diretto è ancora amaro. Il portoghese nel post partita ha sottolineato come pochissime squadre abbiano concesso così pochi tiri alla Juventus, e che la sua squadra abbia sbagliato solo le scelte nell’ultimo passaggio. Anche vista così però la consolazione è magra, un risultato positivo avrebbe tenuto la Juventus dietro in classifica e dato ulteriori fiducia ai giallorossi. Fonseca deve essere bravo a non instillare nei propri giocatori l’ossessione per gli scontri diretti e continuare a ragionare di gara in gara.

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