La Roma dice praticamente addio al treno Champions, scivolando ancora una volta in trasferta. Dopo il pareggio dell’andata, è ancora il Sassuolo di De Zerbi a fermare i giallorossi, con una partita di personalità.

Le squadre scendono in campo decimate dagli infortuni e dalle scelte fatte per il Covid, ma con i sistemi di gioco invariati. De Zerbi sceglie il solito 4-2-3-1, con Raspadori al centro dell’attacco dopo l’ottima esperienza nelle tre gare giocate con l’Under 21, mentre Fonseca non abbandona il 3-4-2-1, scegliendo di schierare Karsdorp come centrale di destra e Bruno Peres sulla fascia.

I primi venti minuti della gara sono stati un’autentica lezione su come occupare tutti i corridoi in verticale da parte del Sassuolo. Il piano di De Zerbi era quello di andare sui lati del campo, per poi attaccare al centro una volta attratta la squadra di Fonseca. Il tecnico portoghese, che aveva scelto quindi un 5-3-2 difensivo (come in tutte le ultime partite) ha subito con difficoltà la squadra neroverde nel primo tempo.

2 - Sassuolo-Roma costr Sassuolo 4-3-3

Consolidamento del possesso con 6 costruttori, i due mediani e i centrali difensivi nella parte centrale del campo ed eventualmente lo scarico laterale sui terzini. La Roma prova a chiudere uomo a uomo

2 - Sassuolo-Roma costr Sassuolo 4-3-3

Possibile alternativa: un movimento classico da 4-3-3, con Lopez vertice basso di centrocampo

La Roma ha avuto molta difficoltà non solo a fermare le folate offensive del Sassuolo, ma anche a provare a costruire con efficacia da dietro, nonostante la presenza di due “registi” nati, come Diawara e Cristante.

3 - Sassuolo-Roma costr Roma pressione sassuolo

Diawara si abbassa per giocare la palla da dietro insieme a Cristante, ma il Sassuolo pressa bene e costringe prima al retropassaggio verso Pau Lopez, poi al rinvio verso Mayoral, con la difesa del Sassuolo che recupera palla.

La squadra di Fonseca è andata così in balia dell’avversario, rischiando di andare in svantaggio diverse volte, ma con l’unico pregio di non aver subito il gol nei momenti topici del primo tempo.

4 - Sassuolo-Roma azione sassuolo centrale

Una delle occasioni più grosse nasce da questo movimento di Raspadori che attrae stranamente sia Mancini e Cristante. Djuricic e Lopez attaccano la profondità ma poi non riescono a concludere bene l’azione. Qui notiamo come il Sassuolo occupi sempre l’ampiezza (per tenere larghi i terzini) ma anche come la Roma abbia grosse difficoltà a leggere le giocate centrali degli avversari

 

5 - Sassuolo-Roma movimento Djuricic

Quando Bruno Peres si alzava in pressione su Rogerio, lasciando la sua posizione da quinto di destra, Djuricic andava sapientemente a cercare la ricezione lateralmente, sia per creare poi un 2 vs. 1 con Boga vs. Karsdorp, sia per creare spazio centralmente (visto che uno fra Pellegrini e Diawara doveva seguirlo)

Per ovviare alle enormi difficoltà nella copertura del campo, Fonseca verso il 20′ ha ovviato per un cambio di modulo, almeno difensivamente. Un 4-4-2 molto più razionale, che permettesse a Karsdorp di tornare in posizione naturale, a Bruno Peres di difendere più in avanti (ed eventualmente di aiutare in raddoppio il compagno olandese) e alla squadra in generale di coprire meglio il campo con due linee ben organizzate

Il 4-4-2 della Roma in fase di non possesso

La scelta del mister portoghese non ha aiutato la Roma ad avere il pallone (stabilmente fra i piedi del Sassuolo) ma se non altro l’ha resa più protetta nelle zone vulnerabili e più attiva nel recupero palla.

Grazie a un ottimo spunto individuale, sulla destra (dopo la solita azione individuale ben orchestrata sulla sinistra) è arrivato l’episodio che ha portato al rigore poi realizzato da Pellegrini. La Roma fino a quel momento non aveva mai saputo pressare in maniera concreta la prima costruzione del Sassuolo e aveva rischiato più volte di subire l’1-0.

Il pareggio del Sassuolo, arrivato ad inizio secondo tempo, è arrivato per via di una dormita generale delle difesa giallorossa su un piazzato, l’ennesimo errore di concentrazione che ha minato una serie di partite che sarebbero state decisive per la squadra di Fonseca. Tuttavia la Roma ha avuto la forza di rialzarsi e segnare il 2-1.

L’inizio dell’azione dell’1-2: Cristante si alza a fare il mediano, Diawara compie la salida lavolpiana, la palla passa a Mancini che ha molto spazio per ricevere

Da una circolazione di palla bassa e lenta, Mancini trova il modo di verticalizzare per Spinazzola sulla sinistra. L’esterno di Foligno è sempre bravo a cercare e trovare l’1 vs. 1 con Toljana, per poi mettere il classico paso de la muerte che Bruno Peres trasforma in gol.

Veretout torna in campo e viene piazzato a centrocampo, con Pellegrini che scivola a sinistra, per formare il 5-4-1 difensivo della Roma

Ottenuto il vantaggio la squadra di Fonseca non è riuscita più ad affacciarsi nella metà campo avversaria, cercando di difendere si bassa, ma mai con convinzione. È in questi momenti che la Roma da il peggio di sé: aveva ottenuto il vantaggio da grande squadra, facendo una partita difensiva, non proprio indimenticabile, ma ottimizzando bene le occasioni create, ma nell’ultimo quarto d’ora si è sciolta come neve al sole ancora una volta di fronte al palleggio del Sassuolo.

Andiamo a vedere come arriva il gol del definitivo 2-2:

Boga viene incontro alla manovra creando superiorità numerica centralmente, appoggia di prima per Lopez, che trova subito l’uomo alle spalle del centrocampo avversario

Oddei serve poi Haraslin, Spinazzola arriva un po’ in ritardo, l’azione continua portando poi all’errore di posizionamento di Cristante e al gol di Raspadori

Qualche dato significativo da Sassuolo-Roma

I dati sui passaggi, forniti da Fotmob.com, ci danno un dato che dice tutto sulle enormi difficoltà della Roma, in tutte le fasi. Solo 77 passaggi nella metà campo avversaria per i giallorossi, e 286 passaggi concessi al Sassuolo: un distacco enorme che la dice lunga su chi ha fatto la partita.

Entrambe le squadre erano imbottite di riserve, ma fra le due è stato il Sassuolo a dare la sensazione di non risentirne. L’impianto di gioco di De Zerbi è fatto in modo proprio per soprassedere all’assenza di un singolo (forse solo Consigli è veramente insostituibile) mentre la Roma senza Mkhitaryan, Veretout (dall’inizio), Smalling e soprattutto un Dzeko all’altezza del proprio nome diventa una squadra normale, con buoni margini che le potrebbero permettere di vincere queste partite, ma altrettanti difetti che, di fatto, non le permettono di farlo.

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