Analisi tattiche

PSG – Manchester United, Rashford fa piangere ancora i transalpini

On Ottobre 21, 2020
By Domenico Pronestì | 0 Comments

Il Manchester United si ripete, dopo la clamorosa rimonta negli ottavi della Champions 18/19, ed espugna nuovamente il Parco dei Principi, grazie sempre a Marcus Rashford che punisce, anche questa volta nel finale, la squadra di Tuchel.

Decima vittoria di fila in trasferta per gli uomini di Ole Gunnar Solskjaer, cosa mai accaduta, neanche negli anni ruggenti di Sir Alex Ferguson.

Il piano di Ole

Il PSG si schierava con un 4-3-3, con Neymar inizialmente schierato a sinistra e Mbappé centrale. L’idea del tecnico norvegese per contrastare il fortissimo trio d’attacco parigino era quello di bloccare l’accesso al centro, schierando un 3-4-1-2, regalando il debutto all’ultimo acquisto di mercato, Alex Telles, mentre la difesa a 3 era formata da Lindelof, Shaw e Tuanzebe, autore di un’ottima partita, a sostituire l’assente Maguire.

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Il 4-3-3 del PSG difeso dal 5-2-3 del Manchester United

Le due punte orientate sui difensori centrali avversari, il triangolo rovesciato di centrocampo andava ad occuparsi dei corrispettivi avversari e gli esterni di fascia pronti a scalare sulle ricezioni dei terzini parigini.

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Il pressing uomo contro uomo dello United

 

Questo schieramento ha dato molti problemi al PSG che, con l’assenza di Verratti, non aveva un giocatore in grado di eludere la marcatura e far progredire il pallone, finendo per appoggiarsi sempre a sinistra, infatti alla fine Kurzawa sarà il secondo giocatore parigino con più tocchi, dietro solo Neymar, e quello con più passaggi effettuati.

Il possesso parigini era molto lento, riuscendo ad essere pericolosi solo con delle fiammate individuali di Mbappé ed una grande occasione per Kurzawa sventata da un grande intervento di De Gea, generata sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Lo United invece lasciava Rashford e Martial alti, provando immediatamente a cercarli negli spazi una volta recuperata palla per sfruttarne la velocità se ve ne era la possibilità oppure servendoli sui piedi, come in occasione del rigore guadagnato da Martial, poi trasformato da Bruno Fernandes.

Gli aggiustamenti di Tuchel

Ad inizio secondo tempo, per ovviare a questa difficoltà nel risalire il campo, ha lasciato negli spogliatoi Gueye, facendo entrare sul terreno di gioco Moise Kean, passando ad un 4-2-3-1, con l’italiano schierato punta centrale, Di Maria a destra, Mbappé a sinistra e Neymar dietro le punte, ma libero di muoversi a piacimento, abbassandosi spesso per aiutare la progressione della palla e poi associandosi spesso nell’half space sinistro, con Mbappé.

Neymar riceve nell’half spaces, Mbappé attacca la profondità mentre Kurzawa effettua una sovrapposizione interna

 

La mossa ha sortito il suo effetto, lo United non è più riuscito a controllare così bene il campo e via via a cominciato ad abbassarsi e subire gli avversari, che trovavano il pareggio con una deviazione di Martial su un calcio d’angolo.

La contromossa

Solskjaer non è stato a guardare, ma vedendo la sua squadra in difficoltà, ha controbattuto alla mossa del suo collega tedesco, facendo entrare in campo Paul Pogba al posto i Alex Telles, ridisegnando la squadra con un 4-4-2, con il centrocampo schierato a rombo.

L’aggiustamento ha avuto effetto immediato, il piano di gioco è sembrato quasi magicamente livellarsi solo per la mera presenza dell’ex juventino in campo.

Lo United ha alzato il suo baricentro e tenuto la palla lontana dalla propria porta, in più il rombo aiutava a controllare Neymar, grazie al lavoro di squadra di Mctominay, Fred e Wan Bissaka.

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Neymar viene anticipato da Fred, si trova comunque vicini McTominay e Wan-Bissaka è subito pronto dietro

 

Sarà proprio Pogba a servire il pallone della vittoria a Rashford, a cui viene colpevolmente concesso di girarsi troppo facilmente al limite dell’area, riuscendo poi a scagliare un angolatissimo tiro che bacia il palo prima di spegnersi infondo al sacco della porta difesa da Keylor Navas.

Il gol decisivo di Rashford. L’inglese viene lasciato libero di girarsi, nonostante sia vicinissimo all’area di rigore.

Il Manchester United ha giocato una partita di sacrificio, con un piano ben studiato, che ha ingolfato i meccanismi avversari, con Solskjaer bravo a reagire bene agli aggiustamenti avversari, riuscendo a portare a casa un risultato importantissimo, in un girone dove ogni punto perso potrebbe essere fatale per il passaggio del turno.

Il PSG invece è sembrato lento e impacciato, poggiandosi ancora una volta solamente sulle spalle dei suoi uomini più rappresentativi davanti, cosa che come hanno imparato negli anni passati, non sempre basta..

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