Analisi tattiche, Liga

Tra Barcellona e Atletico Madrid la palla è pesata

On Maggio 9, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

Sebbene un campionato, si sa, sia più simile a una maratona con tanti chilometri da macinare tutti ugualmente decisivi, era difficile non considerare la gara di ieri, tra Atletico Madrid e Barcellona, qualcosa di diverso da una finale, da una gara decisiva per i destini della Liga più bella dell’ultimo decennio.

Questo per la posizione in classifica delle due squadre (l’Atletico, primo, e il Barça, secondo, a pari merito con il Real Madrid), per il momento in cui questa sfida è arrivata (dopo ne mancheranno soltanto 3), e per il particolare incrocio che vede sfidarsi, nello stesso turno, anche Real Madrid e Siviglia, le altre due contender per il titolo (anche se gli andalusi hanno perso contatto dopo l’ultima sconfitta).

L’Atletico del primo tempo

Entrambi gli allenatori si sono presentati alla sfida con il cosiddetto once de gala: tutti i migliori in campo, recuperati e a darsi battaglia; l’unico ballottaggio della vigilia lo vince Mingueza al posto di Araujo nella difesa del Barcellona (anche se poi Koeman dovrà frettolosamente tornare sui suoi passi all’intervallo).

Come da previsioni, a tenere maggiormente la palla sono stati i blaugrana, ma a un ritmo troppo basso per impensierire i rivali. Un possibile punto debole era l’inferiorità numerica che si poteva generare a centrocampo ogni volta che Lemar si alzava in pressione sul braccetto di destra, Mingueza: Busquets, De Jong e Pedri (talvolta con Messi che si abbassava), si sarebbero trovati così in superiorità contro Koke e Llorente. Ma i colchoneros non si sono mai fatti trovare impreparati mantenendo la squadra corta e compatta

Barcellona

Lemar parte centralmente e, quando il giro palla arriva su Mingueza, si prepara a uscire sul centrale blaugrana

Così facendo è costretto a lasciare De Jong che diventa così l’uomo libero a centrocampo: ma Lemar è bravo a coprire la linea di passaggio e in generale tutto l’Atletico accorcia in zona palla

L’apporto di Lemar è stato prezioso, ma molto limitato nel tempo, dato che dopo un quarto d’ora è stato costretto ad abbandonare il campo per un infortunio muscolare. Al suo posto è entrato Saul che è andato a ricoprire la posizione di quinto di sinistra con Carrasco più avanzato, proprio nella posizione di Lemar. Ma la catena di sinistra dei colchoneros non ne ha risentito, continuando a essere il fulcro di molte azioni offensive

Sul cambio di campo di Koke, Saul è larghissimo sulla linea laterale, Carrasco parte dal mezzo spazio ma fa un movimento ad aprirsi per portare con sé De Jong e liberare spazi centralmente

Barcellona

Mingueza è altrove e così Hermoso con ottimi tempi di inserimento si incunea nella difesa avversaria

Hermoso riesce ad arrivare addirittura al cross che trova Correa, miracolosamente contrato da Lenglet con un intervento in scivolata determinante

La pendenza a sinistra nell’attacco ospite si spiega sia con l’ennesima gran giornata di Carrasco (col trascorrere dei minuti, però, un po’ impreciso), sia con la fragilità di Mingueza, anello debole della difesa del Barcellona e infatti sostituito all’intervallo.

Ma il lampo tecnico più lucente, in un primo tempo a favore della capolista, è stato ovviamente di Lionel Messi che si è dovuto mettere in proprio ma ha trovato uno straordinario Oblak (il quale, se ci fosse un po’ di giustizia a questo mondo, dovrebbe vincere questa Liga)

Il Barcellona si appoggia a Jordi Alba

Due dati sono abbastanza significativi del primo tempo dei catalani: il primo riguarda gli xG creati (0,85 complessivamente: molto pochi per gli standard abituali)

Barcellona

Nella prima mezz’ora il Barcellona non ha mai tirato (fonte: Understat)

L’altro riguarda i tocchi (pochissimi) nell’area di rigore avversaria

Barcellona

Tanti tocchi per tutto il campo e nelle zone laterali, ma pochi nelle classiche zone di rifinitura dei blaugrana (fonte: Whoscored)

Nel secondo tempo, però, i padroni di casa sono riusciti a invertire parzialmente il corso del match. In primis, l’ingresso di Araujo ha migliorato sensibilmente la fase difensiva con Carrasco che ha avuto pane per i suoi denti

La palla arriva a Carrasco, in isolamento, lontano dall’area di rigore, contro Araujo; una situazione potenzialmente molto favorevole per il belga

Carrasco parte sulla fascia e, nei primi metri, sembra prendere un vantaggio decisivo per arrivare sul fondo

Ma Araujo è formidabile nel non lasciar prendere l’interno a Carrasco e a mettere il corpo davanti recuperando palla: una situazione molto complicata sbrogliata in maniera magistrale

Dal punto di vista offensivo, invece, Jordi Alba è stato sempre più chiamato in causa, dopo un primo tempo in sordina: il laterale spagnolo alla fine della partita accumulerà ben 4 key passes (secondo dati Understat che considera passaggi chiave quelli che portano a un tiro in porta), compreso quello della più grossa occasione del Barcellona nel secondo tempo

Dembele parte dalla destra e si accentra, attirando su di sé le attenzioni della compatta difesa dell’Atleti

La palla, scodellata in mezzo, diventa giocabile prima per Messi, poi per Moriba che serve Griezmann

Barcellona

Puntuale, arriva Jordi Alba che, dal fondo e di prima, riesce a mettere un pallone delizioso per la testa di Dembele che il francese però manderà alto

A riprova del grande coinvolgimento del laterale spagnolo anche un altro dato: è stato il giocatore che ha ricevuto la maggior quantità di passaggi progressivi, segno che la manovra del Barcellona si è appoggiata molto su di lui per avanzare

 

Sicuramente per l’Atletico Madrid era importante non perdere: Simeone ha impostato una partita prevalentemente reattiva, studiando modi per far correre il Barcellona all’indietro in transizione; i colchoneros non sono però riusciti a pungere i blaugrana quando ne hanno avuto l’opportunità, nel primo tempo soprattutto.

Dall’altra parte, invece, un Barça che sembrava fino a qualche settimana fa la squadra più in forma di tutte ha palesato molta stanchezza in alcuni degli uomini che finora hanno giocato di più: in primis Pedri alla partita numero 35 in campionato. Inoltre l’infortunio di Busquets nel primo tempo ha complicato i piani blaugrana con l’ingresso di Moriba e De Jong costretto a scalare davanti alla difesa: nel secondo tempo sono mancati i suoi inserimenti per dare peso e presenza in area di rigore.

Il risultato finale non lascia né vincitori né vinti: non spezza sogni di vittoria e lascia intatte le speranze di titolo per entrambe. Ora la palla passa al Real Madrid che, in caso di vittoria contro il Siviglia, sarà prima (a pari punti con l’Atletico, ma in vantaggio negli scontri diretti) e col proprio destino in mano.

 

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