Analisi tattiche

Juventus-Torino: analisi tattica del derby della mole.

On Dicembre 7, 2020
By Domenico Pronestì | 0 Comments

Juventus e Torino sono arrivate al consueto appuntamento del derby in condizioni per certi versi simili. Entrambe le squadre hanno cambiato guida tecnica alla fine della scorsa stagione, affidandosi a tecnici che stanno provando, non senza difficoltà, ad implementare la loro visione di calcio.

Anche se non è stata di certo la migliore prestazione della stagione, la Juventus è riuscita a regalare ad Andrea Pirlo la prima gioia da tecnico nel derby, grazie ad un gol nel finale di Leonardo Bonucci.

 

Schieramenti

La Juventus schierava l’ormai consueto 4-4-2 fluido, in difesa rientravano Cuadrado e Danilo, a riposo nella serata di Champions, Kulusevski e Chiesa erano gli esterni, schierati a piedi invertiti, mentre era Dybala a far coppia con Cristiano Ronaldo, data l’assenza per squalifica di Morata.

Giampaolo sembra invece aver accantonato, almeno momentaneamente, l’idea di implementare il suo prediletto 4-3-1-2, rifugiandosi per la quarta partita consecutiva nel 5-3-2, nel tentativo di dare delle sicurezze ai suoi giocatori.

Rispetto alla partita precedente c’era un unico cambio, con N’Koulou che riprendeva il posto al centro della difesa, spostando Lyanco come braccetto di destra.

 

L’approccio difensivo dei granata

L’idea del Torino è apparsa fin da subito quella di concedere il possesso palla alla Juventus, schierando un blocco medio basso, che lasciava ampio spazio all’impostazione bianconera e si concentrava sull’intasare il centro, cercando d’impedire le ricezioni tra le linee.

Le punte ed i centrocampisti del Torino formano una sorta di pentagono che rende difficoltoso l’accesso al centro alla Juventus

 

Come si può vedere nell’immagine Zaza e Belotti non vanno a pressare i tre difensori avversari, ma piuttosto sono preocupati a restare vicino ai propri compagni di centrocampo, schermando i possibili passaggi negli half spaces.

La Juventus, non riuscendo a trovare l’uomo alle spalle del centrocampo granata, era costretta a cercare sfogo sull’esterno, a fine partita infatti Cuadrado sarà l’uomo ad aver toccato più palloni, ben 107.

 

I problemi offensivi della Juventus

La squadra di Pirlo come al solito in fase offensiva ha adottato un approccio molto fluido, il 4-4-2 si trasformava in un 3-2-5, con Danilo che stringeva diventando braccetto di sinistra, mentre Cuadrado si alzava sulla linea degli attaccanti, occupandosi di dare ampiezza a destra, con Kulusevski che si muoveva nel mezzo spazio destro.

Il 3-2-5 voluto da Pirlo. I 2 mediani sono ad altezze diverse per facilitare le ricezioni, Cuadrado e Chiesa si occupano dell’ampiezza.

 

L’assenza di Morata ha però messo in evidenza l’importanza dello spagnolo nello scacchiere tattico di Pirlo.

Le corse in profondità del centravanti iberico, fanno allungare le difese avversarie, dilatando lo spazio per le ricezioni tra centrocampo ed difesa, oltre a garantire una presenza costante in area.

Dybala, invece tende naturalmente ad abbassarsi, alla ricerca del pallone, mentre Cristiano Ronaldo predilige svariare per cercare spazi nella zona di sinistra.

Questo ha fatto sì, che spesso l’area granata fosse totalmente vuota, rendendo molto semplice al Torino gestire gli attacchi avversari.

Nel primo tempo, la Juventus effettuerà un unico tiro in porta.

Dybala è sceso sulla trequarti. Ronaldo è solo in mezzo ai difensori granata, che avranno facilmente la meglio.

 

Inoltre la convivenza tra Dybala e Kulusevski si è rivelanta ancora una volta problematica. L’argentino la scorsa stagione aveva creato un’ottima connessione con Cuadrado, associandosi con lui sulla destra, ma nel nuovo schieramento in quelle zone ora trova lo svedese. I due finiscono spesso per pestarsi i piedi.

Dybala scende a cercare palla e finisce nella zona occupata da Kulusevski. Nessuno attacca la profondità.

 

Il Torino in fase di possesso

La campagna acquisti deficitaria condotta dalla società durante la sessione di mercato, ha costretto Giampaolo a mettere da parte velleità di controllo della partita tramite il possesso palla, scegliendo invece un approccio molto più diretto.

Per eludere il pressing della Juventus, i granata si sono rifugiati nel lancio verso Zaza e Belotti, a fine partita saranno 38 i lanci effettuati, bel il 20% dei passaggi totali riusciti.

Nonostante i meccanismi tutt’altro che sofisticati, il Torino nel primo tempo era riuscito a rendersi diverse volte pericoloso, tramite rapide ripartenze, sfruttando la non perfetta riaggressione bianconera.

Lyanco dopo aver recuperato un pallone nella trequarti difensiva, serve Belotti, che di prima gioca un bellissimo filtrante che taglia fuori tutta la difesa bianconera. In 2 soli passaggi Zaza si trova solo danti a Szczesny.

Il Toro però, ancora una volta, non è riuscito a gestire la situazione di vantaggio, sono ben 19 i punti persi nelle gare in cui erano avanti all’intervallo, un vero psicodramma.

Anche contro la Juventus, come sottolineato da Giampaolo in conferenza stampa, hanno via via abbassato il proprio baricentro, permettendo ai rivali di campeggiare nella propria metà campo, non rendendosi più pericolosi in contropiede, solamente 2 i tiri effettuati nel secondo tempo.

La Juventus, più di nervi che con azioni elaborate, ha aumentato la pressione sulla difesa granata, mandando più uomini dentro l’area avversaria, è riuscita a trovare i gol su due azioni molto simili, nate dagli sviluppi di calcio d’angolo.

 

Conclusioni

Pirlo può essere contento certamente del risultato, che riporta la sua squadra in zona Champions, ma la prestazione è stata per molti tratti della partita preoccupante. I suoi uomini sembrano ancora non aver digerito bene i suoi dettami tattici, a volte la confusione è sembrata regnare la confusione in campo.

L’ennesima rimonta subita non può che lasciare scorie ad una squadra che è sempre più fragile psicologicamente. Il lavoro da fare per Giampaolo è tanto, la classifica si fa sempre più preoccupante, ma il presidente Cairo, almeno per ora, sembra voler andare avanti con il tecnico abruzzese.

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