Analisi tattiche

Atalanta-Sampdoria: la Dea è un cantiere?

On Ottobre 26, 2020
By Vittorio Ortiz | 0 Comments

L’Atalanta di Mr. Gasperini sfida la Sampdoria di Mr. Ranieri nell’anticipo della 5ª giornata di Serie A. L’Atalanta dopo  la brutta sconfitta rimediata contro il Napoli nella trasferta dell’ultima giornata, si è ripresa bene in settimana, vincendo sempre fuoricasa per 4-0 la sfida di esordio in Champions League contro i danesi del Midtjylland. Per quanto riguarda invece la Sampdoria, la squadra di Ranieri ha travolto 3-0 la Lazio nell’ultimo turno.

Grande rivoluzione in formazione per mister Gasperini: il tecnico della Dea manda in panchina ben otto nazionali su dodici a disposizione, scegliendo dall’inizio Sutalo e Palomino – Djimsiti, Depaoli e Mojica con de Roon e Pasalic, mentre in attacco c’è Lammers, che esordisce da titolare con Gomez e  Ilicic. Nella  Sampdoria tutto confermato con Quagliarella affiancato da Ramirez e Damsgaard vista l’assenza di Candreva.

Confermati i moduli base di riferimento per le due rose

Atalanta: 1-3-4-1-2

Sampdoria: 1-4-4-2

Partenza sprint per la squadra di Gasperini che nei primi quindici minuti circa si rende davvero pericolosa. I neroazzurri in fase di possesso si muovono sviluppando un modulo 1-2-3/1-4. Il solito Gomez varia molto la sua posizione alternandosi tra il centrocampo, la zona di attacco o addirittura tra la linea di difesa e quella mediana. Come al solito grande dispendio di energie per il Papu.

Grande mobilità anche per Ilicic, nonostante la sua condizione fisica ora non ancora al top, scendeva verso la linea dei centrocampisti per creare superiorità numerica, disorientando il reparto difensivo, con l’intenzione di attirare i difensori avversari per creare un buco sulla linea a quattro arretrata ligure. I giocatori di Ranieri così erano obbligati a muoversi in un continuo elastico tra palla coperta/scoperta.

Inoltre i centrocampisti doriani, tendono a rimanere piatti e non scaglionati, non a caso Thorsby soffre le giocate personali  di Ilicic. Proprio dai movimenti di quest’ultimo nascono le azioni promettenti della prima parte di match per i bergamaschi.

Parlavamo del buon quarto d’ora dell’Atalanta, ma da questo momento in poi la squadra di Ranieri con il suo 4-4-2 solido, equilibrato e molto fluido nello schieramento dei suoi uomini, ha preso in mano le sorti del Match a suo favore.

Questo disegno tattico appare assolutamente evidente in fase di non possesso, mentre quando la Samp ha il pallone fra i piedi almeno uno dei due terzini sale facendo scalare anche i centrocampisti, diventando di fatto una specie di difesa a tre con i due centrocampisti centrali bloccati e gli altri giocatori proiettati in avanti.

Ed è proprio dalla fase di non possesso che nasce il vantaggio dei blucerchiati, sfruttando bene una transizione positiva nata da un rimpallo a centrocampo dove Damsgaard permette a Quagliarella di siglare il dodicesimo centro personale nei confronti contro i Bergamaschi.

Come evidenziato nell’immagine la difesa neroazzurra, in posizione molto alta, commette un errore di scaglionamento permettendo l’inserimento doriano. Palomino si dimentica di Quagliarella, lasciando un corridoio immenso al suo fianco, l’attaccante campano ne approfitta e segna il suo 89esimo gol con la maglia della Sampdoria.

La squadra di casa cerca un immediato ripristino del risultato, ed il volume di gioco risulta elevato, ma questo non basta, infatti i blucerchiati si permettono il lusso di guadagnarsi un calcio di rigore che Quagliarella si farà parare dall’estremo difensore bergamasco.

In fase difensiva i liguri si dispongono con una doppia linea difensiva che rende difficile gli inserimenti classici dei bergamaschi, creando molta densità.

In fase di costruzione dal basso bergamasca, gli attaccanti doriani Quagliarella e Ramirez, eseguono un’ottima prima pressione, sui portatori palla difensivi  Djimsiti  e Sutalo (vistosamente non all’altezza dei titolari). Inoltre la fragilità del reparto difensivo Atalantino, ha permesso a  Ramirez di eseguire un’eccellente prestazione.
Assente la solita spinta degli esterni, caratteristica chiave del gioco del Gasp, ma anche l’elevata scopertura del reparto difensivo e la poca affinità tra la coppia Gomez/Lammers. Ilicic dopo lo sprint iniziale, si perde tra i raddoppi di marcatura e l’immediata aggressione doriana.

Nella ripresa l’Atalanta cerca di cambiare registro con tre cambi, Toloi, Gosens e Zapata, al posto di Mojica, Sutalo e Lammers ma dopo un buon quarto d’ora che vede Gomez e Ilicic al tiro, gli ospiti liguri raddoppiano con una combinazione Jankto-Thorsby che porta il numero 18 dei liguri a segnare tutto solo di testa sul secondo palo.

Ramirez e Quagliarella attraggono i loro marcatori  che decidono di andare al raddoppio su ognuno di loro (2vs1), non preoccupandosi degli inserimenti dei centrocampisti. In questo caso Thorsby che tutto solo va  a colpire di testa facendo centro. 

Nello schema tattico di Ranieri, i due centrali di centrocampo, a piede invertito, hanno un bel da fare: uno si preoccupa  degli inserimenti in area di rigore, l’altro cerca di dare equilibrio quando la squadra è sbilanciata in avanti.

Per l’Atalanta è un duro colpo, nonostante questo la Dea spinge forte sull’acceleratore riuscendo a trovare la rete del 2-1 con un rigore molto dubbio concesso per fallo su Zapata da parte di Keita subentrato ad Ramirez. Da questo momento in poi l’atteggiamento della squadra di Ranieri diventa ancora più difensivo.

 

Nell’immagine sopra notiamo il modo in cui la Sampdoria si difende dentro l’area, con due linee basse  strette , compatte ma ben organizzate, che coprono bene il campo e che sono pronte a ripartire in contropiede. Proprio su una transizione offensiva nasce il gol finale di Jankto.

 

Guardando i dati statistici  della gara, pendono completamente dalla parte della Dea, evidente il maggiore possesso palla dei bergamaschi  che però si è scontrato con una perfetta organizzazione della squadra di Ranieri brava a sfruttare la sua specialità, il contropiede. La scelta  di inserire Keita nella fase finale si rileva vincente, inoltre l’esperienza di Quagliarella e la qualità di Ramirez  hanno contribuito a rendere la vita difficile alla squadra di Gasperini.

 

I doriani agganciano la Dea a 9 punti in classifica, grazie alle 3 vittorie consecutive. Ranieri si conferma la bestia nera di Gasperini in quanto vincente sei volte su nove incontri.

Un Gasperini che ha tanto da lavorare nel suo cantiere, se vuole  che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambi; il primo goal subito sarà un grande spunto di discussione. Purtroppo la sua scelta di lasciare gli uomini più forti in panchina si rileva non positiva. Insomma una sfida fra allenatori esperti con modi opposti di fare calcio, ma l’Atalanta dovrà terminare al più presto i lavori in corso per proseguire quanto di buono fatto fino ad oggi.

Per i blucerchiati sarà necessario dare continuità alle sue prestazioni per consolidarsi finalmente come protagonista  di questo campionato.

 

 

0 comments on Atalanta-Sampdoria: la Dea è un cantiere?

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.