La Roma sbanca la Cruijff Arena con una partita di sacrificio e furbizia, riuscendo a superare l’Ajax di Ten Hag nonostante lo svantaggio iniziale e mettendo la strada verso la semifinale leggermente in discesa, in attesa della gara di ritorno.

Le squadre scendono in campo con le formazioni già preannunciate da giorni. L’Ajax con Tadic falso centravanti (anche per via del pasticciaccio Haller), e il classico 4-3-3 che vede come regista Edson Alvarez, Lisandro Martinez e Timber al centro della difesa.

La Roma, come sempre, deve far fronte a un’emergenza infortuni. Con El Shaarawy, Smalling, Kumbulla e Mkhitaryan fuori, Karsdorp squalificato, le scelte di Fonseca sono obbligate. Il 3-4-2-1 dell’allenatore portoghese si affida a Dzeko davanti, con Pellegrini e Pedro alle sue spalle, e la coppia Diawara-Veretout davanti la difesa.

La Roma ha approcciato la gara concedendo all’Ajax la costruzione da dietro. I Lancieri amano costruire con il coinvolgimento del portiere, tenendo sempre almeno tre uomini vicino all’estremo difensore e un mediano. La squadra giallorossa teneva la linea abbastanza alta, schierandosi con un 5-4-1 abbastanza fluido.

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Il 5-4-1 difensivo della Roma

Quando la palla veniva giocata infatti sulla sinistra, verso Tagliafico, Bruno Peres aveva il compito di alzarsi in pressione immediatamente, andando a formare una sorta di 4-4-2.

Peres si alza subito, mettendosi in linea con il centrocampo giallorosso

Il castello difensivo della Roma ha retto bene praticamente fino al momento del gol di Klaasen. Ancor prima, però, è arrivata la prima svolta della gara: l’ennesimo infortunio per i giallorossi. Questa volta a cadere è stato l’uomo più in forma della squadra di Fonseca, Spinazzola, che nei primi 25 minuti di gara era anche stato l’unico sbocco utile per la Roma per risalire il campo in velocità.

Con l’esterno di Foligno fuori (assenza che si aggiunge a quelle di Smalling, Mkhitaryan, Zaniolo, El Shaarawy e Kumbulla), Fonseca si è visto costretto a mettere in campo il giovane Calafiori, perdendo di certo in personalità (almeno a livello offensivo) sulla fascia mancina.

Arriviamo però al momento clou del primo tempo, il gol di Klaasen. Ancora una volta la Roma ha pagato una serie di errori individuali semplicemente inconcepibili. Si parte da una situazione di pieno controllo, Diawara sceglie un retropassaggio mal calibrato e favorisce Klaasen, l’ex Everton sceglie bene di servire a destra Tadic, che poi chiude il triangolo con lo stesso Klaasen.

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Diawara non calibra bene il passaggio verso Mancini, Klaasen lo intercetta e genera l’azione dell’1-0

La Roma ha avuto in generale difficoltà a costruire dietro, ben aggredita dall’Ajax, e ha costruito le poche occasioni pericolose della prima frazione di gioco appoggiandosi a Dzeko sui lanci lunghi, oppure, appunto, risalendo il campo sulla fascia sinistra, con Spinazzola e Pedro.

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Un esempio di come la Roma riusciva a risalire il campo, con la solita universalità dei movimenti di Dzeko

Nel secondo tempo l’Ajax scende in campo con il chiaro di intento di mettere al sicuro la gara e la qualificazione. L’occasione ghiotta arriva ancora per gentile concessione della retroguardia giallorossa, con un brutto errore in costruzione da dietro (stimolato, come sempre, da un’ottima pressione alta dell’Ajax), e un fallo altrettanto ingenuo di Ibanez che porta al rigore di Tadic.

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L’Ajax pressa molto bene la prima costruzione della Roma, Ibanez non ha linee di passaggio pulite. Pedro sbaglia nella scelta, prima viene incontro alla manovra, poi decide di staccarsi, a quel punto il brasiliano ha già fatto la scelta… gli costerà anche il rigore causato

La parata di Pau Lopez ha dato la sterzata emotiva alla gara: la squadra di Fonseca ha visto la luce in fondo al tunnel ed ha addirittura trovato il pareggio grazie alla terribile papera del giovanissimo portiere olandese, Scherpen, sulla punizione di Pellegrini.

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Anche la punizione dell’1-1 nasce da una buona azione in pressione della Roma (una delle poche in tutti i 95 minuti)

Mandando Brobbey in campo, Ten Hag decide di spostare Tadic sul lato sinistro dell’attacco, per mettere ancora più sotto pressione Bruno Peres. In effetti i Lancieri riescono a creare più pericoli grazie alla bravura proverbiale del serbo nello stretto e alla presenza di Brobbey al centro dell’attacco, ma la Roma si aggrappa all’inaspettato Pau Lopez, per poi confidare nelle transizioni offensive.

La posizione di Tadic nell’ultima parte della gara di ieri

Proprio nel momento topico della gara, quando la squadra di Fonseca stringeva i denti per un pareggio d’oro, è arrivata l’ultima e decisiva svolta della partita: i giallorossi riescono a tenere palla grazie ad una serie di dribbling difensivi importanti di Pedro, e guadagnano con lo spagnolo un angolo che Ibanez trasforma nell’importante gol dell’1-2.

La sapiente arte del “dribbling difensivo” di Pedro.

Conclusioni e dati

L’Ajax ha creato molte più occasioni da gol, il computo degli Expected Goals da un 3,17 per i Lancieri e 0,67 per i giallorossi. Certo il numero è molto ingrossato sia dal rigore di Tadic, che dal gol di Klaasen (0,75+0,41) ma basta anche solo guardare gli highlights per rendersi conto delle tante occasioni avute dalla squadra di casa.

dati xg ajax roma

I dati di FotMob ci danno un quadro più specifico sulle statistiche avanzate.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Era persino normale subire molte occasioni contro una squadra come l’Ajax, che non perdeva una partita da inizio dicembre 2020 e che nelle successive 21 gare solo per 3 volte ha finito la gara con un solo gol all’attivo.

La Roma è riuscita a resistere, si è affidata al suo portiere (decisivo non solo nell’occasione del rigore) ed ha nascosto i suoi grossi difetti in fase difensiva compattandosi e traendo forza ed energia da ogni palla spazzata, da ogni intervento difensivo riuscito, e riuscendo a respirare soprattutto grazie alla partita di sacrificio e qualità di Pellegrini, Pedro e Dzeko.

Lo spagnolo, in particolare, è stato quasi del tutto evanescente dal punto di vista dei tiri e delle occasioni create, ma con la sua calma e la sua esperienza ha guadagnato la punizione e l’angolo decisivi della gara ed ha dato un punto di riferimento fisso alla squadra quando c’era da portare il pallone da una zona all’altra del campo.

Le poche volte che ha toccato palla nell’ultimo terzo di campo Pedro è stato decisivo, per il resto della gara ha aiutato la squadra giocando esterno a sinistra e azionando al meglio le transizioni offensive

Lo sfogo di Fonseca ai microfoni di Sky la dice lunga sul nervosismo che aleggia nell’ambiente Roma. Se fosse il contrario, tuttavia, ci sarebbe da stupirsi. Chi allena la Roma sa che è come un capitano di una nave in continua balìa di onde anomale, Fonseca ancora una volta ha governato il mare attorno a sé riuscendo a fare qualche miglio in più.

La gara di Amsterdam da un buon vantaggio alla Roma in vista del ritorno di giovedì prossimo, ma i giallorossi devono fare attenzione all’Ajax. La squadra di Ten Hag non cambia atteggiamento, che giochi in casa o in trasferta, ed ha dimostrato di poter fare tanti gol in qualsiasi momento. La nave Roma è ancora in mare, ci vorrà un’ulteriore decisiva sterzata per portarla in semifinale di Europa League

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