Mette la parola fine alla sua carriera, doloroso addio nello sport

Questo sportivo ha messo la parola fine ad una gloriosa carriera: non sarà facile dire addio in questo modo allo sport che ha sempre amato

Nella vita di una persona che vive di sport il ritiro non è mai una scelta semplice. Le motivazioni per cui si arriva a compiere un gesto del genere sono tante, e molto spesso non sono legate alla propria volontà. Proprio come accaduto a questo atleta, che nel bel mezzo della tristezza generale ha dovuto tirare i remi in barca.

Il Biathlon è congelato: ecco perché
Biathlon shock: fatto gravissimo (Calciotactics.it). Pixabay

Una questione molto complicata, sulla quale c’è un forte bisogno di fare chiarezza.

Ritiro prematuro per questo atleta: ecco il motivo

La disciplina di cui parleremo oggi è il biathlon, piacevole alternativa al triathlon dove le due discipline sportive che si praticano sono il tiro a segno con la carabina e lo sci di fondo. Si tratta dunque di una disciplina invernale, per la quale si percepisce un forte interesse in determinati periodi dell’anno. Soprattutto in inverno ovviamente.

Pervushin lascia i fan col broncio
Pervushin si ritira: ecco perché (Calciotactics.it). Nordicmag

Uno dei principali esponenti di questo sport è Mikhail Pervushin, atleta russo di soli 24 anni. Nella categoria juniores il biatleta ha vinto ben tre titoli Mondiali chiudendo questo ciclo nel 2018, vincendo altrettanti trofei anche in patria. Nel corso della sua carriera ha avuto modo incrociare anche un atleta italiano, ovvero Tommaso Giacomel. Di lui inoltre si era già parlato nei mesi scorsi per via di un ritiro che inizialmente aveva soltanto preso in considerazione.

Dopo un’iniziale minaccia di squalifica per doping, la quale lo avrebbe tenuto lontano dalla pista per svariati mesi tuttavia, il giovane aveva poi chiesto al suo team di potersi riunire quantomeno agli allenamenti. Ma pochi giorni fa è arrivata la sentenza definitiva: l’atleta si ritirerà.

Per poter richiedere l’ammissione ai tornei internazionali, la federazione russa anti-doping ha imposto agli atleti un periodo di 6 mesi di attesa. Dunque, essendo tutto ciò accaduto nel mese di maggio scorso, il russo sarebbe potuto tornare all’opera nel mese di novembre, ma così non è stato.

Lo sportivo ha quindi deciso di porre fine alla sua carriera in via prematura, col solo interesse di dedicarsi agli studi. Del resto ad un’età così giovane puntare sull’istruzione è importante, anche se la presenza di tutte queste problematiche legate allo sport gli avrebbe potuto dare un aiuto maggiore. Ad oggi il biathlon, quantomeno a livello professionistico, non lo riguarderà più in alcun modo.

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