Analisi tattiche, Serie A

Roma-Inter è stata una partita dalle quattro facce

On Gennaio 10, 2021
By Benedetto Greco | 0 Comments

Roma-Inter si presentava come il classico big match decisivo per entrambe le squadre, e come nel più classico dei casi è finito con un pareggio che scontenta un po’ entrambi gli allenatori.

La sfida dell’Olimpico si potrebbe tranquillamente dividere in 4 macro-fasi.

Comincia da quella iniziale, in cui le squadre si sono studiate, si sono pressate pochissimo, e hanno cercato di capire quali erano le difficoltà e i punti deboli degli avversari per poi colpire. Nella prima parte del match l’Inter ha avuto il possesso della palla, e ha provato a trovare il trigger per le sue famose azioni codificate che coinvolgevano i due attaccanti, ma non c’è riuscita, ed ha così dato la possibilità alla Roma di andare in vantaggio dopo 16 minuti, al primo tiro dei giallorossi verso la porta difesa da Handanovic.

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La Roma marcava a uomo Brozovic con Veretout, indirizzava Dzeko, Mkhitaryan e Pellegrini sui centrali difensivi, per forzare l’apertura sulla fascia ed alzare in pressione il quinto da quel lato

Dal gol di Pellegrini in poi si è vista una Roma più convinta, che riconquista il ritmo della gara, mettendo come sempre in regia Villar, e distinguendosi per i movimenti in fase di costruzione che mandavano a vuoto i giocatori di Conte. L’Inter ha provato a pareggiare i 4-5 uomini che Fonseca abbassa per costruire l’azione da dietro, ma il gioco non valeva la candela. Diventava troppo facile per Mkhitaryan e Veretout poi scatenarsi ed attaccare in transizione, con tanto campo disponibile, così Conte ha scelto un atteggiamento più prudente.

Veretout recupera una palla preziosa e riparte in transizione, l’Inter è spezzata in due, fondamentale il movimento “ad uscire” di Dzeko che mette in crisi tutto il sistema difensivo nerazzurro

Il bel tocco d’esterno per Mkhitaryan, che sta attaccando l’area, velocizza ancora di più l’azione

roma inter 1 0 pellegrini

L’armeno a sua volta scarica per Pellegrini di prima, e va ad attaccare l’area. In effetti Pellegrini avrebbe la possibilità di servirlo e chiudere il triangolo, ma l’intervento in ritardo di Bastoni gli da lo spazio e il tempo per colpire da fuori.

Complice anche un calo della squadra giallorossa, l’Inter ha aperto la terza fase, quella che comincia verso la fine del primo tempo e che termina a metà del secondo, quella in cui i nerazzurri mettono in campo tutto il meglio che hanno a disposizione e ribaltano il risultato. Complici alcune scelte tattiche azzeccate, come l’ordine a Lukaku di spostarsi di più, e ruotare più nella zona di Ibanez, sfuggendo dal solito Smalling (uno dei pochi che sa gestire l’incredibile fisicità del centravanti belga) ma anche la convinzione e l’intraprendenza dell’intera squadra… intraprendenza simboleggiata da Hakimi, decisivo con il gol dell’1-2 e con le sue accelerazioni sulla fascia.

Nel primo tempo vedevamo Lukaku seguito a tutto campo dell’ex compagno allo United. Un gran bel duello.

La Roma dal canto suo ha vissuto il momento che di solito vive in questi scontri diretti. Quello del calo mentale e fisico, e anche del crollo verticale, ma non è uscita totalmente dalla gara grazie ad alcune parate del sue portiere, e ai cambi di Fonseca, che mettendo in campo Cristante e Peres ha dato fisicità al centrocampo, e un giocatore con velocità ed imprevedibilità sulla sinistra, la zona che l’Inter lascia scoperta con più facilità.

Così arriviamo alla quarta e ultima fase, quella che vede la Roma attaccare con tutti i suoi effettivi per gli ultimi 20 minuti finali, e che la vede tirare per 10 volte, toccare quasi 100 palloni nell’ultimo terzo del campo, e infine arrivare al prezioso pareggio di Mancini.


Interessanti anche i dati dal 45′ al 70, che vedono i nerazzurri dominare. Come sempre forniti da CalcioDatato.

Conclusioni

Da Roma-Inter non esce una vera e propria vincitrice, ma è anche vero che l’Inter ha avuto il controllo del match nel periodo clou ed è stata vicina all’1-3 per più volte, mentre la Roma (impaurita da un’altra debacle in uno scontro diretto) ha avuto la forza di reagire nel finale, e con un po’ di precisione in più avrebbe potuto persino provare il colpaccio. I giallorossi si avvicinano al tanto atteso derby di venerdì con un pareggio che comunque muove la classifica e mantiene i giallorossi nei primi posti della classifica (anche se Atalanta, Napoli e Lazio si sono avvicinate), con qualche dubbio sulla gestione mentale di alcuni momenti difficili delle partite. Fonseca dovrà lavorare su questo per arrivare al derby nel migliore delle condizioni.

Conte ha perso 3 punti sul Milan, e in attesa del risultato di Juventus-Sassuolo (e Juventus-Napoli) vede l’ombra della sua ex squadra alle spalle. Certo il tecnico nerazzurro può rimproverarsi il calo della sua squadra proprio dopo i cambi, ma l’Inter continua a produrre tanto offensivamente e a raccogliere poco. La grande sfida di domenica contro la Juve di Pirlo dirà tanto sul futuro della squadra nerazzurra.

 

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