Analisi tattiche, Serie A

Roma-Inter, la lezione di Inzaghi a Mou

On Dicembre 5, 2021
By Benedetto Greco | 0 Comments

Un pomeriggio disastroso per la Roma di Mourinho, che perde malamente l’ennesimo scontro un’avversaria di alta classifica e vede i “fantasmi” delle scorse annate. L’Inter di Inzaghi esce dal campo dopo una dimostrazione di forza impressionante, con 3 punti guadagnati su un campo difficile, grazie ad una grande prestazione nel primo tempo.

La Roma si presentava alla gara in grande emergenza. Oltre a Pellegrini ed El Shaarawy, infortunati, erano assenti Abraham e Karsdorp per squalifica. A questi problemi si è aggiunto anche l’infortunio dell’ultima ora di Carles Perez.

Inzaghi, dal canto suo, ha potuto schierare una formazione tipo, con Lautaro e de Vrij unici “grandi” assenti. Accanto al grande ex Edin Dzeko, Simone Inzaghi ha scelto Correa, mentre D’Ambrosio ha sostituito l’olandese in difesa.

L’idea di Mourinho era quella di costruire con 6 uomini, il risultato è stato una circolazione ad U abbastanza stantia, che ha solo complicato i piani alla Roma.

Il primo quarto d’ora della gara è stato l’unico momento della partita in cui la Roma è sembrata essere viva, ma le avvisaglie della sconfitta c’erano tutte. La squadra di Mourinho si affidava ad una circolazione abbastanza scolastica fra i difensori, con l’Inter che spingeva la pressione in modo che i giallorossi fossero costretti ad andare sugli esperti. Lo sbocco più importante per la squadra di Mourinho, in quel frangente di gara, è stato Mancini, che ha provato soprattutto ad andare in verticale per scavalcare la pressione dell’Inter, o in alternativa Vina, che ha provato qualche progressione in più rispetto ai compagni (non è un caso che entrambi siano i due giocatori che hanno percorso più metri palla al piede per i giallorossi, 206 il centrale italiano, 107 l’esterno uruguaiano).

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La linea difensiva della Roma a palla scoperta

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Zaniolo su Brozovic, ma l’Inter non ha problemi ad utilizzare il “braccetto” sinistro per far salire la palla. Perisic sempre “vicino ad Inzaghi” a sinistra, per tirar fuori Ibanez, Mkhitaryan che deve coprire tantissimo spazio per aiutare il compagno. Non era forse più razionale utilizzare Zaniolo come esterno, se il piano di gioco era quello di difendere bassi e ripartire?

Dallo 0-1 in poi (arrivato in maniera abbastanza casuale) la partita ha cambiato definitivamente registro, mettendo a nudo tutte le debolezze della Roma e la crescita dell’Inter.

I nerazzurri costruivano soprattutto dal lato di Ibanez, utilizzando anche Bastoni in maniera attiva in proposizione offensiva. Il difensore brasiliano è andato in difficoltà continuamente, puntato da Perisic e costretto dal croato ad uscire in pressione, spesso impegnato da Correa che allargava il proprio raggio d’azione da quel lato ma anche da Calhanoglu, quasi mai aiutato dai compagni e neanche dal sistema difensivo.

Con il 5-3-2 scelto da Mourinho per scendere in campo, i giallorossi hanno subito per tutta la gara il grosso problema di coprire l’half space destro dalle incursioni del centrale difensivo della nazionale, subendone definitivamente le conseguenze sia in occasione del secondo che del terzo gol.

La superiorità numerica dell’Inter in fase di costruzione

 

 

 

Gli alibi e le giustificazioni per la gara della Roma sono molte. Con le assenze Mourinho è stato quasi obbligato a scegliere gli uomini che ha scelto, e se già prima c’era differenza fra le due rose, la forbice si è allargata ancora di più con queste assenze. Ma i dubbi sulla strategia di gioco del portoghese rimangono abbastanza netti. In particolare dopo il primo gol la Roma non ha reagito, non ha cambiato registro, portandosi in area gli avversari e non riuscendo a fermare l’imbarcata. L’assenza di pressione è sembrata a volte imbarazzante, la sensazione di vedere una squadra (l’Inter) che giocasse in 11, e l’altra (la Roma, appunto) in 10, praticamente costante per tutta la gara.

Mourinho dovrà trovare una soluzione per reagire subito ai problemi nati in questo periodo negativo. Dopo l’impegno europeo di giovedì la Roma affronterà lo Spezia in casa, lunedì 13 dicembre, per poi affrontare una serie di gare difficilissime a cavallo fra dicembre e gennaio: Atalanta, Sampdoria, Milan e Juventus. Non c’è più margine d’errore, il destino della stagione della squadra di capitolina, probabilmente, si deciderà proprio adesso.

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