Analisi tattiche, Serie A

Juventus – Fiorentina 1-0: l’analisi tattica

On Novembre 8, 2021
By Giovanni Cesaroni | 1 Comments

Da sempre, Juventus – Fiorentina è una sfida ricca di significati e mai come in questa stagione le due squadre sono giunte all’appuntamento con stati d’animo quasi completamente opposti.

Da un lato, la Juventus, reduce da due pesanti sconfitte in campionato contro Sassuolo e Verona e consapevole che la partita contro i viola rappresentava una vera e propria ultima spiaggia per salvare un campionato già compromesso ai primi di novembre. Dall’altro, la Fiorentina, che dopo anni di sofferenze e cambi di panchina, può finalmente respirare aria di positività e rinnovamento, grazie alla sapiente guida di Italiano.

A ulteriore riprova della diversa situazione delle due squadre, i viola arrivavano a Torino con tre punti di vantaggio sui rivali bianconeri, cosa del tutto inedita nell’ultimo decennio di Serie A, quando erano sempre tanti i punti a dividere le due squadre, a vantaggio, ovviamente, della Juventus.

Anche per quanto riguarda l’applicazione tattica, la Juventus si era finora mostrata più indietro dei propri avversari, con la gestione di Allegri ancora pervasa da troppe incertezze. Il tecnico toscano si è affidato al solito 4-4-2, non esente da critiche, per trovare un bilanciamento tra la Juventus incerta e fragile del campionato e quella più sbarazzina e spettacolare di Champions League, soprattutto nel 4-2 rifilato allo Zenit in settimana. La Fiorentina di Italiano ha invece fatto registrare importanti progressi ai quali mancava soltanto un’affermazione contro una big del campionato dopo i complimenti ricevuti nei match contro Inter e Napoli, terminati però con due sconfitte. Italiano ha confermato il suo 4-3-3 di stampo offensivo che si caratterizza per un pressione molto accentuata e una linea difensiva alta.

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All’entrata in campo delle due squadre, si notava infatti subito la differenza di atteggiamento che i due tecnici chiedevano al proprio undici. Come si vede dal frame successivo, la Fiorentina attuava una pressione offensiva molto accentuata, andando a prendere la Juventus fin dentro la propria area, uomo contro uomo. In particolare le due mezzeali Bonaventura e Castrovilli si spendevano nel pressing alto alzando il baricentro della squadra in maniera evidente. La linea difensiva saliva ben oltre la metà campo obbligando gli avversari a una difficoltosa costruzione.

Come spesso le è capitato in questa stagione anche a causa dell’assenza di un vero e proprio playmaker di centrocampo, la Juventus trovava difficoltà nel costruire l’azione e avanzare il pallone in maniera efficace. La Fiorentina rimaneva abile nell’intensificare la pressione a seconda del lato della costruzione bianconera, recuperando spesso la palla in zone offensive pericolose. La linea difensiva rimaneva alta per soffocare ogni ripartenza bianconera e Torreira agiva da mediano davanti alla difesa, l’unico viola che non abbandonava la propria zona per salire in pressione.

Nell’esempio riportato qui, è chiaro il disagio dei centrali bianconeri, in questo caso con Rugani, che si ritrovano pressati e complice anche un passaggio molto prevedibile, si ritrovano accerchiati dagli avversari, in superiorità numerica sul lato palla, che conquistano il pallone con facilità e provano a ribaltare immediatamente l’azione. Dieci undicesimi della Juventus sono raccolti nello spazio dei propri 35 metri difensivi agevolando la pressione viola.

Nella prima frazione questo è stato lo scenario più frequente che però i viola non sono riusciti a trasformare a proprio vantaggio. Il predominio territoriale non si è infatti tramutato in un numero sufficiente di occasioni da gol: un difetto, questo, che i viola si portano dietro dall’inizio della stagione e che, come detto, gli ha visti spesso uscire dal campo sconfitti contro le big del nostro campionato nonostante la qualità delle loro prestazioni.

In fase di costruzione, i viola alternavano attacchi diretti a cercare la prima punta Vlahovic con costruzioni più ragionate a cercare i terzini Biraghi e Odriozola che rimanevano alti e larghi per cercare l’ampiezza e creare spazi nel mezzo dove le mezzali erano libere di inserirsi e gli esterni offensivi stringevano per chiudere l’azione.

Un esempio di occupazione dell’area da parte della Fiorentina: Biraghi riceve largo a sinistra dopo una conduzione di palla fino alla trequarti di Martinez Quarta, difensore centrale sinistro. Il primo obiettivo è il cross in area, quindi ad attaccare l’area si presentano almeno in cinque dividendosi le zone da attaccare.

I bianconeri invece usavano l’americano McKennie come uomo “fuori dagli schemi” che, con un movimento ad allargarsi, fungeva da appoggio per i difensori e allo stesso tempo permetteva a Chiesa di sprintare e attaccare lo spazio dietro il terzino avversario.

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McKennie, forse l’unico della rosa di Allegri capace di ricoprire il ruolo di mezzala destra con efficacia, si fa trovare smarcato vicino alla linea di fondo permettendo lo sviluppo sul lato con Chiesa pronto ad attaccare lo spazio.

Simile sviluppo, ma trenta metri più indietro, quando la Juventus ha provato ad uscire in palleggio dalla pressione viola con McKennie a fare da raccordo con l’attacco. La buona riuscita dipende non poco dalle qualità tecniche dei singoli che devono essere abili nel dosare il passaggio con la giusta precisione, soprattutto quando seguiti a uomo dai difensori avversari come nel caso di Morata nel fermo immagine riportato qui.

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La Juve supera la prima pressione viola e grazie al lavoro di Morata che viene incontro può cercare la ripartenza con un potenziale 3 contro 3 sull’intera metà campo avversaria. Se il tocco è impreciso però, alto è il rischio di farsi trovare scoperti su un eventuale recupero palla avversario.

Nella ripresa la gara è filata via senza sussulti, con la quasi totale assenza di occasioni da gol sia da una parte che dall’altra. Anche l’intensità del match è diminuita, soprattutto a causa di un calo fisico della Fiorentina. Al 72esimo minuto, l’espulsione per doppia ammonizione di Milenkovic ha cambiato l’andamento del match con i viola che retrocedevano per conservare il pareggio mentre Allegri si decideva a fare entrare Cuadrado spostando Chiesa a sinistra, fornendo così maggiori sbocchi alla manovra juventina.Italiano invece ridisegnava il suo centrocampo mantenendo la difesa a 4, con l’inserimento di Igor e dando maggior supporto a Vlahovic con Sottil.

Il vantaggio numerico ha permesso alla Juve di impostare senza preoccuparsi troppo della pressione viola e attaccare con più insistenza. Da un’azione prolungata sul lato destro che ha coinvolto anche Locatelli e Dybala i bianconeri hanno poi trovato il gol decisivo, allo scoccare dei novanta minuti, con Cuadrado capace di trovare il diagonale vincente da una posizione piuttosto defilata.

Dall’analisi delle heatmap del match e delle zone di attacco si è confermata la capacità della Fiorentina di giocare quasi a tutto campo soprattutto in ampiezza ma che esistono ancora difficoltà nell’offrire un’alternativa valida, in fase di rifinitura, al cross dalle zone esterne. La Fiorentina ha infatti effettuato pochi tocchi in area di rigore, dove una Juventus sufficientemente reattiva è riuscita a tenere lontani eccessivi pericoli.

La Juventus ha invece evidenziato la solita difficoltà nell’uscita con la palla dal basso che assoggettava eccessivamente la squadra a subire la pressione avversaria e, allo stesso tempo, un baricentro arretrato che rendeva difficile la creazione di sviluppi offensivi adeguati.

Nel complesso, il match ha vissuto di poche emozioni fino all’espulsione che ha rappresentato l’episodio che ha dato una svolta decisiva al match. Il rapporto rischi-benefici per quanto riguarda le strategie delle due squadre propende, al momento, più dalla parte dei viola che dei bianconeri. L’impressione è che la Fiorentina raccoglierà presto i frutti del lavoro impostato dal nuovo tecnico mentre la Juventus dovrà crescere in un contesto tattico ancora incerto per dipendere di meno dai colpi dei singoli giocatori e acquisire maggiore pericolosità.6

1 comments on Juventus – Fiorentina 1-0: l’analisi tattica
Alessio Pitteri
Interessantissima analisi, complimenti Giovanni!!!

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