Il big match di sabato 6 marzo, si trasforma in un rilancio scudetto per la Juve e un ridimensionamento per gli obiettivi  biancazzurri.

La Juventus (orfana di Ronaldo, in panchina) sulla carta si schiera con un 4-4-2, che in fase di possesso diventa un 3-5-2. Difesa a tre con Cuadrado, Demiral e Alex Sandro. Danilo sale a centrocampo come regista, a turno aiutano la risalita Ramsey o Rabiot. Il gallese ha il compito di prendere Leiva alto.

La Lazio si presenta con il collaudato 3-5-2, con le novità Marusic braccetto destro e Lulic esterno destro, per avere su quella fascia maggiore copertura, posizionandosi in fase di non possesso con un 5-3-2

Come è andato il primo tempo?

La Lazio inizia bene la partita, prende il dominio della gara, arrivando con più convinzione sulle seconde palle. Acerbi con sovrapposizioni continue fa accentrare Fares e crea un diversivo nell’attacco alla difesa bianconera, che non sa chi deve uscire sul movimento del 96, permettendo all’ex Spal di arrivare diverse volte alla conclusione.

La squadra di Inzaghi è brava a recuperare subito il possesso, con pressione e superiorità vicino alla palla e, a sfruttare la velocità di Correa, una spina nel fianco nelle ripartenze alle spalle di Cuadrado. Il colombiano lascia spesso un buco dietro, costringendo Demiral a scivolare per chiudere.

 

Come impostava la Lazio

La Juve và in difficoltà nell’uscita della Lazio, Luis Alberto, si abbassa in ricezione accanto a Leiva, che lascia spazio, costringendo oltre a Ramsey, anche Danilo a salire. Il brasiliano però rimane a metà tra la marcatura aggressiva del 10 laziale e la copertura dello spazio alle sue spalle, dove Correa, Immobile e Milinkovic vengono a ricevere.

 

Juve

Lazio uscita con Alberto che prende il posto di Leiva che lascia spazio, e Hoedt e Marusic larghi e bassi sulla linea di Reina per liberarsi dalla pressione

 

Danilo rimane a metà, lasciando la giocata al fantasista biancoazzurro, alle sue spalle Immobile e Correa accorciano ma non vengono seguiti

 

Una volta uscita, la Lazio cerca l’ampiezza per Acerbi e la successiva verticalizzazione peri movimenti di Immobile

 

Il vantaggio della Lazio

Nel gol di Correa, l’errore di Kulusevski nel retro passaggio è evidente, in seconda battuta, sbaglia anche Demiral, che si gira sul dribbling, perdendo il contatto visivo con il pallone. I bianconeri faticano a trovare spazi in verticale, brava la Lazio a chiudere tutte le traiettorie e non lasciare campo nelle ripartenze, con la pressione sui riferimenti in avanti.

 

La squadra di Inzaghi indirizza l’attacco della Juve, chiudendo il centro con diagonali perfette, obbligando il cambio gioco, dove poi in scalata Fares va a chiudere su Cuadrado. Il numero 16  con la giocata in verticale, mette in difficoltà la retroguardia avversaria, Acerbi  Scivola su Kulusevski e Hoedt a fatica riesce ad accorciare sull’imbucata del centrocampista di turno

 

La partita della Juventus cambia

Dal 20’ la partita cambia, la squadra di Pirlo a Possesso consolidato, si posiziona con un 2-3-5, Demiral e Alex Sandro centrali, a centrocampo Danilo, insieme a  Cuadrado e Bernardeschi, che si scambia con Rabiot e i 5 davanti insieme al francese. I bianconeri alzano la pressione costringendo i biancazzurri a schiacciarsi troppo a ridosso dell’area, attendendo l’errore avversario per ripartire in campo aperto. 

Soluzione che non riesce mai, perché, quando riparte, lo fa frettolosamente, con pochi interpreti offensivi, senza riuscire ad organizzarsi coralmente l’azione. La squadra di Inzaghi tende a spezzarsi, (con Leiva che riesce a tenere botta facendo filtro tra le mezze linee) e non riesce ad accorciare con tanti uomini per riconquistare il pallone come all’inizio, rischiando più volte il contropiede.

Nonostante la pressione, la Juve, nel primo tempo, arriva al tiro in porta una sola volta con Ramsey da fuori area. 

La squadra di casa termina la prima metà di gioco, con un continuo possesso palla e cambi di gioco costanti, per cercare di isolare gli esterni e verticalizzare approfittando del ritardo nello scivolamento della difesa laziale. 

 

Il pareggio della Juventus

Il gol della Juventus arriva da un movimento a staccarsi di Morata che si fa servire in verticale, Hoedt non lo segue, gli concede due metri, che permettono al numero 9 di girarsi con tutta calma e servire in verticale Rabiot, che scarica una bordata, sorprendendo Reina sul proprio palo.

 

Morata si gira in libertà con Hoedt a due metri e può giocare in rifinitura verticale per Rabiot

 

La squadra di Inzaghi, sul finire è pericolosa con un’azione provata più volte durante la gara, il triangolo con Fares che si accentra, Immobile largo e Correa fa la sponda.

 

Juve

La soluzione provata più volte dalla Lazio in ripartenza con Fares che viene a giocare dentro al campo

 

SECONDO TEMPO 

La Juventus, comincia il secondo tempo come la fine del primo, aggressiva, forte sui contrasti, arrivando prima sulle seconde palle, ma è la Lazio ad avere le migliori occasioni, con Correa bloccato da Szczęsny e la traversa di Milinkovic.

Al 54’ arriva il doppio cambio con Patric e Escalante al posto di Lulic e Leiva, Marusic resta braccetto destro.

I bianconeri, muovono da sinistra a destra, provando a trovare spazio per l’imbucata centrale nella linea laziale. In attesa, del ritardo in scalata di uno dei tre centrali, che spesso avviene, come nella lavagna seguente, con Marusic su Morata.

 

ll secondo gol avviene dopo questa azione, su una ripartenza veloce della Lazio palla avanti, palla dietro su Fares, che si invola da solo ma sceglie una giocata orizzontale tardiva su Patric che fa riposizionare la difesa e poco dopo sbaglia l’appoggio

 

 

La Lazio và in difficolta nelle infilate tra braccetto sx e centrale, quando Acerbi deve uscire su Kulusevski e Hoedt accorciare per chiudere lo spazio. L’olandese lo fa sempre in ritardo lasciando colpevolmente spazio dove attaccare ai centrocampisti bianconeri.(Inzaghi sotto infuriato con Fares che non accorcia subito su Cuadrado e Hoedt)

 

 

MORATA SPOSTA GLI EQUILIBRI E LA LINEA

È notevole l’importanza del numero 9 nello scacchiere juventino, con lui, la squadra riesce a trovare profondità e un riferimento fisso in area, può far partire Kulusevski, qualche metro più dietro, per lanciarlo nello spazio e non farlo ricevere spalle alla porta a ridosso dell’area.

Il secondo gol avviene dopo questa azione, su una ripartenza veloce della Lazio palla avanti, palla dietro su Fares, che si invola da solo ma sceglie una giocata orizzontale tardiva su Patric, che fa riposizionare la difesa. 

 

 

 

6 uomini biancazzurri in attacco contro 8 bianconeri a chiudere, Il gol nasce da un errore su uno scarico di testa leggero del numero 4, il quale fa ripartire Chiesa in anticipo sull’intervento goffo di Escalante.

 

 

 

 

Il 2 vs 2 Chiesa Morata – Hoedt Marusic

 

Errore anche di Hoedt che è in vantaggio rispetto a Marusic e anzichè chiudere il centro e la profondità per Morata mandando Chiesa sull’esterno, si posiziona invitando il numero 22 al passaggio in profondità con Marusic in ritardo e Reina complice che prende gol sul palo che copre.

 

 

La partita si chiude due minuti dopo, Milinkovic frana su Ramsey, che si avviava verso l’uscita dell’area di rigore, spalle alla porta. 

Rigore ineccepibile, che costa il gol dal dischetto del definitivo 3-1 di Morata.

 

RILANCIO JUVE

La Juve dopo i 3 gol allo Spezia, replicano a pochi giorni di distanza, rimettendosi in carreggiata per provare a recitare un ruolo da protagonista insieme alle milanesi. 

Per la Lazio è notte fonda, in una stagione senza quasi più obiettivi, sarà difficile trovare stimoli per risollevarsi dal momento negativo.

 

 

 

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