Analisi tattiche, Serie A

Come è andata Juventus-Atalanta?

On Dicembre 18, 2020
By Francesco Mascaro | 0 Comments

Nel primo turno infrasettimanale della Serie A Tim si sfidano Juventus e Atalanta, partita che negli ultimi anni ha offerto agli spettatori tante emozioni nonchè altrettanti spunti tattici per gli analisti. I dati pre-gara indicano un maggiore equilibrio rispetto ai pronostici: il rendimento casalingo della Juve e quello in trasferta dei bergamaschi non è così differente ( Juve 2,6 pt/gara  – Atalanta 2 pt/gara e stesso numero di gol fatti 11), le due squadre hanno una media gol fatti praticamente identica e sono molto vicine anche nel dettaglio complessivo dei tiri in porta.

La disposizione degli uomini di Pirlo può essere schematizzata in sistema di gioco 352 nella fase di possesso e 442 con palla agli avversari. Consolidato 3412 per l’Atalanta di Gasperini.

Una soluzione tattica che fin dal primo minuto appare ben visibile nella Juventus è l’attacco della profondità da parte della mezzala McKennie (impressionante per dinamismo e primo della gara per km percorsi 12344) a cui si associa un movimento opposto delle punte, incontro al compagno in possesso del pallone, spesso svolto contemporaneamente. L’obiettivo è quello di muovere i centrali difensivi avversari sfruttando la loro tendenza a marcare individualmente piuttosto che lavorare di reparto. Anche per questo la Juve andrà a ricercare nel corso dell’incontro linee di passaggio verticali sui propri attaccanti: i frequenti errori di Morata, successivi alla ricezione spalle alla porta, non hanno però consentito alla Juventus di sfruttare a pieno questa opzione. L’attaccante spagnolo sarà infatti il secondo giocatore dopo Chiesa per percentuale di passaggi non riusciti (30%).

Al minuto 18 Ronaldo, servito spalle alla porta, libera invece splendidamente McKennie a cui però non riesce la rifinitura per Morata; la clip termina con uno dei tanti duelli tra De Ligt e Zapata, nei quali ha quasi sempre prevalso il difensore olandese.

Nella prima fase dell’incontro si mette in evidenza il centrocampista centrale Arthur, in grado di svolgere il compito di costruttore, combinando con successo i propri movimenti con quelli di Bentancur, allo scopo di liberarsi della marcatura di Pessina; il brasiliano sarà costretto ad uscire per infortunio al 27′ vantando il 100% di passaggi riusciti. La sua assenza costringerà Pirlo ad inserire Rabiot nella posizione di mezzala sinistra spostando l’uruguaiano davanti la difesa.

In fase di non possesso, entrambe le squadre hanno ricercato il pressing alto, ultra offensivo quello dei bianconeri, più basso quello dei bergamaschi che hanno alternato fasi di attesa e pressione come accaduto anche nelle ultime partite; a testimonianza di questo atteggiamento dell’Atalanta, il possesso palla complessivo della Juve è avvenuto per il 61% nella metà campo difensiva.

Anche la riaggressione su palla persa è stato un tema dominante della gara ed ha portato tra l’altro alla rete del vantaggio juventino, nata da un passaggio errato di Palomino pressato da Morata.

Dopo aver subito il gol l’Atalanta non si è disunita, anzi ha preso il controllo della gara (61% possesso palla nell’ultimo quarto del primo tempo) ed ha complessivamente giocato una partita di grande personalità: pur priva di Ilicic e nella prima parte del Papu Gomez, la squadra di Gasperini non ha mai rinunciato ad attaccare e nei 15 minuti finali della prima frazione ha tirato ben cinque volte verso la porta, facendo così presagire che la ripresa sarebbe stata molto combattuta. Come da tradizione, gli attacchi della squadra nerazzurra sono arrivati maggiormente dalle corsie esterne (82%) a differenza della Juventus che ha provato con maggiore frequenza a rifinire in zona centrale (34%).

Il secondo tempo è stato ricchissimo di occasioni da gol e difficilissimo da riassumere; la Juventus ha complessivamente alzato il proprio baricentro, sfiorando subito con Morata il raddoppio. Al 53′ Gasperini inserisce Gomez al posto di Pessina allo scopo di aumentare la qualità tecnica in attacco e dopo soli tre minuti è arrivato il gol del pareggio di Freuler. Dopo soli 4 minuti la Juventus ha la grande occasione di tornare in vantaggio ma Gollini para il rigore di Cristiano Ronaldo e lo stesso portiere sarà ancora protagonista subito dopo con una deviazione su tiro di Morata. Nella fase centrale del secondo tempo l’Atalanta ha di nuovo avuto maggiore possesso palla e creato occasioni con Romero e Hateboer per passare in vantaggio.

Al 70′ Gasperini immette forze fresche in avanti con Muriel e Miranchuk al posto di Zapata e Malinovsky, ma la mossa non è risultata particolarmente efficace tanto che negli ultimi venti minuti l’Atalanta ha tirato una sola volta con Gomez; in particolare il giovane russo ha dato un pessimo apporto alla squadra, sbagliando tra l’altro ben 5 dei 7 passaggi fatti.

Primo cambio tattico di Pirlo al minuto 75; l’ingresso del terzino sinistro Alex Sandro al posto di Chiesa modifica il sistema di gioco in 4132, Danilo si sposta nella posizione di terzino destro, Bentancur svolge il compito di costruttore anche abbassandosi tra i due centrali De Ligt e Bonucci, Cuadrado continua a giocare sul lato destro mentre McKennie si sposta sulla parte sinistra del centrocampo con Rabiot in posizione centrale.

Con la nuova disposizione la Juve arriva due volte al tiro nella stessa azione, prima con Danilo poi con McKennie. Ultima sostituzione per Pirlo che inserisce in campo Dybala al posto di Morata: pochi minuti per l’argentino, non sufficienti a cambiare il punteggio di una gara che, per qualità delle occasioni da gol avute nel secondo tempo, la Juventus avrebbe meritato di vincere.

   XPOINTS DELLA PARTITA

 

Cambiano gli allenatori ma un elemento fondamentale per il gioco della Juventus rimane sempre il difensore centrale Bonucci, che al termine dell’incontro risulterà primo giocatore per palloni giocati, 94.

Nonostante venga considerata una “bestia nera” per la Juventus, l’Atalanta con Gasperini non è ancora riuscita a battere i bianconeri in Serie A (6 pareggi e 3 sconfitte). Con il gol di Freuler salgono a 12 i giocatori nerazzurri in rete almeno una volta nella Serie A 2020 / 2021, nessun’altra squadra ha fatto meglio.

 

 

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