Al Bentegodi passa l’Inter. La squadra di Conte piega gli instancabili gialloblù di Juric nel secondo tempo. Partita bloccata tatticamente, specialmente nel primo tempo, e ricca di spunti che andremo ad esaminare in questa analisi.

 

Sintesi

52′ gol di Lautaro Martinez (0-1)

63′ pareggio di Ilic (1-1)

69′ gol di Skriniar (1-2)

 

Sistemi di gioco

Il Verona conferma il classico 3-4-2-1 con marcature personalizzate, ma cambia gli interpreti. Le varie assenze portano Juric a scegliere Zaccagni e Colley alle spalle di Salcedo. I 3 difensori (Dawidowicz, Magnani e Ceccherini) marcano a uomo rispettivamente Lautaro, Lukaku e Perisic. A centrocampo: Tameze marca Barella, mentre Veloso si occupa di Brozovic. I due tornanti marcano rispettivamente i propri avversari di competenze (Dimarco-Hakimi e Faroni-Young). Inoltre, sempre in FDNP, Salcedo marca a uomo De Vrij, impedendo all’olandese di ricevere palla. Il portiere viene lasciato libero di impostare, mentre i braccetti, una volta ricevuta palla, vengono pressati leggermente.

L’Inter si schiera con un inedito 3-4-2-1, dove Perisic e Lautaro giocano alle spalle di Romelu Lukaku. Probabilmente l’intento di Conte era quello di limitare gli inserimenti dei braccetti dell’Hellas, portando l’Inter a difendere con un 5-4-1 in FDNP.

 

Costruzioni dal basso a confronto

Le due squadre, giocando con lo stesso modulo, costruivano il gioco dal basso alla stessa maniera. Pertanto, i due braccetti si allargavano per ricevere palla e i mediani andavano incontro al portatore di palla, mentre i tornanti alzavano la loro posizione.

Tuttavia, l’efficacia della costruzione dal basso dipendeva dal tipo di pressione effettuata dalla squadra avversaria.

Le costruzioni dal basso del Verona erano semplificate, poiché gli attaccanti nerazzurri non pressavano alto e si abbassavano chiudendo le linee di passaggio. Questo permetteva al Verona di risalire palla al piede facilmente sino alla linea di metà campo, dove l’Inter attendeva compatta. Tuttavia, si preferiva il rinvio del portiere verso le punte, per sfruttare le seconde palle e costruire il gioco in una zona più avanzata del campo.

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Le costruzioni dal basso dell’Inter erano, invece, catabolizzate dalla pressione molto alta e aggressiva degli uomini di Juric. Come accennato in precedenza, De Vrij era marcato a uomo ed impossibilitato alla ricezione della palla.

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Come si può notare nel video soprastante: De Vrij, i mediani ed i tornanti sono marcati a uomo, mentre vengono lasciati liberi di ricevere i braccetti, i quali verranno pressati leggermente dai trequartisti una volta ricevuta palla.

Per ovviare a ciò, De Vrij ed un mediano si scambiavano la posizione, venendo lo stesso seguiti dal proprio marcatore e non riuscendo a trovare la possibilità di impostare il gioco dal basso.

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La pressione del Verona

Una peculiarità (o meglio la peculiarità) della squadra di Juric è la pressione che viene effettuata in FDNP. Ogni giocatore, in base al proprio ruolo, ha un giocatore avversario da marcare a uomo per tutto il campo.

Zaccagni esce in pressione su Skriniar (braccetto dx) poiché ha appena ricevuto il pallone.

Nel momento in cui il tornante avversario riceve palla, il rispettivo trequartista va a raddoppiare su di esso assieme al tornante della sua squadra.

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Nel caso in cui un giocatore sbagliasse ad uscire (o perdesse un duello con un avversario) ed il giocatore avversario punta la porta, il resto della squadra indietreggia per prepararsi a fronteggiare la situazione di inferiorità numerica.

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Transizioni negative

Nel momento in cui viene perso il possesso del pallone, il Verona aggredisce immediatamente in avanti il portatore di palla avversario. Si cerca di chiudere la giocata in avanti e recuperare il possesso di palla.

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L’Inter sfrutta i cross

Nel secondo tempo, l’Inter è scesa in campo più conscia dei propri mezzi ed è riuscita a trovare delle alternative per sviluppare il gioco palla a terra e per costruire dal basso.

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I due gol dell’Inter provengono da due cross e sono stati segnati entrambi al volo.

Nel primo gol è stato bravo Lautaro ad inserirsi in area e a sfruttare un traversone proveniente da destra.

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Il secondo gol dell’Inter nasce da uno schema su calcio d’angolo: Brozovic scambia con Hakimi ed effettua un traversone a rientrare, nel quale Skriniar è bravo a spiazzare Silvestri.

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Il giovane

Alessandro Bastoni ha offerto una prestazione diligente che ha permesso alla propria squadra di centrare questo ottimo risultato. Chiamato in causa più di Skriniar nel gestire il possesso di palla (vista la marcatura su De Vrij) è cresciuto molto durante la partita, muovendosi molto senza palla e proponendosi anche in avanti per ricevere palla e liberare i mediani dalle marcature gialloblù. Molto attento sui duelli aerei e abile a vincere gli 1vs1 e a non buttare il pallone una volta riconquistato. Encomiabile la sua cavalcata palla al piede all’81° minuto.

In questo video possiamo osservare qualche spezzone della partita di Bastoni.

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La mia opinione

Il Verona ha preparato molto bene la partita, riuscendo ad inibire l’impostazione del gioco palla a terra dell’Inter nel primo tempo ed in parte nel secondo. A fine partita i giocatori di Juric erano visibilmente molto stanchi. Probabilmente la gestione dei campi non è stata perfetta, anche se due sono stati obbligati per infortunio e la rosa era decimata dagli infortuni.

L’Inter è stata brava ad adattarsi al Verona e a trovare (più nel secondo tempo) le chiavi giuste per impostare il gioco palla a terra ed impensierire la formazione scaligera. L’innesto di Vidal e Gagliardini ha permesso alla squadra di Conte di gestire al meglio il minimo risultato, non concedendo al Verona chance per trovare il gol del pari. Nel finale di partita sono stati fondamentali il fisico di Lukaku e la velocità di Hakimi, i quali hanno costretto il Verona a spendere energie per correre all’indietro e recuperare in fretta il possesso di palla.

 

Conclusioni

L’Inter passerà le feste al secondo posto ad un punto dal Milan – il quale ha vinto all’ultimo respiro con la Lazio – ed aprirà il 2021 domenica 3 gennaio alle 12.30 con la sfida in caso contro il Crotone di Stroppa. Verona invece che va al riposo con 20 punti, a -4 dalla Juventus al 6° posto (una partita in meno) e sarà di scena sempre il 3 gennaio ma alle 15.00 al Picco di La Spezia.

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