La maledizione degli scontri diretti per la Roma non si rompe. I giallorossi cadono per la prima volta in campionato in casa, contro un Milan perfetto nell’approccio alla gara e determinato nel raggiungimento dell’obiettivo finale: una vittoria che mette un po’ più al sicuro la zona Champions League per i rossoneri.

LE SCELTE INIZIALI

Pioli sceglie di non schierare Romagnoli dal primo minuto. Il Capitano del Milan viene da un periodo negativo, e il tecnico non l’ha voluto rischiare in una partita che si prospettava molto importante e che sicuramente avrebbe sollecitato con più costanza la difesa.

Fonseca ha scelto tre centrali di ruolo (Cristante sta giocando più lì che nel suo ruolo naturale a centrocampo), spostando di nuovo sulla fascia Spinazzola e Karsdorp dopo gli esperimenti – forzati – fatti nelle ultime partite. Probabilmente il tecnico portoghese non vuole perdere la possibilità di attaccare lo spazio che Theo Hernandez di solito lascia alle sue spalle, e non vuole rinunciare alla sua principale arma offensiva: l’attacco sulla sinistra.

L’INIZIO HORROR DELLA ROMA

Nel primo quarto d’ora della gara l’approccio del Milan mette in difficoltà la Roma, e i rossoneri solo nei primi 25 minuti creano addirittura 3 big chances. La squadra di Pioli sceglie di aggredire altissima la squadra di Fonseca, marcando a uomo i riferimenti in fase di costruzione della Roma e cercando di indirizzare la palla quasi sempre sui piedi di Fazio. Il centrale argentino, quando pressato, va sempre in difficoltà e non riesce a dare una soluzione alternativa alla sua squadra.

1-Roma-Milan pressing Milan

Ibrahimovic scherma le ricezioni di Cristante, su Villar si alza sempre con puntualità Calhanoglu, Mancini viene pressato a Rebic, mentre sull’altro mediano della Roma si alza Tonali. Fazio, pressato da Saelamakers, decide infelicemente di passare la palla a Pau Lopez. Da quest’azione nascerà l’enorme occasioni che Ibrahimovic non riuscirà a finalizzare ad inizio gara.

La Roma non riesce a reagire per metà primo tempo, andando totalmente in balia delle transizioni corte dei rossoneri. Se contro le squadre di media o bassa classifica la presenza di Villar come playmaker, unita a quella di Cristante come centrale di difesa, può bastare, e Fonseca può permettersi di sganciare Veretout in avanti, contro squadra più strutturate ed attente al pressing come al Milan è sembrato veramente tardivo il modo in cui il tecnico portoghese ha provato a limitare i danni.

3-Roma-Milan costruzione Roma

Le cose sono migliorate quando la Roma ha preso fiducia, e non ha poi subito gol dalle tantissime occasioni create dai rossoneri. In particolare Villar, per sfuggire alla pressione di Calhanoglu, ha cominciato ad abbassarsi, creando una coppia di costruttori centrali insieme a Cristante.

Dal canto suo la Roma ha scelto nel primo tempo di non pressare la costruzione del Milan, creando un blocco medio-alto che avesse come intenzione principale quella di bloccare le ricezioni dei centrocampisti del Milan.

Il 5-3-2 difensivo della Roma

Il vero problema del 5-3-2 della Roma nasce quando i trequartisti laterali del Milan si piazzano negli halfspaces per ricevere. Una delle mezzali della squadra giallorossa deve scalare in pressione (parliamo quindi di Pellegrini e Veretout), lasciando molto spazio alle sue spalle, spazio che il mediano da solo deve coprire e che può essere attaccato da tanti avversari, come il centravanti che viene incontro alla manovra, o uno dei mediani che adesso ha spazio per ricevere e giocare.

La copertura del centro del campo è quindi praticamente un’illusione, al Milan è bastato tenere i terzini bassi, attivi in fase di costruzione, per instillare continuamente il dubbio sui quinti della Roma: aggredire, o lasciare spazio per impostare agli avversari?

Nonostante i tanti problemi tattici, tuttavia, il meritato vantaggio del Milan arriva per l’ennesimo errore individuale in uno scontro diretto.

Nel momento in cui Calabria sta per ricevere la palla è spalle alla porta, in una posizione laterale, con la difesa ben schierata, Veretout pronto a raddoppiare ed è marcato da Fazio. L’argentino sceglie di provare ad anticipare l’intervento e colpisce con ritardo e in maniera scomposta il classe ’96.

Quello di Fazio è l’ennesimo errore tecnico che sta alla base dei tanti punti persi dalla Roma negli scontri diretti. Forse quando il peso della vittoria diventa duplice la squadra di Fonseca non riesce a concentrarsi e regala possibilità ghiotte ai propri avversari.

L’APPROCCIO NEL SECONDO TEMPO

La Roma riesce a destarsi dall’incubo con un approccio ben più proattivo ad inizio secondo tempo. I giallorossi scendono in campo pressando in maniera più coraggiosa i rossoneri e mettendo in luce quelli che sono i problemi della squadra di Pioli.

Il Milan, quando debitamente pressato infatti, tende ad allargarsi e a creare degli spazi enormi fra i reparti.

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La differenza in fase di non possesso fra primo e secondo tempo appare enorme. Qui Tomori trova una linea di passaggio nonostante la pressione, ma è Mancini ad uscire aggressivo su Diaz.

Grazie a questi presupposti la Roma riesce a trovare il gol del pareggio, ma anche tante occasioni che potrebbero permetterle di portarsi in vantaggio. Proprio nel momento migliore dei giallorossi, tuttavia, arriva l’ennesimo errore che compromette la gara.

Su una normale palla giocata da Pau Lopez, da dietro, lo spagnolo decide di lanciare lungo al primo accenno di pressing dei rossoneri. La palla viene recuperata con ferocia sull’out destro da Calabria (domenica sera uno dei migliori in campo) per poi finire sui piedi di Rebic, che con un bel tiro ad incrociare batte Lopez e permette al Milan, di fatto, di vincere la gara.

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Le opzioni di passaggio per Lopez sono molteplici: Fazio è libero ed ha spazio per ricevere, forse il passaggio verso Cristante sarebbe rischioso, ma sembrerebbe comunque alla portata del portiere spagnolo. Ci sarebbe persino Mancini, che si è aperto a destra, alle spalle della linea di pressione creata da Leao

L’ex Betis invece opta per un lancio a metà fra Spinazzola e il nulla. Calabria intercetta e il Milan prepara benissimo la transizione positiva, con Rebic che stringe la propria posizione approfittando del movimento che Mancini, appunto, aveva fatto per ricevere la palla.

Si è discusso molto nelle ultime settimane dei pregi e dei difetti della costruzione del gioco dal basso, molte volte scadendo nel ridicolo, nessuno però domenica sera ha messo in evidenza il modo in cui nasce l’errore che ha deciso Roma-Milan: la poca fiducia in questo principio di gioco di importanza basilare per il gioco del calcio. Con 3 opzioni di passaggio libere Lopez ha scelto di lanciare i dadi, andare a casaccio verso l’attacco per paura di costruire, ed ha così compromesso la gara dei suoi. Con un po’ più di coraggio non solo la Roma avrebbe evitato questo gol, ma con lo spazio e il tempo che avevano Cristante e Mancini per ricevere, avrebbe potuto costruire un’azione da dietro interessante… azione che vedeva già tagliata la prima linea di pressione del Milan.

Nella ripresa i giallorossi hanno provato a recuperare il risultato, ci sono pure andati vicini (in particolare con l’occasione di Mkhitaryan che non prende la porta per poco dopo una bella sterzata e un tiro di sinistro dentro l’area) ma non sono riusciti ad evitare l’ennesima sconfitta contro una squadra d’alta classifica.

Il Milan ha ritrovato fiducia dopo le due sconfitte consecutive in campionato, non solo si è tenuto il secondo posto, ma ha preso 3 punti decisivi ad un’avversaria diretta per i posti europei che contano. La squadra di Pioli è stata feroce e perfetta nella prima parte di gara, nel resto della partita ha invece evidenziato alcuni problemi che deve ancora risolvere, ma il tecnico ex-Lazio ed Inter può gioire per uno spirito di squadra ritrovato.

 

 

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