Analisi tattiche, Europa League

Roma-Ajax, l’analisi tattica

On Aprile 16, 2021
By Benedetto Greco | 0 Comments

La Roma approda ufficialmente alle semifinali di Europa League con una partita principalmente difensiva, e un pareggio che completa la missione dell’andata. I giallorossi giocheranno la quinta semifinale europea nella loro storia.

Gli allenatori scelgono le due formazioni dell’andata. Ten Hag si affida per 9/11 ai giocatori che avevano perso la partita di Amsterdam, rimettendo però in porta l’esperto (ed ex della gara) Stekelenburg. Ancora una volta Tadic ha giocato come falso nueve, almeno dall’inizio.

Fonseca invece ha recuperato Karsdorp e Mkhitaryan, ma perso Spinazzola. Al posto di quest’ultimo, fiducia al giovane Calafiori. Per il resto è la stessa squadra che vinse all’andata, appena una settimana fa.

Roma-Ajax 1

La struttura posizionale della Roma in fase di non possesso. Molto attenti a non far ricevere palla a Tadic o Klaasen, Diawara e Veretout sempre pronti ad accorciare sui centrocampisti che venivano incontro alla manovra

Il primo tempo segue il canovaccio del primo tempo della gara della Cruijff Arena. L’Ajax con la palla fra i piedi per praticamente tutto il tempo (74% di possesso palla), la Roma che sceglie di non pressare nelle zone alte del campo, di non aggredire i punti di riferimento in fase di costruzione dei Lancieri, pur mantenendo una linea difensiva e (di conseguenza un baricentro) alta.

L’Ajax si prepara a far circolare la palla sul lato destro del campo, Calafiori subito si alza per andare in pressione sul terzino olandese mentre i compagni oscurano le linee di passaggio centrali. Tadic segue il movimento di Calafiori cercando una ricezione nel mezzo spazio, ai lati del giovane romano

La strategia ha avuto successo per i primi 45 minuti, e ci sono dei dati che la certificano. Al di là dei tiri in porta (solo due, entrambi di Tadic), Klaasen e il serbo sono stati i peggiori per palloni toccati nella squadra di Ten Hag. L’ex Southampton 25, il centrocampista olandese addirittura 11. In sostanza la Roma è stata brava a non farsi impensierire centralmente, pur rischiando ugualmente qualcosa con i soliti cali di concentrazione in fase di costruzione.

ajax primo tempo

L’heatmap dell’Ajax nel primo tempo fa quasi impressione. Nessun giocatore della squadra olandese ha calcato la “zona 14”

Le idee in cui attaccare l’Ajax erano basilari, ma hanno sempre generato azioni pericolose: Dzeko il punto di riferimento per ogni pallone alto, ha sovrastato nei duelli aerei praticamente contro tutti e ha poi agito da vero e proprio playmaker, servendo i compagni in profondità, o eventualmente allargando verso la fascia sinistra, sempre ben attaccata da Calafiori.

Nel secondo tempo Ten Hag inserisce Brobbey in campo, e la scelta da subito i suoi frutti. L’Ajax comincia a provare ad attaccare anche andando in profondità con dei lanci dalla difesa, e alla prima occasione trova il gol del vantaggio: Schuurs serve il nuovo entrato, che prende il tempo a Cristante e approfitta dell’uscita in ritardo di Pau Lopez.

Roma-Ajax 3

Il momento in cui Schuurs lancia per Brobbey. Il rischio di tenere la difesa così alta è questo: basta un minimo errore di misura nel tenere la linea per aprire le praterie per gli avversari. In queste situazioni è fondamentale che il portiere faccia da libero.

Brobbey cerca di abbassare la linea della Roma attaccando la profondità, su Gravenberch esce Mancini che lascia quel metro in più a Tadic. Il serbo stringe la sua posizione.

La Roma inizialmente accusa la botta dal punto di vista psicologico, tanto da subire il gol dello 0-2. Come successo all’andata, tuttavia, proprio quando l’orlo del baratro sembra più vicino, l’episodio svolta a favore dei giallorossi, e la rete viene (giustamente) annullata.

Da quel momento in poi i giallorossi non hanno più sofferto come nella prima ora di gara, e si sono finalmente ritagliati un po’ di spazio per attaccare e, al 70′, per realizzare il gol decisivo della gara.

https://streamable.com/e84dxg

Il gol della Roma

Ci sono dei momenti decisivi in cui si può ritagliare il gol che ha messo in ghiaccio la qualificazione della Roma, e vale la pena elencarli ed analizzarli.

  1. Sul lancio lungo (che aveva preso in controtempo la difesa giallorossa) Mancini viene aiutato con un raddoppio su Tadic da Karsdorp, i due ne escono con forza e decisione;
  2. Per tutta la partita la Roma, una volta recuperata palla in quelle zone del campo, ha quasi sempre cercato Dzeko con dei lanci lunghi. Qui, al 70′, Mancini sceglie di servire nella propria area di rigore Cristante.
  3. Il centrale della Roma con coraggio salta la pressione di Tagliafico, con una finta taglia fuori pure Klaasen, poi sceglie una verticalizzazione perfetta per Mkhitaryan. Con un solo passaggio Cristante ha tagliato fuori dall’azione 6 giocatori dell’Ajaxcristante roma
  4. Mkhitaryan è bravo a saltare ulteriori due avversari e servire Calafiori sulla sinistra. Il quinto di sinistra è stato il fattore offensivo più importante per la Roma in tutta la gara, quando ha avuto tempo e spazio ha sempre fatto male ai Lancieri
  5. La scelta di Dzeko, che si tiene alle spalle di Schuurs prima, di Martinez dopo, tenendo la sua posizione quasi sempre all’altezza del secondo palo. In qualche modo sa che la palla più importante della stagione (finora) sarebbe arrivata lì, e immagina che sul primo palo andrà invece a tagliare qualcun altrodzeko roma

Uno sguardo ai numeri… e al futuro

xg Roma Ajax

Anche guardando gli Expected Goals notiamo come la Roma abbia generato occasioni più pericolose dei Lancieri nel secondo tempo. La superiorità manifesta di cui si fa un gran parlare adesso in realtà sta solo nei numeri del possesso palla, e sappiamo benissimo quanto siano deleteri ai fini del risultato.

Fonseca si è affidato alla sua strategia difensiva e al suo centravanti di ruolo per andare a giocare la prima semifinale europea della sua carriera, sulla strada dei giallorossi adesso c’è il Manchester United di Solskjaer, probabilmente la favorita per la vittoria finale. Potrebbero non bastare ai giallorossi 180 minuti (o più) con questo atteggiamento tattico, la Roma dovrà provare a giocare con più coraggio fin dall’andata per evitare di chiudersi in area contro una delle squadre più imprevedibili d’Europa.

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