Analisi tattiche

Real Sociedad-Napoli: l’analisi tattica

On Ottobre 30, 2020
By Marco Roberti | 0 Comments

Dopo l’inaspettata sconfitta nella prima giornata del girone contro un AZ Alkmaar decimato, il Napoli si trovava ad affrontare la seconda gara di Europa League con la consapevolezza che un secondo passo falso sarebbe stato assolutamente da evitare. Di fronte c’era però l’avversaria più ostica del raggruppamento: la Real Sociedad di Manolo Alguacil, capolista nella Liga (di cui è anche miglior attacco e seconda miglior difesa).

Gattuso per la sfida dell’Anoeta (nota di colore: i seggiolini vuoti sono coperti da un telo per evitare che si rovinino) opta per un deciso turnover. Maksimovic e Hysai sono in difesa al posto di Di Lorenzo e Manolas, Petagna al posto di Oshimen, ma soprattutto c’è un trio di centrocampisti più dediti alla copertura degli spazi che alla costruzione dell’azione: Bakayoko, recuperato, e Demme davanti alla difesa e Lobotka addirittura vicino al centravanti. La Real Sociedad risponde invece schierando la miglior squadra a disposizione, eccetto per l’assenza di Elustondo in difesa, sostituito da Sagnan.

I problemi del Napoli in pressione

Come da previsione, i padroni di casa prendono in mano il pallino del gioco (finiranno la partita con il 65% di possesso palla), mentre il Napoli alza raramente il pressing per cercare di recuperare palla in zone avanzate. Anche perché, nei momenti in cui lo fa con più uomini, il centrocampo rimane in costante inferiorità numerica.

Il Napoli pressa in parità numerica: Lobotka e Petagna sui centrali, Demme si alza su Guevara; ma Bakayoko rimane da solo contro Merino e David Silva

Real Sociedad-Napoli 29-10-2020 4

Remiro riesce a trovare la linea di passaggio verso Merino che serve Silva che può attaccare in campo aperto

Il gioco dei baschi appariva così chiaro: attirare a sé la pressione partenopea con un palleggio lento in avvio e quasi monotono per poi trovare un filtrante che spezzi le linee di pressione e costringa la squadra avversaria a correre verso la propria porta.

 

Grande varietà di soluzioni: Monreal preso alto da Politano, Merino attacca lo spazio alle sue spalle, dove Hysai non è salito

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Spezzata la prima pressione avversaria, la Real attacca la profondità con Isak e occupa lo spazio che si crea tra le linee con Oyarzabal che riceverà palla e la porterà fin nei pressi dell’area di rigore

Il Napoli nel primo tempo non è mai riuscito a risolvere questi dilemmi tattici. Ma anche nelle fasi di difesa posizionale bassa ci sono state difficoltà nel leggere la posizione di Silva e Merino quando questi occupavano gli half space o attaccavano lo spazio (soprattutto Silva) alle spalle del terzino che usciva sull’ala di parte.

L’infortunio di Insigne e le ripartenze del Napoli

Dopo comunque un buon inizio nel quale il Napoli aveva creato due buonissime occasioni dall’interno dell’area di rigore, l’infortunio di Insigne ha complicato i piani di Gattuso. Il fantasista azzurro ha probabilmente avuto una ricaduta a quei flessori che già gli avevano dato problemi a settembre. Senza di lui, e con Lozano, i partenopei hanno avuto più difficoltà nel risalire il campo palleggiando (con 15 passaggi in 22 minuti Insigne era più che nel vivo del gioco). La scarsa qualità a centrocampo e una buonissima riaggressione della Real Sociedad ha fatto il resto rendendo difficile la costruzione di ulteriori pericoli nel primo tempo.

La mappa dei tocchi di palla di Insigne (Whoscored): tanti tocchi nella propria metà campo, a dimostrazione dei movimenti a venire incontro per appoggiare la fase di costruzione

Il gol di Politano a inizio ripresa è arrivato inaspettato, ma è stato un autentico game changer. Da sottolineare il coraggio dello stesso Politano che, quando ha visto lo spazio per tirare, non ci ha pensato due volte e ha fulminato Remiro con l’aiuto anche di una deviazione. Fortunato e bravo, quindi, a tentare una soluzione fin lì poco battuta (soprattutto dai padroni di casa).

Il gol ha affievolito gli attacchi della Real che si è affidata all’esperienza di Silva il quale ha continuato a creare pericoli dall’half space destro. Ma il calo delle energie si è notato soprattutto in termini di mancanza di aggressività. In questo senso Gattuso con gli ingressi di Mertens e Oshimen ha provato a sfruttare la stanchezza avversaria per punirla con qualche contropiede. Di occasioni pericolose non se ne sono viste molte, però la risalita del campo è stata molto più efficace, grazie a un Lozano bravo ad attaccare la profondità.

Vittoria di misura, ma importantissima, per il Napoli che coglie i primi tre punti nel girone nella partita più difficile in programma. Vittoria di carattere che porta la firma, oltre che di Politano, anche dei due centrali di difesa, Koulibaly e Maksimovic, bravissimi nel leggere tutte le situazioni di pericolo e a tappare le falle aperte dalle sbavature del centrocampo. In particolare il senegalese ha lavorato benissimo in tutte quelle situazioni in cui doveva scivolare sulla sua sinistra per coprire le uscite di Mario Rui. E questa è forse la miglior notizia che Gattuso si riporta da Bilbao.

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