Analisi tattiche, Champions League

PSG-Barcellona: la remuntada non si compie

On Marzo 14, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

Presentata alla vigilia come un’impresa che avrebbe avuto del clamoroso, e paventando lo spauracchio della rimonta effettuata, in maniera non meno clamorosa, nel famoso 6-1 della stagione 2016/2017, al Barça non riesce la remuntada sul PSG a cui il largo 4-1 dell’andata basta per mantenere il controllo sulla partita (anche se ha rischiato di vacillare in qualche occasione).

Il Barcellona attacca, il PSG si difende

Anche nella gara di ritorno i due allenatori hanno dovuto far fronte a diverse assenze. Pochettino, oltre a Neymar, deve fare a meno di Kean, protagonista all’andata e sostituito da Draxler, ma può contare sul ritorno di Di Maria (anche se non dal primo minuto).

L’atteggiamento della squadra è stato da subito improntato alla copertura degli spazi per cercare poi di ripartire in transizione: non è un caso, infatti, se Mbappe è stato spesso sollevato da pesanti compiti difensivi

PSG

La linea di centrocampo dei parigini è asimmetrica: mentre sulla destra Draxler lavora da esterno di centrocampo, Mbappe sulla sinistra rimane sempre più avanzato per sfruttare la sua velocità in transizione

Koeman, invece, non cambia l’assetto di gioco rispetto alle ultime convincenti partite: i catalani si presentano con una difesa a 3 composta da Mingueza, De Jong (in posizione centrale) e Lenglet, Pedri e Busquets in mezzo al campo, Dest e Jordi Alba a tenere l’ampiezza e il trio d’attacco composto da Messi, Dembele e Griezmann

Questo sistema ha messo in crisi il PSG per larghi tratti della partita: i francesi hanno infatti subito l’aggressività degli avversari e il loro palleggio tra le linee.

Marquinhos esce dalla linea difensiva e recupera palla: ma immediatamente ha addosso Griezmann e Messi

PSG

E i due giocatori blaugrana recuperano immediatamente il pallone facendo ripartire l’azione

In fase offensiva, il trio del Barça ha agito con grande libertà: tendenzialmente però se Griezmann e Messi (che si sono per una volta pestati meno i piedi) si sono posizionati nei mezzi spazi, Dembele ha avuto il compito di attaccare la profondità

Pedri prende palla sulla mediana e guarda al trio d’attacco molto vicino per combinare anche nello stretto

PSG

Pedri serve Messi tra le linee del PSG in una posizione dove gli viene anche consentito di girarsi

Il primo pensiero di Messi è però quello di andare in profondità da Dembele che con la sua velocità brucia Marquinhos e arriva primo sul pallone

Ma fondamentali, nell’economia del gioco blaugrana sono stati i terzini che hanno spinto con continuità e con qualità. La costante occupazione dei mezzi spazi da parte degli attaccanti catalani obbligava di volta in volta i terzini del PSG a una scelta: stringere la posizione verso il centrale del proprio lato o rimanere più largo.

Ogni volta che la loro posizione veniva stretta si liberava molto spazio per Dest o Jordi Alba che ne hanno approfittato con qualità e determinazione: secondo i dati Fbref, Jordi Alba è il giocatore con più tocchi di palla degli ospiti (131) e più tocchi anche nella trequarti offensiva (74)

PSG

La posizione di Dest e Jordi Alba è molto larga e alta: i due hanno grandissimo spazio da attaccare

Il rigore che avrebbe potuto cambiare la partita

Il gol del vantaggio di Mbappe, su rigore, non ha cambiato lo spartito tattico dell’incontro: al Barça servivano comunque 4 gol per andare se non altro ai supplementari. Gli spagnoli hanno così attaccato trovando il gol del pareggio con un fantastico sinistro di Messi.

Lo stesso Messi, a fine primo tempo, avrebbe potuto mandare avanti i suoi trasformando un calcio di rigore. La parata di Navas ha però tolto concretezza alla rimonta. Il secondo tempo è stato contrassegnato dal dominio catalano che avrebbe potuto segnare in più di un’occasione, ma non è riuscito a tirare la stoccata decisiva, mentre il PSG si è preoccupato semplicemente di amministrare, soffrendo anche più del lecito.

Dembele, in particolare, pur facendo un gran lavoro per stirare la difesa parigina, si è mostrato poco lucido nelle scelte sottoporta (ha tirato 4 volte in situazioni molto favorevoli).

Per la prima volta da oltre 15 stagioni, il Barcellona è costretto a lasciare la Champions League prima di arrivare ai quarti di finale. L’eliminazione è ovviamente pesante, soprattutto a livello economico. Però, pensando unicamente alla partita, Koeman può sorridere perché può dire di aver trovato una risposta a molte delle domande intorno a questa squadra.

Il PSG passa invece con autorità in uno degli ottavi di finale più equilibrati: la squadra di Pochettino è una seria candidata alla finale perché ha qualità e consapevolezza della propria forza. E per il prossimo turno dovrebbe recuperare anche Neymar.

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