Prima di addentrarci nell’argomento dell’articolo, urge fare una premessa. Non parleremo di categorie, moduli e\o sistemi di gioco, ma di interpretazione della circostanza.

Il calcio è un gioco complesso.

Nonostante le molteplici citazioni che si sono susseguite negli anni, chi lo studia, il gioco, sa bene quante variabili sfuggano anche al più scientifico degli approcci. Giocare a calcio, farlo bene (quindi con efficacia, indipendentemente dalle idee), vuol dire saper riconoscere il variare continuo del contesto e in relazione ad esso adattare i propri comportamenti.

Questo accade sempre, in Champions League come al campetto sotto casa.

Pressing e Pressione, ci sono delle differenze (che oggi non ci interessano nel dettaglio), per convenzione ci limitiamo a definire il fine comune di questi 2 comportamenti, chi più chi meno; ridurre Tempo e Spazio.

Tempo e Spazio sono i veri coach del gioco. Comandano loro, non c’è modo di prescindere dallo studio e dalla ricerca del controllo di questi 2 fattori se si vuol provare ad essere efficaci.

Se ho Tempo, sono in grado di ragionare e prendere decisioni, se non ce l’ho devo inevitabilmente affidarmi alle esperienze pregresse.
Se ho Spazio posso condurre, posso progredire. Se non ce l’ho devo limitare il numero di tocchi, probabilmente giocare a sostegno o  in appoggio.

Se ho Tempo e Spazio e il pallone tra i piedi (circostanza), i miei compagni dovranno adattare i propri comportamenti, così come i miei avversari. Comportamenti che saranno diversi, se dovessi trovarmi palla al piede nella circostanza opposta.

Di conseguenza, sembrerà scontato dire che qualsiasi tipo di azione (individuale e\o collettiva) di X volta a ridurre queste 2 componenti di Y, sarà sempre vantaggiosa per X.

Fortunatamente, sempre nel calcio non esiste.

Dicevamo della complessità del gioco, pensiamo allora alla fatica che si fa quando l’altra squadra (Y) si abbassa nella sua metà campo, stretta e compatta, interpreti vicini tra loro che non escono dal blocco neanche a pagarli. Eppure la palla ce l’abbiamo noi nella loro metà campo, i nostri centrali hanno un oceano di tempo e di spazio per decidere e agire di conseguenza.

Non si sono mai lasciati attirare, non uscivano mai e abbiamo fatto fatica” dirà il Mister di X in conferenza post-partita.

Ricapitoliamo:

Chi non ha il pallone vuole ridurre tempo e spazio (Pressing\Pressione).
Chi ce l’ha vuole attirare (indurre Pressing\Pressione).

Allora fa bene chi piazza il blocco?

Noi non lo sappiamo chi fa bene o chi fa male, ma siamo sicuri di una (anzi 2) cose:

Il tempo è volatile. Passa, non torna indietro. Non si modella, non si deforma, semplicemente scorre. Lo Spazio è liquido. Varia nella circostanza in relazione all’ubicazione degli interpreti sul terreno di gioco, ma quello è e quello rimane. Il suo volume effettivo non cambia.

Se riduco lo spazio davanti, inevitabilmente aumento quello dietro. Tiro a destra, scopro a sinistra.

Circostanza.

Vediamo nell’esempio l’Atalanta, che come sappiamo accetta il sistema puro. Riduco lo spazio tra me e l’avversario, accetto di svuotare quello alle mie spalle.

 

Questo lo sappiamo noi come lo sanno i nostri avversari e relativi staff tecnici, ma se esiste una cosa sulla quale siamo e saremo sempre tutti d’accordo, è che lo spazio più pericoloso, per qualsiasi squadra del pianeta, è quello più vicino alla propria porta. Perché nella porta, gli altri ci fanno gol.

La questione quindi la definiamo in relazione alle nostre necessità, nella circostanza.

Se abbiamo la palla, dobbiamo liberare spazio nei pressi della porta avversaria.

Quello spazio esiste ed è maggiore quanto maggiori sono aggressività ed altezza del Pressing\Pressione avversario. È lì, lo hanno generato loro (gli avversari), semplicemente scegliendo.

Qui entrano i gioco i primi comportamenti di adattamento alla circostanza. Badel sta “attirando” il suo riferimento per generagli spazio alle spalle, perchè sa bene che se riesce a scoprire il pallone e giocare sopra, i suoi attaccanti saranno in parità numerica con i difensori in una zona ad alto potenziale. Freuler non solo si lascia attirare, fa qualcosa in più. Gli mette pressione, lo costringe a forzare,a condurre, tenere palla e riorientarsi continuamente. Vuoi giocarmi dietro? Te lo devi guadagnare. Relazionati, usa la suola, gestisci, fai come ti pare, ma se vuoi lo spazio alle mie spalle te lo devi meritare, devi essere pronto a elaborare in maniera dinamica la circostanza specifica, che continuamente si modifica.

 

Di riflesso, il nostro comportamento sarà di adattamento, perché davanti a noi ci sarà poco tempo per decidere, la palla sarà spesso chiusa (quindi impossibilità teorica di progredire), il subconscio ci guiderà nella risoluzione della circostanza, il macroprincìpio generale impartito sarà quello di giocare verticali e diretti.

Al contrario, se lo spazio vicino la porta avversaria non esiste, o meglio, esiste ma è affollato, popolato, l’ubicazione degli interpreti non lo rende utile per noi, dobbiamo trasformarlo.

Siamo costretti, sempre attraverso una serie di comportamenti di adattamento alla circostanza, ad indurre gli avversari a ridurre lo spazio che hanno davanti (che sarà minore, minori sono aggressività ed altezza del Pressing\Pressione), per liberarne un pò alle loro spalle.

Giocheremo più spesso in orizzontale, ci affideremo alle conduzioni, il macroprincìpio generale impartito sarà diverso in relazione alle idee dell’allenatore, ma la necessità di tirar fuori per andare dentro prescinde da qualsiasi stile di gioco.

Quindi sì, probabilmente portare azione di Pressing\Pressione equivale a Farsi Attirare…chi sceglie cosa, fa tutta la differenza del mondo.

 

 

Il duello si può vincere e si può perdere. Palla scoperta, gioco soprareparto e sviluppo in relazione alla circostanza (parità numerica, avversario aggressivo).

 

 

 

Ancora, circostanza. Ricevo di spalle, sento la pressione.L’Atalanta tira la coperta in avanti, dietro c’è il vuoto, ma non è facile conquistarlo. Adatto il mio comportamento. Non c’è tempo per il fraseggio, per le giocate appoggiate… la circostanza richiede verticalità ed io (con e senza palla) devo saperla riconoscere.

 

 

Spazio conquistato.
Qualcuno ha sbagliato qualcosa?
No. Semplicemente, nel gioco azione\reazione, i dettagli fanno la differenza.

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