Manchester City contro Chelsea si può senza dubbio considerare la “saga” di questo finale di stagione, sia in Inghilterra che in Europa.

Questa sfida, valida per la 35esima giornata di Premier League è incastonata infatti tra la semifinale di FA Cup giocata lo scorso 17 aprile, che ha visto la squadra di Tuchel uscire vincitrice col punteggio di 1-0 e la finalissima di Champions League da giocarsi tra 21 giorni. Come se non bastasse, vincendo questa sfida, il City poteva laurearsi campione d’Inghilterra mentre il Chelsea è in lotta per rafforzare la propria posizione tra le top 4.

Squadre che quindi sono arrivate sulle ali dell’entusiasmo di una finale europea appena conquistata. Sarebbe stato tuttavia sbagliato pretendere che questa sfida potesse rappresentare un anticipo di quello che si vedrà ad Istanbul: entrambi i tecnici, infatti, non scoprono volutamente le carte e ruotano moduli e uomini sia per gestire le forze che per non dare vantaggi di alcun tipo agli avversari in vista della finale del 29 maggio.

Guardiola opta comunque per il City “versione campionato” delle ultime giornate, con i due centravanti, Aguero e Gabriel Jesus entrambi dall’inizio. Il modulo è un offensivo 3-1-4-2 con Sterling e Ferran Torres nell’inusuale ruolo di mezzala offensiva. Dall’altra parte l’eccellente Tuchel conferma invece il modulo da lui più frequentemente adottato, ovvero il 3-4-2-1, dando spazio al giovane scozzese Gilmour in regia al posto di Jorginho e riportando il capitano Azpilicueta tra i tre centrali che formano la retroguardia.

Nella prima parte di gara il ritmo è alto con le squadre che rimangono corte e attente. Il Chelsea prova a sfruttare la velocità in ripartenza dei propri giocatori offensivi tramite pressioni rapide nei rari casi in cui il City sbaglia tecnicamente in fase di impostazione. Anche il City si dimostra squadra unita e incline al sacrificio con tutti gli 11 interpreti in campo. Non è infatti raro vedere gli stessi attaccanti, Aguero e Jesus con l’aiuto di Sterling cercare di rincorrere l’avversario fino a forzargli l’errore come nell’immagine seguente.

In tutto il primo tempo regna l’equilibrio in campo e le squadre ci provano solo con conclusioni dalla distanza. La scelte di Guardiola vanno in funzione di una maggiore occupazione dei mezzi spazi, o half spaces, con Sterling e Torres che si muovono assecondando gli esterni Cancelo e Mendy: quando gli esterni si accentrano, le due mezzali si allargano, mentre quando rimangono in fascia, Sterling e Torres si fanno trovare più stretti formando i famosi triangoli di cui spesso il City usufruisce.

Come si può vedere da questa immagine, Sterling e Ferran Torres vanno ad occupare i mezzi spazi e lasciano le corsie libere per gli esterni che avanzano

Sul finire della prima frazione però la partita svolta grazie al gol di Sterling che “scippa” il pallone dai piedi del compagno Aguero servito a sua volta da Jesus e incapace di controllare il pallone lasciandolo così agevolmente a Sterling che tocca nella porta quasi completamente sguarnita. Il gol nasce da un’uscita con i tempi sbagliati di Christensen che, sbilanciato, perde il contrasto con il brasiliano Jesus, bravo poi a servire i compagni accorsi in area. Immediatamente dopo, il City, approfittando di un raro momento di sbandamento difensivo del Chelsea soprattutto a causa di una temporanea inferiorità numerica, si conquista il rigore del possibile raddoppio. Sul dischetto va Aguero che opta per il cucchiaio ma il suo tentativo viene sventato beffardamente da Mendy, che capisce le intenzioni dell’argentino e ferma il pallone senza alcuno sforzo.

Nel secondo tempo, la partita sembra assestarsi ma sono i Blues ad alzare il baricentro e provare a prendere l’iniziativa. Sulla corsia destra Reece James si alza con i tempi giusti mettendo in difficoltà il dirimpettaio Mendy anche sul piano fisico e crossando palloni invitanti per i compagni. Werner, nonostante il “toccasana” del gol in semifinale contro il Real Madrid, si fa notare per una certa imprecisione quando viene servito e non riesce a convertire in gol qualche pallone che transita dalle sue parti. Il gol però arriva alla all’ora di gioco grazie a una coraggiosa pressione di Azpilicueta e Pulisic che riconquistano il pallone e lo mettono sui piedi di Ziyech che fa 1-1 con un tiro forte e preciso.

Guardiola, non soddisfatto del secondo tempo dei suoi, resetta il City e torna al 4-3-3 inserendo l’imprevedibile Foden e il sempre affidabile Gundogan che, in assenza di De Bruyne, si occupa di andare in pressione sulla costruzione dal basso dei Blues. come si vede dall’immagine.

chelsea

Il Chelsea riesce invece a mantenere un ottimo equilibrio abbassandosi con gli esterni all’altezza dei centrali formando una linea a 5 quando il City fa possesso offensivo e liberando la velocità di Pulisic e Ziyech tra le linee per mettere in difficoltà i padroni di casa.

I cambi del City non danno gli effetti sperati e quando la partita sembra incanalarsi in un pareggio giusto, nei minuti di recupero, il Chelsea trova il blitz decisivo con una giocata in verticale per Werner, bravo a trovare l’accorrente Marcos Alonso che taglia verso il centro e con un tocco sporco ma efficace deposita alle spalle di Ederson per il gol del finale 1-2.

Il protagonista del match è stato Hakim Ziyech, che con la sua posizione ibrida tra attaccante esterno e trequartista alle spalle di Werner, è stato spesso capace di creare problemi alla linea arretrata del City che non sempre ha saputo leggerne i movimenti. Il giocatore marocchino è stato colui che ha messo assieme il maggior numero di tiri, 3 e dribbling completati, 4, dell’intero match. Sulle corsie esterne, è stata ottima la prestazione dei Blues che con James e Alonso hanno spesso vinto i duelli individuali e inibito Mendy e soprattutto Cancelo dal rendersi pericolosi nella metà campo offensiva. Come si può notare dal grafico sotto è stato infatti il Chelsea a sfruttare il campo in ampiezza grazie ad un combinato 80% di attacchi dalle fasce.

Un successo quello degli uomini di Tuchel che bissa quello della semifinale di FA Cup e rimanda la festa del City vicinissimo, comunque, alla conquista del titolo. Aldilà del diverso stile di gioco, più arioso ed elaborato quello del City, più diretto e alla ricerca degli  spazi quello del Chelsea, entrambi i tecnici hanno costruito squadre molto efficaci e unite e in grado di adattarsi molto bene alle diverse situazioni tattiche. Ciò nonostante, a Istanbul la posta in palio sarà altissima e, come spesso nelle finali, molto dipenderà dalle giocate dei singoli.

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