Due squadre che si sono date battaglie a centrocampo, una di queste – il Manchester United – andata in vantaggio due volte, ma la resilienza dei padroni di casa li ha alla fine portati al pareggio. La squadra di Brendan Rodgers è riuscita a recuperare grazie ai gol di Harvey Barnes e del solito Jamie Vardy, ma è stato chiaramente lo United a vincere la battaglia tattica.

Il Leicester City di Brendan Rodgers arrivava a questa partita al secondo posto. Nonostante una serie di infortuni ai giocatori chiave che spesso lasciavano la squadra senza grandi alternative all’inizio, la capacità di adattamento di Rogers lo ha visto optare per un 3-4-3 che ha portato a vittorie notevoli contro Arsenal e Manchester City.

Questa nuova soluzione tattica ha avuto successo, ed è diventata una sorta di piano B per il tecnico ex Liverpool, in particolare da utilizzare come alternativa al 4-2-3-1, il modulo principale con cui il Leicester sviluppa i propri principi di gioco. Contro il Manchester United ha deciso quindi di tornare al 4-2-3-1, scegliendo James Justin, Wesley Fofana, Jonny Evans e Timothy Castagne in difesa, Ndidi e Tielemans davanti la retroguardia e una linea di trequartisti formata da Barnes, Maddison e Albrighton.

Nonostante i tanti passi falsi di una stagione molto tribolata (ve ne avevo parlato nell’ultimo numero della newsletter), il Manchester United continua ad essere in lizza per il titolo di campione d’Inghilterra, ed è andata avanti anche in Coppa di Lega, battendo l’Everton di Ancelotti.

Il primo tempo è scoppiettante

Il Manchester United giocava con una soluzione ibrida in difesa, impostando con 3 giocatori, e difendendo poi con una linea a 4, con Lindelof che andava a fare il terzino in fase di non possesso. Questo atteggiamento non ha influenzato molto il gioco del Leicester, che si difendeva con un blocco medio schierato in un 4-4-2 classico, con Vardy e Maddison che bloccavano i passaggi verso i due centrocampisti difensivi dello United, e con Barnes e Albrighton che si abbassavano creando la seconda linea di pressione.

Così il primo passaggio del Manchester United era spesso direzionato verso i terzini, con Shaw che aveva una posizione di partenza più di Lindelof. Il movimento più influente dei Red Devils era come sempre quello di Bruno Fernandes, che spesso andava ad allargarsi a sinistra per supportare Shaw, mentre Rashford e Martial erano sempre pronti a scattare in profondità in attesa del solito illuminante passaggio del trequartista portoghese.

A dir la verità il Leicester ha difeso senza troppe sbavature anche queste situazioni, fino ad arrivare al 23′, quando la squadra di Rodgers ha difeso molto male una situazione nata da una rimessa laterale avanzata, permettendo a James di assistere nella zona 14 Bruno Fernandes. Il portoghese con un assist in caduta ha servito Rashford, che davanti a Schmeichel non ha sbagliato.

Dopo aver subito il gol le Foxes hanno intensificato il pressing. In fase di costruzione le due squadre erano praticamente speculari: Justin manteneva una posizione più “conservativa”, restando bloccando in linea con i centrali, mentre Castagne andava ad attaccare nelle zone più alte del campo permettendo a Barnes di stringere la propria posizione e giocare nell’halfspace.

A differenza del Manchester United, il Leicester però non riusciva a trovare con continuità i propri riferimenti offensivi, affidandosi principalmente ai piedi di Tielemans, che andava poi a sviluppare il gioco in particolare dal lato sinistro, appunto, quello attaccato da Castagne e Barnes.

Da una transizione offensiva gestita veramente male dallo United è arrivato così il pareggio dei padroni di casa. Albrighton e Justin rifiniscono sul lato destro del campo, la palla però arriva sui piedi di Bruno Fernandes che controlla male, pressato con successo da Ndidi. Alla fine Maddison recupera la sfera e la serve a Barnes, che trova una conclusione da fuori splendida, imparabile per De Gea.

manchester united leicester

Solskjaer mescola le carte

Nel secondo tempo l’allenatore norvegese sceglie di apportare diverse modifiche alla sua squadra. Esce Daniel James, entra Paul Pogba, la squadra passa ad un assetto molto simile a un 3-1-4-2, con Rashford che si sposta a destra e Pogba che gioca nel lato sinistro del campo, molto vicino alla trequarti, inoltre Fred andava ad abbassarsi in fase di costruzione come centrale sinistro, con McTominay unico perno di centrocampo.

manchester united leicester

La mossa si è rilevata utile: il carico creativo veniva alleggerito dalle spalle degli “esterni”, con la presenza di due playmakers come Pogba e Fernandes a rifinire dentro il campo, di conseguenza il Leicester si è abbassato e il Manchester United ha avuto un po’ di spazio anche nelle zone centrali del campo per provare a rifinire, tuttavia il Leicester con grande attenzione ha protetto le zone centrali del campo, non andando in sofferenza fino all’ingresso in campo di Cavani.

L’uruguagio sta interpretando questo ruolo da dodicesimo nel migliore dei modi, entra in campo quando la tipica intensità del calcio britannico è calata (per forza di cose) e la sua classe, la sua freddezza, la sua qualità nelle scelte offensive è decisiva. Con il suo movimento da vero e proprio falso centravanti, viene incontro alla manovra, riceve alle spalle del centrocampo delle Foxes e serve perfettamente Fernandes, che non sbaglia ancora una volta.

manchester united leicester

Quando la partita stava quindi per tramontare con l’ennesima vittoria dei Red Devils basatasi sulle grande capacità tecniche dei campioni in rosa, è arrivato un pareggio forse anche meritato per il Leicester, con il solito Jamie Vardy in vetrina. Da un’azione abbastanza arraffazzonata partito dalla difesa, il Leicester guadagna campo grazie ad una serie di indecisioni degli uomini di Solskjaer nelle seconde palle. Quella decisiva è di Pogba, che non controlla una palla semplice, e permette ad Ayoze Perez di servire un cross perfetto per Vardy che, nonostante fosse in inferiorità numerica dentro l’area, non sbaglia.

Cosa ci lascia questo match?

Il pareggio vede Leicester abbastanza soddisfatto, sebbene l’attacco abbia avuto problemi in termini di dinamismo, la squadra di casa ha fatto abbastanza per guadagnare un punto e riuscire a restare nelle zone alte della classifica. Forse Solskjaer non sarà così felice di essere stato rimontato due volte, nonostante non abbia sbagliato quasi niente a livello tattico (dai cambi di modulo alle sostituzioni), ma il Manchester Unite deve ancora migliorare nella propria difesa posizionale, in particolare nei momenti finali delle partite.

Questo pareggio ha di certo fatto felice Guardiola, che in serata ha sconfitto il Newcastle e guadagnato due punti al Leicester e al Man United, e con la partita in meno da giocare è virtualmente secondo in classifica, mentre il Chelsea non ha approfittato allo stesso modo del risultato scaturito da questo scontro diretto, perdendo il derby contro l’Arsenal giocatosi nel pomeriggio.

0 comments on Leicester – Manchester United, Solskjaer vince la battaglia tattica ma non la partita

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.