All’AMEX Stadium di Brighton è il Southampton ad aggiudicarsi il derby del sud d’Inghilterra, marcando ulteriormente il suo ottimo inizio di campionato.

 

Sistemi di gioco

Il Brighton si presenta con molte assenze (Andone, Mac Allister, Lallana, Izquierdo e Walton), pertanto, Potter schiera un 3-4-1-2, con la linea difensiva composta da Veltman, Dunk e Webster. Gli esterni sono Lamptey e March, mentre a centrocampo agiscono Bissouma e White. Groess raccorda centrocampo e attacco, quest’ultimo composto da Wellbeck e Connnolly. In FDNP la squadra si schiera con un 5-3-2, con Groess che si allinea con i mediani. Con l’ingresso di Maupay per Connolly (al 64′) si passa ad un 3-4-3 con le ali di attacco che partono molto ampie per allargare la linea difensiva avversaria ed in seguito attaccano il centro dell’area avversaria.

Il Southampton di Hasenhuttl si schiera con un 4-4-2 con i terzini molto offensivi. La linea difensiva è composta da Walker-Peters, Bednarek, Vestergaard e Bertrand. Romeu e Ward-Prowse agiscono come mediani, mentre Djenepo ed Armstrong sono i due esterni. Adams e Walcott ricoprono il ruolo di attaccanti. Nel secondo tempo, con l’ingresso di Ings, si passa ad un 4-2-3-1 molto dinamico, con il quale non vengono dati punti di riferimento alla difesa avversaria

 

Sintesi

20′ gol di Groess su rigore, Brighton in vantaggio 1-0

45′ pareggio di Vestergaard di testa 1-1

81′ su rigore Ings trova la rete del definitivo 1-2 in favore dei Saints

 

Costruzioni a confronto

Brighton e Southampton impostavano, entrambe, l’azione partendo dal basso e giocando palla a terra (quando era possibile).

I Seagulls sfruttavano molto l’estremo difensore Ryan, il quale avanzava notevolemente la propria posizione per andare a giocare in linea con i 3 centrali di difesa. Quest’ultimi si allargavano molto per poter ricevere palla, permettendo ai centrocampisti e a Groess di andare incontro al portatore di palla per riceverla in verticale.

Ryan avanza la propria posizione, si forma una linea a 4 con Veltman e Webster molto larghi.

 

Dall’altra parte del campo, invece, i Saints costruivano il gioco in maniera diversa. I due centrali si allargavano e, contestualmente, i terzini avanzavano molto la loro posizione. Ciò favoriva l’ingresso di un mediano tra i due centrali per poter ricevere palla. Tuttavia, il posizionamento di Groess in marcatura sui mediani, infastidiva la loro ricezione di palla, dirottando l’impostazione del gioco su Vestergaard e Bednarek.

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Transizioni e contropiedi del Brighton

In FDNP la squadra di Potter si rintanava con 8 effettivi dietro la linea della palla, lasciando i due attaccanti più avanzati. Nel momento in cui veniva recuperato il possesso di palla, il Brighton sfruttava al massimo le transizioni per attaccare il Southampton in verticale, mediante le situazioni di contropiede oppure consolidando il possesso del pallone, mettendolo in sicurezza.

Pertanto, in queste situazioni, è stato fondamentale Tariq LAMPTEY: il 20enne, terzino destro, Ghanese è stato astuto nello sfruttare al massimo la propria velocità ed abile a intuire il momento corretto per andare ad attaccare lo spazio in profondità lungo la fascia.

 

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Calci piazzati a sfavore (Brighton)

Sui calci piazzati, la squadra di Potter difendeva a zona. Pertanto, ogni giocatore aveva una propria zona da presidiare e l’obiettivo era quello di respingere il pallone senza dare peso al posizionamento degli avversari.

Qui sotto, sono illustrate le marcature sui calci di punizione e sui calci d’angolo avversari.

Si formano due linee difensive all’interno dell’area di rigore. La prima linea è composta da 3 giocatore e presidia, principalmente, il lato dove viene battuta la punizione. La seconda linea, composta da 6 giocatore, presidia tutta l’ampiezza dell’area di rigore, occupandosi maggiormente del lato debole.

 

In questa situazione di calcio d’angolo avversario a rientrare, possiamo notare come la linea difensiva (posta tra area piccola e linea di fondocampo) sia più numerosa dell’altra. Ciò è dovuto dal tipo di cross a rientrare, difatti i giocatore del Brighton presidiano maggiormente la zona del secondo palo.

 

Di seguito è riportato il goal del pareggio di Vestergaard, il quale sfrutta tutti i suoi centimetri (199) per andare ad impattare in terzo tempo il cross originato da un calcio d’angolo ad uscire. Pertanto, la difesa del Brighton si è disposta con due linee molto distanziate tra loro e con lo stesso numero di giocatori in entrambe. L’attenzione maggiore è rivolta al dischetto dell’area di rigore, dove dovrebbe arrivare il cross ad uscire di Ward-Prowse.

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La svolta della partita: l’ingresso di Ings

Ad inizio secondo tempo, Hasenhuttl inserisce Ings al posto di Djenepo. A causa di ciò, viene ridisegnato l’attacco del Southampton, il quale si schiera con un 4-2-3-1 molto dinamico, dove Ings è il trequartista, mentre uno tra Walcott ed Adams va ad occupare la posizione del centravanti. L’idea di schierare 4 attaccanti molto dinamici risulta vincente, poiché il Southampton non da punti di riferimento alla retroguardia statica del Brighton e riesce ad attaccare con maggiore insistenza e pericolosità.

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L’ingresso di Redmond per Walcott ha animato ancor di più la manovra offensiva dei Saints, i quali attaccano anche con i terzini a tutto campo. Ciò è dimostrato dall’azione che ha portato al fallo da rigore di March ai danni di Walker-Peters.

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La mia opinione

Tutto sommato è stata un partita ricca di spunti interessanti per capire come giocano queste due squadre di Premier League. L’idea di base del Brighton è interessante, ma la staticità di una difesa molto fisica e lenta può portare problemi quando si affrontano squadre che giocano c0n attaccanti veloci o che sfruttano gli inserimenti dei trequartisti. Il giocatore chiave è Groess, il quale con la sua posizione si pone da raccordo tra centrocampo ed attacco, lasciando ai mediani compiti di copertura. Interessanti sono le giocate in verticali per sfruttare la corsa dei tornanti, soprattutto Lamptey.

Il 4-4-2 del Southampton è un modulo molto offensivo, il quale può trasformarsi in un 4-2-3-1 ancora più estremo. Hasenhuttl confida molto nel ruolo di copertura dei mediani, i quali raramente attaccano l’area avversaria. I terzini giocano a tutto campo, difatti si avvicinano all’area di rigore avversaria anche se il pallone è dall’altro lato del campo. Personalmente, mi è piaciuto di più il Southampton del secondo tempo, dove la dinamicità dei trequartisti e il non dare punti di riferimento, ha permesso ai Saints di mettere in mostra maggiormente le proprie caratteristiche.

 

Conclusioni

La classifica sorride al Southamtpon, in quinta posizione davanti ai due Manchester (entrambi con una partita da recuperare), mentre il Brighton ha soli 4 punti sopra la zona retrocessione. Saints che saranno di scena domenica contro il fanalino di coda Sheffield United, mentre il Brighton andrà a giocare a Leicester di domenica sera.

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