Analisi tattiche, Champions League

Porto-Chelsea, analisi tattica

On Aprile 9, 2021
By Francesco Mascaro | 0 Comments

La sfida di Siviglia ha come padrone di casa il Porto, l’unica seconda classificata della fase a gironi che è riuscita a ribaltare il pronostico negli ottavi di finale, che affronta il Chelsea, decisamente cresciuto dopo che Thomas Tuchel ha sostituito Frank Lampard nella conduzione della squadra inglese.

Si affrontano due squadre dalla differente identità tattica: il Chelsea ricerca un maggiore controllo del gioco, cosa che si è verificata nei primi 65 minuti della partita, mentre il Porto ha uno stile più diretto ed aggressivo, che ha consentito alla squadra portoghese di tenere sotto pressione gli avversari soprattutto nella parte centrale del primo tempo.

E’ stata una sfida interessante anche se meno ricca di occasioni da gol rispetto all’altro quarto di finale, giocato in contemporanea a Monaco di Baviera.

In fase offensiva Tuchel ha schierato come d’abitudine tre attaccanti a cui Sergio Conceicao ha contrapposto una linea difensiva a 4 molto stretta, guidata da Pepe, capitano e leader dei Dragoes. L’ex giocatore del Real Madrid ha anche questa sera tenuto alto il baricentro, costante tattica che caratterizza il Porto. Sul proprio lato destro, nella fase difensiva, il centrocampista Corona si è dedicato costantemente al controllo del quinto di sinistra Chilwell, mentre sul lato opposto Jones ha goduto di maggiore libertà poichè non sempre Luis Diaz ripeteva quanto fatto da Otavio nella gara contro la Juventus, dove la linea difensiva del Porto era spesso a sei giocatori. Il quartetto di centrocampo ha occupato con attenzione la zona centrale, con l’obiettivo di impedire la ricezione libera agli attaccanti avversari.

Come detto sopra, nel primo tempo il Chelsea ha avuto un netto predominio nel possesso palla; la squadra di Tuchel costruiva con i 3 difensori e 2 centrocampisti centrali, i quali però si trovavano spesso in inferiorità numerica contro il quadrilatero di centrocampo avversario. Conseguenza di questa situazione tattica è stata la grande partecipazione alla manovra da parte dei tre difensori centrali, su tutti Christensen: al termine della gara il danese risulta infatti primo per passaggi effettuati (81), riusciti nel 94% dei casi.

Soprattutto nel primo tempo, probabilmente per sfruttare la disposizione della linea difensiva avversaria, i difensori del Chelsea hanno optato frequentemente per il lancio al compagno in attacco diretto della profondità, senza però la necessaria qualità nella giocata.

In fase di non possesso, il Porto non si è solo limitato a fare densità in zona centrale ma ha anche aggredito la costruzione avversaria, efficace soprattutto nelle situazioni di rinvio dal fondo e in riaggressione in avanti su palla persa.

In fase di possesso, il Porto non è squadra abituata a manovrare da dietro ma in questa gara è stata meno frequente la costruzione lunga sulla punta Marega, forse per la netta inferiorità numerica dell’attaccante contro i tre centrali avversari. La presenza di Grujic ha favorito maggiormente la prima costruzione corta, col centrocampista serbo che si abbassava tra Mbemba e Pepe; il Chelsea si è contrapposto con uno schieramento 532 in fase difensiva, con Mount che arretrava rispetto ai compagni di reparto Havertz e Werner.

La gara si è sbloccata al minuto 31: balza agli occhi l’errore di lettura difensiva del terzino Zaidu, sfruttato da Mount abile a battere il portiere avversario con un diagonale. Va però sottolineato come il gol del Chelsea sia arrivato a coronamento di ben 130 secondi nei quali gli inglesi hanno mantenuto il possesso palla con due azioni manovrate e caratterizzate rispettivamente da 21 e 19 tocchi consecutivi.

Come detto sopra, nell’occasione del gol Zaidu ha tentato l’anticipo su una linea di passaggio diagonale, valutandone male la traiettoria: un errore che ha ripetuto pochi minuti dopo, ma in questo caso è stato risolutivo l’intervento in copertura di Pepe.

In questa fase il gioco di posizione di Tuchel è stato particolarmente efficace, sfruttando gli spazi tra i reparti della squadra avversaria. Il tecnico tedesco è stato il primo ad operare dei cambi: al minuto 64 gli attaccanti Havertz e Werner sono stati sostituiti da Giroud e Pulisic. I due subentrati non hanno inciso sul terreno di gioco, anche perchè in questa fase si è verificato un cambiamento nel canovaccio dell’incontro, con il Porto che ha preso il controllo del gioco ed il Chelsea che ha abbassato il proprio baricentro.

Nella fase offensiva del Porto grande importanza ha il talentuoso messicano Corona: tanto rigoroso ed ordinato nei rientri difensivi quanto fantasioso ed anarchico nella fase offensiva, così da trovarlo in qualsiasi posizione del campo a seconda della situazione di gioco.

Proprio dal duello Corona – Chilwell arriverà il gol che sposta la qualificazione in modo netto: diversamente da quanto successo al minuto 67 il messicano viene aggredito sul primo controllo dal diretto rivale che si invola verso la porta e supera anche il portiere depositando la palla in rete.

Il 2-0 arriva pochi minuti dopo il triplo cambio effettuato da Sergio Conceicao che decideva di aumentare il peso offensivo della propria squadra togliendo dal campo il terzino Manafa oltre al centrocampista Otavio e la punta Marega: al loro posto il trequartista Fabio Vieira, l’attaccante esterno Chico Conceicao e la punta Martinez. Questa mossa era stata preceduta al minuto 79 dalla scelta di Tuchel in senso opposto, ovvero l’inserimento di un difensore centrale Thiago Silva al posto di James, con slittamento a destra di Azpilicueta, e di un centrocampista difensivo, Kantè, al posto del più offensivo Mount.

La scelta di Conceicao di forzare la partita rinunciando ad un difensore ha forse sbilanciato il sistema difensivo del Porto, considerando anche la traversa colpita da Pulisic appena dopo il cambio, al termine di una percussione centrale di Kovacic.

Il risultato finale non rispecchia completamente quanto visto in campo: il Porto ha effettuato il doppio dei tiri in porta rispetto al Chelsea (12 – 6) anche se il peso specifico di quelli inglesi è superiore, come si evince dal valore degli XG calcolato da fbref.com. (1.0 – 1.5).  La gara di ritorno in programma mercoledi prossimo sembra segnata: vedremo se la squadra di Conceicao, che ha già dimostrato di possedere doti caratteriali importanti, riuscirà a tenere aperto il discorso qualificazione fino alla fine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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