Il Milan batte il Napoli 3 a 1: ancora una volta, i rossoneri dimostrano di trovarsi in testa al campionato non per caso. Come illustreremo di seguito, la squadra di Pioli (assente per covid) gioca da squadra matura e consapevole delle proprie qualità (oltre che delle proprie debolezze) e porta a casa i 3 punti, salendo a quota 20 in classifica.

Dall’altra parte invece il Napoli, pur non meritando una sconfitta così netta nel punteggio, ha palesato dei limiti ben precisi su cui mister Gattuso dovrà lavorare per riportare i partenopei fra le prime 4 in Serie A.

LE PREMESSE

Napoli e Milan si presentavano al San Paolo con un’assenza pesante a testa: Osimhen e Leao sono rimasti vittima di un infortunio durante gli impegni con le loro rispettive nazionali (per il portoghese l’under 21).

Gattuso sceglie Mertens prima punta con alle spalle il trio Insigne-Lozano Politano, davanti alla difesa a 4 formata da Rui-Koulibaly-Manolas-Di Lorenzo la coppia Bakayoko-Ruiz.

Pioli, sostituito da Bonera in panchina, mette in campo la sua formazione tipo: G. Donnarumma tra i pali, difesa a 4 Hernandez-Kjaer-Romagnoli-Calabria, coppia di mediani Kessie-Bennacer con davanti Rebic-Calhanoglu-Saelemaekers alle spalle dell’unica punta Ibrahimovic.

Pur con due schieramenti simili, le due squadre hanno mostrato a inizio stagione due modi di giocare differenti:

  • gli azzurri si affidano quasi sempre ad un lungo possesso palla da dietro, cercando di scoprire la difesa avversaria attirando i centrocampisti avversari in pressing;
  • i rossoneri, quando non riescono a sfondare a sinistra, scelgono lunghe verticalizzazioni dirette verso la punta o gli esterni alle spalle della difesa.

Le chiavi della partita, facilmente prevedibili prima del fischio di inizio, erano:

  1. Il pressing del Milan sulla prima fase di possesso del Napoli;
  2. L’uscita palla a terra della squadra di Gattuso;
  3. L’asse Rebic-Theo Hernandez sulla sinistra;
  4. La posizione tra le linee dei trequartisti azzurri.

LA PARTITA

I primi 20 minuti riassumono quanto previsto prima dell’inizio del match:

Il pressing del Milan sul primo possesso del Napoli.

Come si vede bene in questa immagine, fin dai primi minuti di partita, il Napoli abbassa Fabian Ruiz per favorire il palleggio: il Milan risponde con Calhanoglu che lo segue come un’ombra (cerchio rosso) e Bennacer che di conseguenza segue Bakayoko (cerchio rosso a destra). In questa immagine i terzini azzurri sono molto alti, soprattutto Mario Rui fuori immagine.

La posizione di Donnarumma in fase di possesso.

Dall’altra parte del campo invece, è Donnarumma ad assumersi maggiori responsabilità rispetto al collega Meret: in questo modo, i rossoneri eludono meglio il pressing avversario, liberando i terzini dal pressing delle ali avversarie (che si devono accentrare per schermare la coppia Kessie-Bennacer).

Nei primi 20′ il Milan riesce quindi a tener basso il Napoli, con una manovra più fluida ed efficace: dopo aver fallito una ghiotta occasione con Kjaer (xG 0.4 circa!), passa in vantaggio.

Il gol del Milan: la catena di sinistra dei rossoneri e la mancata copertura dei centrocampisti azzurri.

Come previsto, il Milan sfrutta alla grande la sua catena di sinistra, grazie anche all’aiuto di Calhanoglu: con quest’ultimo largo a sinistra i rossoneri hanno 3 uomini molto vicini (vedi cerchio rosso) e costringono la difesa, priva di copertura, a scappare indietro. Inoltre, il terzino destro azzurro Di Lorenzo, in questo preciso istante, si trova a fronteggiare da solo (l’unico in zona è Manolas) 3 giocatori avversari! Grave errore soprattutto dei due mediani Ruiz e Bakayoko, che, assieme ai trequartisti, sono stati saltati da una semplice verticalizzazione su Theo Hernandez (vedi cerchio azzurro in foto). Il cross perfetto di Theo e lo splendido colpo di testa di Ibrahimovic hanno fatto il resto: 1 a 0 Milan.

La reazione del Napoli al gol è rabbiosa: il Milan si abbassa molto e la squadra di Gattuso arriva con continuità al tiro. La migliore occasione nasce però da una mischia in area dove Di Lorenzo tutto solo da pochi passi colpisce la traversa (xG 0.3 circa).

Il 4-4-1-1 del Milan dentro gli ultimi 30 metri di campo.

Come molte squadre, il Milan quando si chiude dietro si mette dispone con due linee da 4.

La situazione che più soffrono i rossoneri, come ampiamente previsto, è quando il Napoli riesce a pescare tra difesa e centrocampo uno degli esterni che si accentra (cerchio azzurro):

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Lozano viene trovato tra le linee e potenzialmente può puntare Romagnoli 1 contro 1.

Verso il finire della prima frazione di gioco i rossoneri tornano a respirare, alzando di nuovo il baricentro durante la fase di non possesso:

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Il Milan porta 7 uomini nella metà campo avversaria in fase di non possesso.

Il primo tempo finisce 1 a 0: nonostante maggior possesso palla e numero di tiri verso lo specchio, il Napoli chiude la prima frazione di gioco in svantaggio. Pesa sul risultato, l’errore in uscita sul gol dei giocatori azzurri e la poca precisione sotto porta.

Nel secondo tempo la musica non cambia: il Milan rimane abbastanza basso e ordinato, ma trova molti più spazi in contropiede, vista la minor intesità di gioco messa in campo dalla squadra di Gattuso: quest’ultimo prova a rinforzare il centrocampo inserendo Zielinski per Lozano.

Nonostante il cambio però, il secondo gol di Ibrahimovic nasce proprio da un contropiede diretto dei rossoneri: Calhanoglu innesca Rebic in campo aperto e, con uno splendido cross, pesca Ibra sul secondo palo. E’ 2 a 0 Milan.

Nonostante il doppio svantaggio, Gattuso e i suoi trovano ancora energia e forze per catapultarsi in avanti e trovare l’1 a 2 al 63′:

milan

Il gol del Napoli: Kessie viene attaccato da 3 giocatori e perde palla in uscita, innescando l’azione che porta al gol.

Ancora una volta si dimostra fondamentale l’aggressività della squadra di Gattuso: in questa occasione 3 giocatori si sono avventati su Kessie (vedi cerchio azzurro) che usciva dall’area palla al piede e, recuperando il possesso, innescano l’azione che porta al gol di Mertens. Finchè gli azzurri mantengono questo livello di determinazione e cattiveria agonistica, possono permettersi di giocare molto alti e offensivi ma, appena cala l’intensità di gioco, subiscono il gioco avversario: su questo siamo certi che Gattuso si farà sentire (come ha anticipato nell’intervista post partita)…

Poco dopo il gol, per il Napoli purtroppo arriva l’espulsione di Bakayoko che complica i piani dei padroni di casa: ancora una volta fatale per gli azzurri è un contropiede rossonero, in particolare una cavalcata di Theo Hernandez fermata con le maniere forti dal centrocampista ex Chelsea.

Da qui in poi il Napoli si dispone con il 4-3-2:

milan

La disposizione del Napoli in 10.

Il tentativo di occupare il campo del Napoli però, ovviamente, è vano: come mostrato in questa immagine in 10 uomini gli azzurri faticano a occupare bene il campo, in particolare, in questa immagine, si notano diversi uomini in maglia rossonera senza pressione. Il più attivo è Insigne, che in teoria in questa fase fa la mezzala ma cerca di aiutare le punte in fase di non possesso.

Bonera effettua tutti i cambi dopo il 70′: l’unico cambio obbligato è Colombo per Ibrahimovic, che esce malconcio. Le altre sostituzioni non cambiano la disposizione rossonera in campo.

Il Milan gestisce bene la situazione (tranne su un parapiglia in area dove rischia di subire il 2 a 2) sino al 90’+5 quando Hauge, partendo dalla stessa posizione di Rebic sul 2 a 0 (sarà un caso?) punta e salta Manolas per poi infilare Meret: 3 a 1 e partita chiusa.

Triplice fischio dell’arbitro.

ALCUNE STATISTICHE INTERESSANTI

Per concludere, analizziamo alcuni dati raccolti durante la partita.

Balza all’occhio sicuramente il possesso palla partenopeo, arrivato a sfiorare anche il 70% durante la partita: chiuderà con il 63% totale, percentuale molto alta visto che il Napoli ha giocato 1/3 di gara in 10 contro 11. Nonostante ciò, l’xG creato a fronte di questa mole di possesso palla è stato di 1.7, ben inferiore a quello del Milan, ma comunque superiore alla sola rete realizzata!

I rossoneri invece, pur con minor possesso palla, hanno chiuso la gara con un xG totale di 2.7 (appena inferiore alle reti realizzate): dato in contro tendenza se pensiamo che il Milan è una delle squadre con il peggior rapporto gol fatti / xG totali (ovvero crea molto ma segna meno del previsto dalle statistiche).

Per quanto concerne le prestazioni dei singoli, fra i padroni di casa il giocatore più coinvolto è stato Ruiz (96 tocchi, di cui ben 59 nella zona centrale del campo) mentre è interessante notare come Mertens, pur toccando palla solo 43 volte abbia tirato ben 4 volte verso lo specchio della porta, generando un xG molto alto di 0.5.

Nel Milan invece, rimanendo in tema di tocchi, la distribuzione è molto più omogenea su tutti i giocatori in campo.

Analizzando le statistiche sui passaggi, ancora una volta spicca Ruiz con 77 passaggi riusciti e il 90% di successo dei suoi tentativi: nonostante sia stato coinvolto molto, lo spagnolo non ha generato xA (nessun potenziale assist).

Anche in questo campo, la distribuzione delle statistiche sui passaggi è molto uniforme per quanto riguarda i rossoneri: Rebic con un xA dello 0.8 è stato il più pericoloso (come testimoniato dal secondo gol di Ibrahimovic). Il croato, seppur abbia giocato un primo tempo insufficiente, si è riveltato decisivo per la vittoria rossonera.

Rimanendo in tema offensivo, non possiamo non citare la prestazione di Ibrahimovic: lo svedese ha prodotto un xG di 1.0, dato che in realtà ha generato 2 reti, segnale che, soprattutto il primo gol, non è stata affatto una giocata banale.

In fase di non possesso, spicca la prestazione di Bennacer che ha recuperato 14 palle vaganti, anche se, visto il gap fisico che paga a favore degli avversari, ha vinto solo un contrasto; nel Napoli il migliore è stato Manolas con 16 palloni vaganti recuperati. In generale da segnalare che i rossoneri in campo hanno tentato parecchi contrasti (23) vincendone però solo 11, mentre i giocatori azzurri ne hanno tentati di meno ma con maggior % di successo.

Per concludere l’analisi, diamo un occhio a quelli relativi al pressing, ormai fondamentale nel calcio moderno: il Napoli ha recuperato il possesso palla nel 36% dei tentativi, mentre il Milano solo nel 23%! Su questo dato ha influito sicuramente la lunga fase in cui i rossoneri di sono arroccati negli ultimi 30 metri di campo (fine primo tempo soprattutto).

Leggendo i numeri dunque sembra che i partenopei abbiano giocato una buona gara: pur tenendo bene il campo però, va sottolineato come a più riprese il Milan abbia dato prova di grande spirito di sacrificio, subendo per lunghi tratti il gioco avversario ma amministrando nel finale il vantaggio sia in termini di punteggio che di uomini.

Per Pioli, questa partita è la dimostrazione che la sua squadra è molto maturata rispetto a un anno fa quando, nei momenti difficili della partita, il Milan affondava senza possibilità di replica. Ora Ibra e compagni sanno quando alzarsi in pressing e quando chiudersi dietro, quando accelerare e quando rallentare il ritmo: tutto sempre in maniera molto ordinata ed efficace. Lo svedese, con la sua classe immesa, fa poi il resto del lavoro.

Per Gattuso invece, un altro match ambiguo da analizzare: non si può certo dire che la sua squadra abbia giocato una brutta gara, la sensazione però è stata che, sin dai primi minuti, i suoi giocatori siano scesi in campo con le idee chiare ma senza la giusta cattiveria agonistica necessaria per battere una squadra in forma come il Milan.

3 comments on Napoli-Milan 1-3: analisi post-partita della vittoria rossonera al San Paolo
Stefano
Ottimo articolo, complimenti!
Matteo
Articolo ben scritto, chiaro e coinciso. Avanti così Diego!
Matteo
Articolo ben scritto, chiaro e coinciso. Avanti così Diego!

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