Analisi tattiche, Europa League

Napoli-Granada, l’analisi tattica

On Febbraio 26, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

Probabilmente non c’erano condizioni peggiori alle quali il Napoli potesse arrivare all’importante appuntamento di Europa League contro il Granada, ultima competizione dove gli azzurri potevano almeno accarezzare l’idea di portare a casa un titolo in questa stagione.

Con un ambiente in fibrillazione, una striscia di partite molto negative e soprattutto tante assenze che hanno ridotto le possibilità di scelta all’osso, Gattuso ha avviato l’operazione rimonta (dopo il 2-0 patito all’andata) senza un centravanti di ruolo (dati gli infortuni di Petagna e Oshimen) e con una difesa a 3 quasi inedita e che non ha mancato di suscitare perplessità al momento della lettura delle formazioni ufficiali.

Ma dall’altra parte della barricata anche il Granada di Martinez non si presentava nelle miglior forma possibile con diverse assenze (Luis Milla, Suarez) e giocatori non al meglio (Yangel Herrera, Soldado) a cui si sono aggiunte anche le defezioni di Machis, Neva e German Sanchez durante il riscaldamento o nei 90 minuti.

Il Napoli non gira

Il vantaggio trovato immediatamente, grazie a un recupero palla a centrocampo di Bakayoko e a un’ottima conduzione palla al piede di Zielinski conclusa in rete, avrebbe potuto determinare in maniera molto marcata il contesto della partita con il Napoli a fare la gara e il Granada a difendersi come nella partita di andata.

Invece gli andalusi sono riusciti a scuotersi da un primo momento di tensione riuscendo a mettere in difficoltà gli azzurri, non ben sistemati sul terreno di gioco.

In particolare sono emersi i limiti della difesa a 3 (soprattutto degli interpreti che dovevano giocarla) nella copertura dell’ampiezza: la qualità di Gonalons e Montoro ha infatti permesso al Granada di esplorare con continuità l’arma del cambio di campo e, quando l’azione si spostava sulla sinistra, la catena formata da Koulibaly ed Elmas è risultata carente

catena sx napoli 1

Sul cambio di gioco di Gonalons, Foulquier può ricevere con tanto spazio a disposizione perché Elmas è tenuto bloccato da Kenedy, molto largo

catena sx napoli 2

Su Foulquier esce Koulibaly costretto quindi ad allontanarsi dall’area di rigore: sul prosieguo dell’azione ci sarà il gol di Montoro che staccherà indisturbato all’interno dei sedici metri azzurri

Ma anche la pressione alta degli ospiti ha causato grandi problemi al Napoli: il Granada, infatti, ha alternato momenti in cui si chiudeva a riccio ad altri, soprattutto nelle situazioni di rimessa dal fondo, in cui alzava la linea della pressione.

Questo atteggiamento ha messo in difficoltà i partenopei che, con Politano e Insigne non aveva la possibilità di superare il centrocampo avversario con un lancio lungo

Il Granada è alto e pressa il Napoli uomo su uomo: addirittura Duarte segue Insigne fin sulla sua trequarti

Non sono state molte le soluzioni trovate da ragazzi di Gattuso per poter far partire in maniera pulita l’azione. Una di quelle utilizzate con più continuità (anche se con scarsa efficacia) è stata la connessione tra Di Lorenzo e Zielinski

Uscita palla Napoli 1

Il Napoli fa girare palla coi suoi difensori, mentre il Granada aspetta tentando di chiudere le linee di passaggio

Zielinski si fa vedere nel mezzo spazio destro, attirando a sé Neva e crea lo spazio per l’inserimento di Di Lorenzo. Il tocco sarà però impreciso vanificando questo meccanismo

Gattuso cambia nell’intervallo

Al rientro in campo, Gattuso ha cambiato le carte in tavola togliendo un difensore, Maksimovic, per inserire un terzino, Ghoulam. In questo modo il Napoli si è ridisegnato con un più classico 4-2-3-1 con Zielinski trequartista centrale ed Elmas spostato sulla fascia destra con Politano centravanti d’emergenza (fino all’ingresso in campo di Mertens).

Con questa disposizione, gli azzurri sono stati sicuramente più ordinati e hanno ritrovato meccanismi con i quali hanno avuto più facilità ad attaccare.

Ad averne beneficiato maggiormente è stato Di Lorenzo che, dopo il passaggio alla difesa a 4, ha potuto sfruttare i classici movimenti a rientrare prima di Elmas e poi, soprattutto, di Politano per inserirsi coi tempi giusti

I palloni toccati da Di Lorenzo nel corso del secondo tempo. Il terzino è riuscito ad arrivare diverse volte sul fondo, cosa quasi mai riuscita nel primo tempo (fonte Whoscored)

Pur dominando nel possesso palla (oltre il 70%), complice anche un atteggiamento del Granada improntato a un prudente attendismo, il Napoli ha però raramente creato grandi occasioni da rete.

Dei 16 tiri effettuati, la metà è arrivato da fuori area. La difesa ospite si è coperta con attenzione prevenendo ogni minaccia e vacillando solamente in pieno recupero quando Ghoulam è stato fermato da un grande riflesso di Rui Silva.

La campagna europea partenopea si chiude perciò ben prima del previsto. La squadra di Gattuso aveva tutte le armi per far male al Granada. Il doppio colpo ricevuto nella gara di andata è stato però pesante.

Di contro gli spagnoli si sono dimostrati squadra solida, unita e con un considerevole bagaglio tecnico. Se all’andata Machis e Kenedy hanno fatto ballare il Napoli nelle ripartenze, nella sfida di ritorno è salito in cattedra il centrocampo con Montoro e Gonalons capaci di amministrare sapientemente i ritmi della sfida.

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