Analisi tattiche, Bundesliga

Com’è andata la finale di Coppa di Germania?

On Maggio 15, 2021
By Francesco Mascaro | 0 Comments

All’Olympiastadion di Berlino si è disputata la finale della settantottesima edizione della Coppa di Germania, nella quale si sono sfidate Lipsia e Borussia Dortmund. I gialloneri rappresentano una vera e propria “bestia nera” per la squadra di Nagelsmann: il BVB ha infatti vinto in questa stagione entrambe le gare di campionato dove ha però attualmente sei punti in meno rispetto agli avversari.

Le gare giocate tra queste due squadre e, più in generale, il calcio tedesco offrono tanti spunti tattici, mettendo in evidenza le idee di allenatori evoluti, sempre più di frequente senza che abbiano una carriera da calciatore alle spalle, proprio come Nagelsmann e Terzic. Anche la finale della DFB Pokal non ha deluso le aspettative, avendo garantito 90 minuti di calcio ad alta intensità agli spettatori.

Entrambe le squadre, come da consuetudine dell’attuale stile di gioco tedesco, hanno approcciato la partita con atteggiamento aggressivo, volto al recupero palla in zone alte del campo. Lo stesso Borussia Dortmund che in alcune gare della gestione Terzic si era proposto in modo più attendista ha iniziato la partita con un pressing ultra offensivo, dedicando una costante pressione sul mediano avversario Kampl sul quale a turno si sono alternati a marcarlo i tre centrocampisti Dahoud, Emre Can e Bellingham. Il Lipsia non ha mai risposto a questa contrapposizione portando un altro centrocampista a costruire, preferendo mantenere in posizioni più avanzate le due mezzeali Sabitzer e Dani Olmo . In alcune fasi del primo tempo (minuti 10′ – 20′ circa) e per gran parte del secondo i gialloneri hanno abbassato l’altezza della prima pressione.

La presenza di Haaland ha dato alla squadra di Terzic una soluzione più comoda per uscire dalla pressione alta della squadra avversaria, cosa che invece è mancata nella prima frazione al Lipsia; l’inserimento di Poulsen dopo l’intervallo ha poi consentito anche al RBL di avere una punta strutturata che potesse consentire un’efficace costruzione lunga.

I frequenti recuperi alti effettuati da entrambe le squadre hanno determinato il verificarsi di numerose transizioni, a partire dal primo gol del Borussia segnato al 5′ di gioco ed innescato dalla palla rubata da Reus al mediano avversario Kampl pochi metri avanti la linea di centrocampo. Da segnalare l’errore di Mukiele che ha difeso in modo troppo passivo concedendo a Sancho di tirare in porta senza opposizione.

Proprio il diverso atteggiamento in queste situazioni ha rappresentato un’altra differenza fra le due squadre: gli uomini di Nagelsmann in più di una situazione non sono riusciti ad effettuare un’immediata riaggressione consentendo agli avversari di consolidare il possesso palla o di attaccare in ripartenza.

Nello sviluppo del gioco del Dortmund hanno goduto di una certa libertà i due terzini Picszek a destra e Guerreiro a sinistra, entrambi in grado di sfruttare la presenza del proprio attaccante esterno (Reus o Sancho) che in questa prima fase si posizionava in ampiezza alta costringendo il quinto avversario ad abbassarsi.

Il copione della partita è rimasto invariato per tutto il primo tempo, tanto che anche il secondo e terzo gol del Dortmund hanno origine da transizione: nel 2-0 la palla è stata persa dall’attaccante Hwang che nell’appoggiare di prima spalle alla porta ha servito Reus mentre il 3-0 parte dall’ennesimo intercetto della coppia centrale difensiva giallonera (Hummels – Akanji) con Haaland libero di controllare palla senza che nessuno dei quattro avversari più vicini vada immediatamente ad aggredirlo.

Proprio l’azione del secondo gol evidenzia un’altra differenza tattica fra le due squadre che riguarda il diverso comportamento della linea difensiva. Il Lipsia ha infatti tenuto costantemente la linea alta coi tre centrali che scappavano all’indietro solo nelle situazioni in cui questo era indispensabile, nonostante il Dortmund sia una squadra fortissima nelle situazioni di ripartenza con un attaccante come Haaland in grado di attaccare con efficacia la profondità. Diversamente i difensori centrali del Dortmund si sono più volte a turno preoccupati di difendere la profondità, staccandosi dalla linea in modo preventivo come ad esempio in questa occasione. Più che un atteggiamento di reparto è sembrata quindi un’accortezza individuale.

Nel secondo tempo la qualità del gioco del Lipsia è cresciuta, grazie anche agli innesti di Poulsen e Nkunku: il talentuoso attaccante francese era rimasto inizialmente in panchina poichè non al meglio della condizione ma, appena entrato, si è subito reso pericoloso colpendo una traversa. Il Borussia Dortmund dopo l’intervallo si è presentato con una modifica allo schieramento tattico: Terzic ha deciso infatti di togliere dal campo uno dei due centrocampisti ammoniti, l’inglese Bellingham, e di passare al 4231 con Hazard nel ruolo di attaccante destro, Reus trequartista centrale e Sancho a sinistra. La squadra di Nagelsmann ha disputato una ripresa orgogliosa nel tentativo di recuperare il netto svantaggio ed ha controllato in modo quasi costante il gioco, tanto che al termine dell’incontro il valore del possesso palla è nettamente a favore del Lipsia (60% – 40% dati fbref.com). Inoltre sono riuscite più frequentemente rispetto al primo tempo le riaggressioni, come ad esempio quella al minuto 55 che ha innescato il diagonale di Poulsen uscito fuori di poco.

Oltre a mantenere il possesso, il RBL ha anche tirato spesso verso la porta seppur con poca precisione, tanto che solo in 4 occasioni sulle 22 totali ha impegnato il portiere avversario Burki. Anche il diverso schieramento tattico ha probabilmente favorito questo andamento della partita, con una minore densità in zona centrale giallonera che consentiva più linee di passaggio in zona trequarti, non sempre presidiata dalla coppia centrale di centrocampo avversaria così come accaduto nel primo tempo. Il Dortmund si è però comunque mantenuto efficace nella gestione delle transizioni difensive, a differenza di quanto fatto dagli avversari nel primo tempo.

La partita si è definitivamente chiusa solo al minuto 87 con il quarto gol del Borussia, neanche a dirlo su ripartenza lunga, inevitabile visto che il Lipsia era sbilanciato in avanti nel tentativo di rimontare. L’unico gol segnato a difesa schierata è stato quello di Dani Olmo, con tiro da poco fuori area. Sfuma quindi il sogno del primo trofeo da mettere nella bacheca del Lipsia; ad alzare la coppa è invece la squadra del giovane allenatore Terzic, ex assistente di Favre poi promosso allenatore capo nel corso della stagione, al termine della quale lascerà il posto a Marco Rose.

 

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