Analisi tattiche, Liga

Prova di maturità dell’Atletico nel disastro Barça

On Ottobre 4, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

Le somme di un’intensissima settimana di calcio, dai segni totalmente opposti, per Atletico Madrid e Barcellona le si possono tirare anche solamente prendendo due immagini dei rispettivi timonieri durante la partita di sabato, in programma al Wanda Metropolitano (per la prima volta tutto pieno) di Madrid.

L’uno, Simeone, più che nocchiero è stato un direttore d’orchestra che agitava le braccia per 90′ più recupero, dirigendo ogni singolo movimento offensivo e difensivo dei suoi; l’altro Koeman, in rotta con la dirigenza (che però, quasi obtorto collo, gli ha rinnovato la fiducia) sedeva sfiduciato in tribuna con un’esile auricolare come unico mezzo per comunicare con il suo staff tecnico e la sua squadra che intanto si disfaceva sotto i colpi di un Atletico ben messo in campo. Immagini emblematiche di una partita che, in un verso o nell’altro, poteva rappresentare una svolta e che, in attesa di ulteriori conferme, potrebbe averla portata.

L’Atletico ha sfondato a sinistra

Dopo la vittoria in extremis contro il Milan, i colchoneros arrivavano al secondo appuntamento cruciale della settimana con una buona carica di fiducia e una squadra con praticamente tutti gli effettivi disponibili. Simeone ha apportato qualche piccola modifica negli uomini mandando in campo Joao Felix al fianco di Suarez in attacco, De Paul e Lemar mezze ali ai lati di Koke e Llorente sulla fascia destra al posto di Trippier non al meglio (anche se l’inglese è subentrato nella ripresa).

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La struttura dell’Atletico in fase di attacco con Llorente e Carrasco a tenere l’ampiezza, Suarez centrale e Lemar (più incursore di De Paul) e Joao Felix nei mezzi spazi

Il Barça, invece, con una lunga lista di assenti (ultimi fra i quali Pedri e Jordi Alba) è partito con i giovani Nico Gonzalez e Gavi titolari, Dest sulla fascia sinistra e Coutinho alle spalle dell’unica punta Depay

Nella foto si vede una sorta di 4-2-3-1 con cui Koeman ha voluto affrontare la gara: doble pivote con Nico e Busquets, De Jong esterno a destra e Coutinho dietro a Depay

La chiave tattica della partita è stata però la fascia sinistra dell’Atletico Madrid. I colchoneros hanno scelto, come spesso capita, di sovraccaricare questo lato di gioco con Carrasco, Joao Felix, Lemar e Carrasco coinvolti per manipolare la difesa avversaria e isolare i centrali. In questo senso da manuale è stata l’azione del vantaggio

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Carrasco attira su di sé Mingueza che esce alto su di lui, mentre Araujo è costretto ad allargarsi su Joao Felix

Joao sul primo controllo va via ad Araujo e si apre la strada verso il centro del campo

Il portoghese va da Suarez che, di prima, vede e serve l’inserimento di Lemar che non viene seguito da un colpevole Nico Gonzalez (da sottolineare anche l’atteggiamento estremamente attendista di Pique)

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Lemar si invola verso la porta di Ter Stegen per batterlo con una conclusione potente e precisissima

La partita del Barcellona

Dall’altra parte, sia prima che dopo il vantaggio, i blaugrana hanno provato a tenere la palla, come da abitudini. Soprattutto dopo il gol subito, però, si sono dovuti scontrare con una difesa dell’Atletico elastica e capace di fare grande densità in zona centrale.

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De Jong è nel mezzo spazio di destra e sta per essere servito, ma attorno a lui c’è una gabbia di 5 uomini colchoneros

Per di più il Barça non è riuscito ad attaccare efficacemente la profondità con il solo Depay deputato a questo compito. L’olandese, però, è anche un giocatore chiave per legare il gioco catalano e così si sono facilmente creati scompensi nella fase di attacco. Poco coinvolto è stato inoltre De Jong, relegato nel ruolo di esterno destro con il compito di riempire l’area di rigore

Una delle migliori occasioni del Barcellona nel primo tempo è stata originata da un cross di Coutinho con Depay e De Jong ad attaccare l’area di rigore

Sulla sponda di Depay De Jong non riesce ad arrivare sulla palla e a spingerla in rete

Un po’ meglio è andata nella ripresa con gli ospiti che sono cresciuti nel ritmo del possesso, oltre al cambio tra Sergi Roberto e Nico Gonzalez che ha consentito proprio a De Jong di ritrovare la sua posizione più nel vivo della manovra. L’Atletico ha avuto un calo mentale, soprattutto nella prima parte del secondo tempo con Coutinho vicino a riaprire la gara, ma stoppato magistralmente da Oblak.

La vittoria proietta l’Atletico Madrid nuovamente in testa, insieme al Real (e grazie alla sconfitta di quest’ultimo contro l’Espanyol). Ma soprattutto consegna a Simeone una squadra che, dopo un inizio non convincente, ha dato prova di grande maturità. I colchoneros sono una squadra con elementi di qualità sopraffina (Lemar è stato determinante così come l’apporto di un Joao Felix finalmente coinvolto) e una rosa lunga (in panchina si sono seduti Correa, Griezmann e Trippier) per competere su più fronti. In più, sabato ha dato prova di cinismo, consapevolezza della propria forza e capacità di gestire i vari momenti della partita.

Al Barça, invece, si possono concedere attenuanti generiche sulle assenze e sul momento poco sereno che si sta passando in società. Ma più trascorrono le settimane e più questa squadra rischia il tracollo, pur avendo tutte le possibilità di far meglio di così.

 

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