Analisi tattiche, Liga

Atletico Madrid-Siviglia, cholismo old style

On Gennaio 13, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

In una Madrid imbiancata di neve come non accadeva da lustri, l’Atletico Madrid cancella uno di quei fastidiosi asterischi che ancora popolano la classifica di Liga e che segnalano le partite che ancora diverse squadre devono recuperare (a causa degli impegni europei della passata stagione che si è chiusa ad agosto inoltrato).

Cancella l’asterisco ma soprattutto aggiunge 3 punti a una classifica che sorride sempre di più ai colchoneros. E per di più li aggiunge in una sfida ostica contro un Siviglia in fiducia e reduce dal successo contro la Real Sociedad, diretta avversaria per il quarto posto.

Atletico Madrid-Siviglia, il contesto del primo tempo

Nel primo tempo, i ritmi, complice il freddo glaciale, non sono stati molto alti. Le due squadre non hanno applicato una pressione alta continuata, provando piuttosto a mandare gli avversari sulle corsie esterne per poi far scattare le trappole del pressing.

Lopetegui, rispetto all’ultimo match, non cambia nessuno degli uomini, ma la loro disposizione. Infatti, nel tridente offensivo, a ricoprire il ruolo centrale è Suso, mentre Ocampos staziona inizialmente a destra con En Nesyri largo sulla sinistra.

Questa disposizione, nelle idee dell’ex tecnico del Real Madrid, doveva servire, in fase offensiva, a dare pochi punti di riferimento alla difesa dell’Atletico Madrid (con Suso deputato a venire incontro o farsi trovare tra le linee) e, in fase difensiva, a nascondere i difetti dell’ex Milan che non ha il passo per seguire esterni rapidi come Trippier e soprattutto Carrasco

Ocampos si alza su Hermoso, Rakitic guarda Koke, mentre Suso staziona nella zona centrale

La situazione è ancora più chiara qui con il Siviglia che, sul retropassaggio al portiere scala in avanti per alzare la pressione

A centrocampo, invece, il piano andaluso prevedeva un orientamento a uomo di Jordan e Fernando sulle mezz’ali di casa, Lemar e Llorente

Jordan e Fernando sono stretti su Lemar e Llorente al fine di non far progredire l’azione dell’Atletico

Ma questo sistema è stato scardinato fin troppo agevolmente dall’Atletico Madrid in occasione del gol del vantaggio segnato da Correa, nel quale Thomas Lemar ha avuto una parte fondamentale

Mentre Hermoso porta palla, sono chiare le coppie a metà campo

L’Atletico Madrid sfrutta questo orientamento uomo su uomo degli avversari per trovare una linea di passaggio pulita verso Suarez

Il pistolero trova di prima il terzo uomo, cioè Lemar, che si era precedentemente sfilato dalla guardia di un disattento Jordan

Il francese riesce quindi a ricevere fronte alla porta e a tagliare il campo in diagonale ribaltando velocemente il lato

Il Siviglia non riesce a coprire velocemente il lato debole con Acuna stretto tra Llorente che si inserisce nell’half space e Trippier molto largo

Il vantaggio ha indubbiamente cambiato il corso della partita. L’Atletico Madrid, in realtà, avrebbe anche potuto ipotecare la sfida, ma Bono ha tenuto in vita i suoi con un miracolo su Suarez. Ma in generale i colchoneros hanno arretrato il baricentro lasciando al Siviglia l’iniziativa, ma concedendo pochissimi spazi.

La forza della capolista, in difesa, sta nell’aver trovato un modulo molto fluido anche in fase di non possesso grazie a Carrasco: il belga, infatti, alterna momenti in cui fa da quinto di difesa per proteggere meglio l’ampiezza ad altri in cui sale in pressione sulla linea dei centrocampisti

Il Siviglia muove palla sulla sinistra. Sul lato debole, Carrasco copre l’ampiezza conscio del pericolo rappresentato da Ocampos e Jesus Navas

Sul giro palla (lento), Carrasco viene chiamato all’uscita su Navas

Il belga in questo sistema si trova a suo agio ed è diventato l’ago della bilancia; ma non si possono trascurare anche le qualità di Hermoso, bravissimo nei tempi delle scalate in avanti, così come l’intelligenza tattica di capitan Koke, sempre pronto a raddoppiare

Il cambio di passo del Siviglia

Come è successo spesso, nelle ultime gare, il Siviglia ha trovato molte difficoltà ad attaccare nel primo tempo. Merito della difesa avversaria, certo, ma anche demerito del poco movimento senza palla e tra le linee.

E come è successo spesso, l’intervallo è servito a Lopetegui per dare una scossa. La squadra è rientrata in campo disposta in maniera migliore, ma soprattutto molto più dinamica.

Due fattori sono stati, in particolare, alla base del cambiamento andaluso: la posizione di Suso e le scorribande di Kounde

L’ex Milan, infatti, ha sfruttato la sua posizione centrale, da falso nove, per creare problemi di lettura alla difesa dei colchoneros

Suso viene pescato tra le linee con gran libertà: una situazione mai vista nel primo tempo

Ricevuta palla e orientato il controllo verso la porta avversaria, Suso mette quasi davanti alla porta Ocampos che si era inserito centralmente

Il centrale francese, invece, ha sfruttato il maggior spazio concesso per offrire linee di passaggio e sovrapposizioni ai compagni al fine di scardinare l’ostica difesa avversaria: e sarà lui, a fine partita, a sommare più tocchi di palla di tutti (107) e ben 3 dribbling riusciti su 4 tentati (fonte Whoscored)

Kounde scarica all’indietro per Oscar Rodriguez e si butta nello spazio tra Hermoso (che sta su Suso) e Carrasco (tenuto largo da Ocampos)

Kounde riesce a infilare il connazionale Lemar e a mettere in mezzo

Questo possesso palla, di qualità, non è però riuscito a scalfire seriamente la difesa dell’Atletico Madrid che si è sistemato con due linee strette e compatte risultando sostanzialmente imperforabile

La timing chart degli xG (fonte Undestat) mostra come il Siviglia avrebbe prodotto più dell’Atleti. Ma la maggior parte delle occasioni (e dei tiri in porta) sono arrivate nel disordinato assalto finale

Prima del gol di Saul, appena entrato, che ha di fatto chiuso la partita, il Siviglia aveva il 75% di possesso palla nella seconda frazione di gioco, ma aveva tirato verso la porta di Oblak solamente 2 volte.

I padroni di casa, insomma, si sono chiusi in maniera praticamente perfetta concedendo poco o nulla agli avversari.

Alla fine l’Atletico Madrid porta a casa la vittoria numero 13 su 16 partite giocate. Il dominio colchoneros su questa Liga è evidente da tutti i punti di vista, ma il dato difensivo balza agli occhi più di tutti: sono 11 le volte che Oblak non ha dovuto raccogliere nessun pallone in fondo al sacco.

Stiamo per arrivare al giro di boa e la sensazione è che questo Atletico Madrid sia ogni partita più consapevole dei propri mezzi, delle proprie potenzialità e della possibilità che ha di spodestare i rivali cittadini del Real.

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