È stato un vero e proprio spareggio il posticipo della 35° giornata di Serie A che ha messo di fronte Milan e Juventus. Entrambe le squadre, appaiate a 69 punti, sono arrivate all’appuntamento più importante dell’anno non nel periodo più ottimale e ben lontane dal miglior periodo di forma stagionale. Alla fine a prevalere è stata la squadra di Pioli, che dopo una prima parte di gara perfettamente equilibrata ha legittimato il successo nella ripresa. I principi di gioco semplici ma collaudi del Milan hanno avuto la meglio su un Juventus che anche quando ha mantenuto il controllo territoriale non è mai riuscita a innescare i suoi giocatori migliori in zona gol.

PRIMO TEMPO

Sistemi di gioco consolidati per entrambi gli allenatori, ma con qualche sorpresa nella scelta degli interpreti. Pirlo sceglie per il suo 4-4-2 De Ligt di fianco a Chiellini al centro della difesa. Davanti a loro un’altra coppia, quella formata da Rabiot e Bentancur, mentre sugli esterni McKennie e Chiesa (spostato sulla fascia sinistra) sostengono le iniziative di Cristiano Ronaldo e Morata. Pioli invece conferma il suo scacchiere preferito ma lancia dal primo minuto Brahim Diaz a supporto di Ibrahimovic.

Nelle fasi iniziali di gioco è la Juventus a cercare con più insistenza la porta avversaria. L’idea di Pirlo è quella di muovere velocemente la palla da destra a sinistra per trovare Chiesa in isolamento con Calabria.

Al minuto 13’ arriva la prima azione pericolosa manovrata dei bianconeri, con un leitmotiv che si ripeterà per tutta la partita. Rabiot scarica la palla alla sua sinistra e compie un taglio profondo in verticale, approfittando dello spazio che gli crea Morata uscendo a giocare di sponda verso la palla. I milanisti attratti dal movimento dello spagnolo lasciando campo libero a Rabiot, il cui tiro viene respinto in extremis da Tomori.

Rabiot scarica palla su Chiesa e corre in verticale sfruttando il movimento ad aprire lo spazio di Morata. Lo spagnolo fa un velo per far passare la palla e Rabiot entra in area con facilità palla al piede.

 

Un altro esempio a inizio secondo tempo. Bentancur allarga su Cuadrado e si inserisce nello spazio che Morata libera portandosi dietro Tomori. Donnarumma è costretto all’intervento.

Dopo i primi 15 minuti di affanno il Milan prova a rimettere la testa fuori, cercando di risalire il campo con le combinazioni strette tra i suoi trequartisti, che si scambiano spesso di posizione per non lasciare punti di riferimento ai marcatori. Grazie a uno di questi Brahim Diaz si libera in area ed effettua il primo squillo alla porta di Szczęsny.

La libertà di movimento dei trequartisti del Milan ha fato la differenza nel corso della partita. In questo caso i 3 sono stretti in 15 metri e con un doppio scambio rapido con Calhangolu Saelemaekers libera Brahim Diaz in area.La parte centrale del primo tempo è piuttosto avara di emozioni. Le squadre si annullano a vicenda, i pressing orientati a uomo di entrambe hanno spesso la meglio, non consentendo uno sviluppo rapido e preciso di azioni costruite. Il ritmo di gioco è molto spezzettato.

Ma proprio sul finire della prima frazione si sblocca il risultato. Su una punizione laterale calciata da Calhanoglu, Szczęsny esce in maniera incerta e lascia il pallone a Brahim Diaz, che dopo essersi liberato della pressione di Cuadrado pesca con un bel destro a giro l’angolino della porta sguarnita.

SECONDO TEMPO

La ripresa ricomincia senza cambi. Il Milan, forte del vantaggio acquisito, arretra il suo raggio d’azione difensivo e aspetta la Juventus nella propria metà campo. Con gli spazi più congestionati, gli uomini di Pirlo hanno messo in evidenza una gestione poco efficace delle spaziature, offrendo poche soluzioni di passaggio al portatore di palla che spesso era costretto a alzare la palla in avanti.

Bentancur porta la palla ma non trova soluzioni corte di passaggio. Ronaldo e McKennie si nascondono dietro la linea del centrocampo rossonero e l’uruguaiano è costretto a forzare il lancio su Morata, che è ben coperto da Kjaer.

Al contrario, il Milan prende fiducia dal risultato e riesce a sviluppare trame di gioco più lucide rispetto al primo tempo. Poco prima che scocchi l’ora sul cronometro un sempre più ispirato Brahim Diaz si guadagna un calcio di rigore con una percussione personale palla al piede che taglia il campo da destra a sinistra. Kessié ha l’occasione per raddoppiare ma si fa ipnotizzare da Szczęsny.

I ragazzi di Pioli non si perdono d’animo e dopo qualche minuto nel quale soffrono il dominio territoriale della Juventus trovano il gol del 2 a 0. Al termine di un’azione manovrata sulla trequarti, Bennacer raccoglie la respinta della difesa juventina e imbuca per Rebic lasciato solo dai padroni di casa. Il croato si gira e fulmina Szczęsny con una sassata nell’angolo alla sua sinistra.

Calhanoglu attacca la profondità per liberare lo spazio tra le linee. Sia Chiellini che De Ligt seguono il turco e lasciano la ricezione pulita a Rebic, che ha il tempo per spostarsi la palla in avanti e caricare il tiro.

Pochi minuti arriva anche il terzo gol del Milan.  Sugli sviluppi di un calcio di punizione laterale, Tomori salta in area senza trovare una grande opposizione dei difensori della Juve e schiaccia di testa la palla in rete.

Curiosa la scelta della Juventus di difendere a zona ma bassa in area di rigore e non in linea per tentare il fuorigioco. Rabiot si distrae e non segue Tomori che salta in terzo tempo e si avventa sulla palla.

Con la vittoria ormai in cassaforte e con il solo obiettivo di difendere la differenza reti negli scontri diretti, il Milan nei minuti finali si limita a respingere gli ultimi assalti (mai troppo convinti) della Juventus. A poco sono valsi gli ingressi di Kulusevski e Dybala per raccordare il gioco sulla trequarti. Il risultato finale non cambia più, finisce 3 a 0 per il Milan che espugna per la prima volta nella sua storia lo Juventus Stadium.

CONSIDERAZIONI FINALI

Con una gara di carattere e applicazione, il Milan esce momentaneamente dalle sabbie mobili e risponde alle avversarie in classifica. Con la vittoria in trasferta numero 17 in stagione riesce a rompere anche il tabù dello Juventus Stadium, nel quale i rossoneri non avevano mai raccolto punti, collezionando solo sconfitte.

Dal canto suo, la Juventus registra un ko troppo pesante nel punteggio da escludere riflessioni sul primo anno di lavoro di Pirlo da allenatore professionista, il cui futuro pare ancora in bilico per la prossima stagione.

Al momento sono proprio i bianconeri i più attardati nella corsa a un ingresso di partecipazione alla prossima edizione della Champions League, scivolando al quinto posto. Mancano ancora tre partite al termine del campionato, la Juventus non può più sbagliare e sperare in un passo falso delle contendenti.

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