Player Analysis

Erling Braut Haaland è diventato un giocatore totale

On Aprile 7, 2021
By Michele Savoia | 0 Comments

Erling Braut Haaland non ha bisogno  di tante presentazioni. Ormai è conosciuto dal mondo intero per il suo talento e i suoi numeri impressionanti. Male non fa, però, stamparsi in testa la sua età anagrafica. L’anno di nascita è il 2000. 11 luglio 2000, solamente 20 anni per l’attaccante del Dortmund che rischia fortemente di essere tra i top europei per i prossimi 10/15 anni. Fa quasi ridere pensare che, probabilmente, è già tra i primi 7/8 al mondo.

Sicuramente le seguenti statistiche un tentativo di risposta, seppur assolutamente parziale, possono darlo. Guardando la storia recente una domanda sorge spontanea: quanti all’età di 20 anni potevano vantare questi numeri?

 

STATISTICHE

Per iniziare qualche statistica che fa capire perchè Erling Braut Haaland è, già, un giocatore totale.

Bundesliga 2019/2020: 

  • 15 partite giocate(11 da titolare) e 13 gol. Minuti giocati 1063, 1 gol ogni 82 minuti. I gol sono stati fatti tutti da dentro l’area di rigore, 9 con il suo piede preferito, 3 con il destro e 1 di testa.

Bundesliga 2020/2021:

  • Ad oggi,  21 partite giocate(20 da titolare)  e 21 gol(1 su rigore). Minuti giocati 1780, 1 gol ogni 85 minuti. 19 di questi 19 con il piede mancino, 1 con il destro e 1 di testa. I gol attesi (xG) si attestano sui 16,56.

Champions League 2019/2020:

  • 8 partite giocate(6 da titolare) e 10 gol(2 su rigore). Minuti giocati 553, 1 gol ogni 55 minuti. 6 gol fatti con il piede mancino, 3 con il destro e 1 di testa.

Champions League 2020/2021:

  • Ad oggi, 6 partite giocate e 10 gol(1 su rigore). Minuti giocati 523, 1 gol ogni 52 minuti.  9 gol con il piede preferito e 1 con il destro. I gol attesi (xG) si attestano a 2,22. Sta letteralmente overperformando il fenomeno norvegese.

 

La statistica che impressiona maggiormente è la frequenza nel segnare: ha impiegato solamente 14 partite per arrivare a 20 gol  nella massima competizione europea. Per dare un’idea di quanto sia clamoroso questo dato scomodiamo i 2 volti sacri degli ultimi 10/15 anni. Messi ha segnato il 20esimo alla 40esima apparizione in Champions e C.Ronaldo, “addirittura”, ha impiegato 56 partite per farne 20.

 

 

RAPIDITA’ e VELOCITA’

Haaland è quel tipo di giocatore totale, sa fare tutto e risulta importante in ogni aspetto del gioco della propria squadra. Non si limita a fare gol(come visto in precedenza ne fa una quantità pazzesca) ma è nel vivo del gioco.

Nonostante la sua stazza, 1.94 di altezza e quasi 90 kg di peso, stupisce la sua rapidità e velocità in campo aperto. Impressiona, anche, la sua capacità di muoversi con tempi e modi giusti.

Qui, nel match contro il Bayern, in una situazione in cui la squadra bavarese si fa trovare impreparata dopo un lancio della difesa del Dortmund, Haaland, partendo da metà campo, riceve e crea una potenziale occasione(probabilmente sbaglia la scelta del passaggio finale).

 

Nella prossima clip, partita pareggiata contro l’Hoffenheim 2-2, altro esempio di rapidità e velocità partendo dalla linea di metà campo. Prende 2 metri al difensore in maglia blu e si crea una grande occasione(non capitalizzata però). A differenza, però, della clip precedente(palla in campo “aperto”)qui è un puro attacco alla linea. La capacità di fare questo tipo di movimento è incredibile. Impressiona, come detto, lo scatto e la velocità partendo da dietro.

 

 

MOVIMENTI 

Giocatore totale vuol dire che in ogni aspetto fa la cosa giusta per tutta la squadra. Non si possono non notare i movimenti che portano vantaggio qualitativo alla manovra. La sua capacità di fare il movimento giusto lo porta, molte volte, ad essere l’uomo assist o, comunque, ad essere al centro della manovra. Non solo come finalizzatore ma anche come fulcro del gioco.

Sempre contro l’Hoffenheim si muove verso la parte laterale del campo permettendo ai compagni di inserirsi in area di rigore. Crea una potenziale occasione da gol.  Probabilmente, anche qui, la scelta del passaggio non è la più corretta. Aspettando una frazione di secondo poteva, forse, servire Brandt che stava arrivando sul secondo palo. Ma la cosa principale da far notare è proprio la sua capacità di fare il movimento giusto e di creare una potenziale occasione.

 

Attenzione, però, che i movimenti sono diversificati. Non cerca solamente la profondità ma, spesso e volentieri, viene incontro all’azione creando spazio dietro per gli inserimenti dei compagni. Nella prossima clip un esempio lampante di questo. Hummels sale con la palla al piede e si vede costretto a scaricare su Guerreiro che con grande qualità mette il pallone nello spazio creato da Haaland. L’inserimento, questa volta, è dell’inglese Bellingham che dialoga con lo stesso norvegese(poi fermato in  fallo laterale).

 

Si passa da un movimento senza palla ad un movimento con la palla. La dinamica, nella prossima clip, è simile alla precedente. Questa volta, però, è lo stesso ex Salisburgo che, spalle alla porta, riceve e con grande qualità serve sulla corsa Guerriero. L’azione, questa volta, si conclude con il gol di Sancho. In questa occasione è da considerare come PASSAGGIO CHIAVE(passaggio prima dell’assist) quello di Haaland.

 

Chiaramente la sua stazza permette al Dortmund di giocare la palla alta su di lui. L’azione che porta al vantaggio nel klassiker dello scorso 6 marzo parte proprio così. La sponda aerea del norvegese, sul lancio di Emre Can, permette di far salire la squadra e impostare un azione offensiva. Anche sul secondo lancio, abbastanza casuale, nonostante venga anticipato da Boateng combatte con lo stesso difensore tedesco che non riesce ad allontanare nel migliore dei modi. Risultato che la seconda palla è, subito, recuperata e porta Haaland ad avere lo spazio per girarsi e calciare verso la porta.

 

Altra giocata di qualità, sempre nel Klassiker. Palla lunga della difesa in una situazione di difficoltà, lui si  fa trovare pronto controllando con qualità la palla e permettendo ai suoi di cambiare il gioco, trovando lo spazio libero sulla fascia destra.

 

I movimenti in area di rigore sono il suo punto forte. La rapidità nel bruciare i difensori e nel trovare la posizione migliore per poter far male agli avversari lo contraddistinguono.

Nel secondo gol contro il Bayern avrebbe la possibilità di ricevere il pallone prima ma non viene servito. Successivamente, in area di rigore, è lesto ad anticipare tutti. Nell’occasione Boateng va a difendere la porta e lascia completamente solo l’attaccante norvegese.

 

Anche qui, contro l’Augsburg, attacca forte il primo palo e sfiora il gol.

 

Per chiudere la perla assoluta di questa stagione.

 

 

 

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