Analisi tattiche, Euro 2020

Croazia-Spagna, la pazza partita che ha premiato le Furie Rosse

On Giugno 30, 2021
By Redazione CalcioTactics | 0 Comments

L’ottavo di finale di Euro 2020 disputato a Copenaghen metteva di fronte Spagna e Croazia, due squadre che hanno messo in evidenza, nelle gare precedenti, notevoli differenze nello stile di gioco.

Secondo i dati del sito TheAnalyst.com, nelle tre partite del girone eliminatorio la Spagna è stata di gran lunga la squadra più votata al recupero palla alto, con un dato di PPDA =8, nettamente inferiore rispetto a tutte le altre 23 finaliste, nessuna delle quali è scesa sotto il valore di 11.5, a confermare come in queste competizioni di breve durata prevalga un atteggiamento attendista in fase di non possesso palla, caratteristica peculiare della Croazia che ha uno dei valori più alti, PPDA =16,4.

La squadra di Luis Enrique svolge con efficacia la costruzione dal basso, tanto che per 18 volte un’azione iniziata in questo modo è giunta a conclusione finale o almeno all”ingresso in area di rigore; la Spagna precede Italia (17) e Danimarca (16) in questa speciale classifica mentre la Croazia(9) risulta essere in posizione intermedia.

Il possesso palla prolungato è una costante dello stile di gioco spagnolo e questa nazionale non fa eccezione: la ricerca di un calcio manovrato è testimoniata dal maggior numero (85) di sequenze con più di 10 passaggi mentre la Croazia si ferma a 46, anche in questo caso un valore intermedio rispetto alla totalità delle squadre partecipanti.

Era quindi facilmente prevedibile il copione della gara che non ha infatti presentato sorprese: la Spagna ha preso da subito il controllo del gioco, occupando stabilmente la metà campo avversaria anche grazie all’efficace riaggressione immediata come in questa occasione.

La Spagna ha attivato, come nelle precedenti partite, combinazioni di gioco sulle corsie esterne che coinvolgevano prevalentemente terzino mezzala ed attaccante esterno, con una leggera prevalenza nella fascia sinistra del campo, dove Pedri si avvicinava ai compagni in modo più continuo rispetto a Koke sul fronte opposto, dove inoltre Ferran Torres occupava preferenzialmente una posizione più defilata.

Il centrocampista dell’Atletico Madrid predilige infatti inserimenti centrali e, proprio grazie ad uno di questi, la Spagna ha avuto l’occasione per capitalizzare il netto dominio del gioco, grazie anche alla splendida intuizione del 2002 Pedri.

Il posizionamento delle due mezzeali negli interspazi è avvenuto in modo costante nel corso della gara ed ha poi consentito alla Spagna di attivare il gioco sul terzo uomo per provare a scardinare lo schieramento difensivo avversario, come ad esempio in questa circostanza.

Solo un episodio poteva ribaltare l’andamento della gara e così è stato, al minuto 20, in modo clamoroso, con la papera del portiere Unai Simon sull’innocuo retropassaggio di Pedri. Qui i giocatori spagnoli, molti dei quali giovani, hanno perso le sicurezze che pian piano si stavano consolidando, tanto che la Croazia nei minuti successivi al vantaggio ha anche sfiorato il raddoppio.

Superato il contraccolpo psicologico la Spagna ha ripreso a comandare il gioco fino ad arrivare al pareggio al minuto 38 con Sarabia, al termine di un’azione sviluppata proprio dall’attaccante del PSG partendo dalla fascia destra; qui rimane il dubbio se l’inversione degli attaccanti esterni sia stata una mossa del CT Luis Enrique o un’iniziativa personale del giocatore che pochi secondi prima si era spostato da quella parte per un corner. Comunque, dopo la rete segnata, Sarabia e Ferran Torres hanno mantenuto la nuova disposizione in campo.

Nell’intervallo il CT della Croazia Dalic ha effettuato una sostituzione in attacco, dove Kramaric ha preso il posto di Petkovic; all’ingresso in campo la squadra biancorossa ha evidenziato un diverso atteggiamento in non possesso palla, con una prima pressione più aggressiva ed orientata sull’uomo.

Proprio grazie all’uscita della Spagna dalla prima pressione croata è nato il gol del vantaggio iberico; in questa occasione un ruolo determinante è stato svolto dal portiere Unai Simon che con un lancio preciso ha consentito alla squadra di Luis Enrique di cambiare il lato di gioco e saltare ben 5 giocatori avversari, trovando il terzino destro Azpilicueta che ha potuto entrare dentro il campo con facilità visto che su di lui è mancata l’uscita del terzino avversario Gvardiol, impegnato nella marcatura dell’attaccante destro Sarabia.

Nella fase centrale della ripresa il gioco è stato molto spezzettato da tante interruzioni dovute soprattutto alle numerose sostituzioni effettuate dai due tecnici: ben sette cambi in 12 minuti, dal 67′ al 79′. Difficile dire se questi continui sbalzi di ritmo siano alla base della clamorosa disattenzione di Gvardiol in occasione della terza rete spagnola di Ferran Torres. Qui la partita ha vissuto però un cambio di copione: la Croazia alla disperata ricerca della rimonta si è disposta con un ultra offensivo 3313 ed ha sfruttato i centimetri del neo-entrato Budimir per effettuare un attacco diretto alla difesa spagnola.

Proprio l’ex attaccante di Crotone e Sampdoria si è reso protagonista di una grande giocata individuale da cui è arrivato il gol del 2-3; subìto il gol dello svantaggio, la Spagna non è stata in grado di gestire con efficacia il pallone, preferendo in alcuni casi lanciare lungo e con la conseguenza di concedere ulteriori attacchi agli avversari: su uno di questi è mancato il rientro difensivo di oyarzabal sul lato sinistro e questo ha portato la linea difensiva a doversi abbassare dentro l’area di rigore, subendo così l’inserimento vincente di Pasalic.

Nei tempi supplementari la Croazia piena di giocatori offensivi torna alla difesa a 4, arretrando l’attaccante Josip Brekalo nel ruolo di terzino destro, questa mossa risulterà determinante poichè proprio un errore di lettura del giocatore di Wolfsburg permetterà a Morata di controllare e realizzare il bel gol del nuovo vantaggio spagnolo. Prima di questa rete, va segnalato come la Croazia abbia approcciato meglio l’extra-time e solo un grande intervento del portiere spagnolo ha impedito di passare in vantaggio.

Due minuti prima del 4-3, Luis Enrique inverte gli attaccanti esterni in campo, Oyarzabal passa a sinistra mentre Dani Olmo si sposta sul lato destro: proprio il giocatore del Red Bull Lipsia sarà l’artefice dell’assist per Morata, mentre il compagno di reparto segnerà qualche minuto dopo il gol del definitivo 5-3.

Si conclude così una partita che ha regalato tante emozioni agli spettatori, contrassegnata da episodi nel contesto di un dominio spagnolo per gran parte dell’incontro nel quale però la Croazia ha legittimamente qualcosa da recriminare in virtù delle numerose occasioni da gol avute nella parte finale. Dopo l’eliminazione della grande favorita, la Francia, la squadra di Luis Enrique può ora ambire ad arrivare in fondo, consapevole del fatto che è sicuramente una delle migliori squadre per qualità del gioco.

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