Analisi tattiche, Liga

Come sta andando il nuovo Real Madrid di Ancelotti

On Ottobre 20, 2021
By Marco Roberti | 0 Comments

Quando Carlo Ancelotti è tornato sulla panchina del Real Madrid, la scelta di Florentino Perez ha generato sentimenti contrastanti: da un lato tornava un tecnico che nelle Merengues aveva lasciato un ottimo ricordo con la vittoria della decima e la creazione di un gruppo che Zidane ha portato a vincere 3 Champions League di fila, ma dall’altro arrivava un allenatore che negli ultimi anni sta vivendo una fase di declino.

L’arrivo di Ancelotti sembrava insomma coerente con una politica da tramonto dell’impero che i blancos hanno perseguito nel corso dell’estate con le cessioni di pilastri del calibro di Varane e Sergio Ramos e gli unici acquisti di Alaba (a parametro 0) e di Camavinga negli ultimi giorni di mercato. Ma il ritorno del tecnico di Reggiolo suscitava anche curiosità su come lo stesso avrebbe trovato la quadratura del cerchio in una squadra così cambiata (e incompleta sotto diversi aspetti). Dopo quasi due mesi dall’inizio della stagione possiamo tracciare un primo bilancio.

Solo per dare un minimo di contesto, il Real Madrid si trova al momento al primo posto in Liga con 17 punti dopo 8 giornate, in coabitazione con l’Atletico Madrid, mentre in Champions League ha conquistato 6 punti, frutto delle vittorie contro l’Inter, in extremis, e Shakhtar e della clamorosa sconfitta interna contro lo Sheriff Tiraspol

La gestione della rosa di Ancelotti

Senza particolari investimenti in estate, come detto, Carletto ha dovuto fare di necessità virtù sfruttando l’apporto di quei giocatori messi in ombra nella precedente gestione. Sono tornati a fare minuti Eden Hazard (che nei precedenti due anni ha avuto svariati problemi fisici), Isco e Gareth Bale, l’anno scorso addirittura in prestito al Tottenham. C’è però da dire che, soprattutto nel caso degli ultimi due, il loro apporto è stato marginale (190 minuti per Bale, 168 per Isco), ma appare chiara la volontà di renderli protagonisti.

Per il resto Ancelotti ha trovato un’ossatura di 7-8 titolari attorno ai quali si costruiscono varie rotazioni per scelta tecnica o necessità: Courtois e Militao sono finora gli unici ad aver giocato tutti i minuti in stagione con Nacho e Alaba a completare il pacchetto di highlander della difesa (i due si alternano nel ruolo di centrale e di terzino sinistro); a centrocampo Casemiro e Valverde sono stati praticamente insostituibili (anche a causa dei problemi fisici di Modric e soprattutto di Kroos), mentre in attacco Benzema e Vinicius hanno fatto la parte del leone (il francese in particolare ha saltato solo 13 minuti tra Liga e Champions).

La connection Benzema-Vinicius

Oltre a essere la capolista in campionato, il Real Madrid è anche la squadra di gran lunga più prolifica della Liga (22 reti segnate in 8 partite con il Rayo Vallecano, secondo miglior attacco, a quota 13) e quella che ha prodotto più xG (15,17 secondo dati Understat con una consistente overperformance). Ben 13 di queste reti sono arrivate dalla coppia Vinicius-Benzema che sta trascinando i blancos in questo inizio di stagione. I due si cercano e si trovano con facilità e in maniera bidirezionale: quando Benzema viene incontro, Vinicius attacca la profondità (come nel gol al Celta Vigo), mentre il brasiliano ha uno speciale radar per trovare il francese in area di rigore (come nel caso del gol decisivo contro il Valencia).

Il rendimento dei due è stato, come detto, eccellente sin qui, e ha nascosto una problematica ben presente nell’attacco madridista già dallo scorso anno: se non segnano (o tirano) loro, si fa fatica. La classifica marcatori interna al Real nella Liga recita 9 gol per Benzema e 5 per Vinicius con Asensio che segue a quota 3 gol (ma tutti segnati in un’unica partita) e altri 5 giocatori a 1 gol solo. Anche guardando il volume dei tiri che si prendono i due, il dato fa riflettere: Benzema effettua 4,30 tiri ogni 90 minuti (producendo 0,56 xG), mentre Vinicius 3,35 (producendo 0,57 xG) mentre Hazard, terzo in classifica ne fa 1,96 producendo appena 0,11 xG per 90 minuti. Insomma, per il momento il meccanismo funziona, ma ad Ancelotti serviranno necessariamente più gol dagli altri attaccanti (Hazard e Rodrygo in primis) anche perché i due stanno fortemente overperformando (Benzema ha segnato 9 gol con 4,40 xG prodotti, mentre Vinicius ha segnato 5 gol con 3,40 xG prodotti) ed è difficile che mantengano questo rendimento durante l’arco di tutta la stagione.

I problemi nel pressing alto

Uno dei maggiori problemi sin qui dei blancos è stato relativo alla pressione portata dalla squadra, mai omogenea né organizzata. Un primo problema riscontrato è la distanza tra le linee con gli attaccanti e i centrocampisti che salgono molto, mentre la difesa che rimane troppo ancorata nella propria metà campo

Un altro problema è rappresentato dalla mancanza di coordinazione con i giocatori che non riescono a orientarsi correttamente sugli avversari come nella partita con il Villarreal

Ancelotti

In questo primo esempio, per pareggiare la prima linea del Villarreal Asensio si alza sul centrale avversario

Ancelotti

E sul giro palla successivo è facile per il Villarreal trovare Capoue libero senza che sia seguito da nessun centrocampista

E vediamo un altro esempio relativo alla gara di Champions League contro l’Inter dove le Merengues hanno avuto i medesimi problemi nel limitare le ricezioni del vertice basso del centrocampo avversario (in questo caso Brozovic)

I giocatori del Real sono orientati malissimo sui loro riferimenti e il pressing è molto scoordinato

Ancelotti

Per De Vrij è fin troppo facile trovare Brozovic che, alle spalle della prima linea di pressione madridista può girarsi e giocare in tranquillità

Uno delle motivazioni della mancata efficacia del pressing alto è una certa passività nella fase difensiva con le linee appunto poco compatte; una problematica che si riscontra anche in fasi di difesa più posizionale

La triangolazione tra terzino e mezz’ala dell’Espanyol trova la linea di centrocampo del Real Madrid troppo piatta con Camavinga che non legge l’inserimento dell’avversario

L’Espanyol attacca in campo aperto con la difesa del Real che scappa verso la propria porta

Raul de Thomas arretra, non marcato, e può allargare sulla fascia da dove l’Espanyol arriverà al tiro da posizione pericolosa

In conclusione al ritorno sulla panchina delle Merengues Ancelotti ha trovato una squadra molto diversa composta da parte della vecchia ossatura, ma anche tanti volti nuovi e giovani su cui lavorare. I risultati, per il momento, sono dalla parte del tecnico italiano che però deve risolvere alcune criticità tattiche, come abbiamo mostrato. E in questo senso El Clasico in programma questo fine settimana sarà un bel banco di prova.

 

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