Il match tra Juventus e Chelsea giocato all’Allianz Stadium di Torino sembrava sulla carta quasi proibitivo per gli uomini di Allegri. Le due squadre hanno infatti avuto un inizio di stagione diametralmente opposto e, nonostante il k.o. del Chelsea nell’ultima giornata di Premier League contro il Manchester City, molto faceva pensare a una superiorità tecnica e tattica degli uomini di Tuchel.

Importanti assenze da ambo le parti però hanno privato i due allenatori di elementi chiave a livello tattico. In questo modo, Allegri e Tuchel sono stati costretti a deviare dal loro classico piano tattico-strategico. Se nella Juventus, le assenze dei due attaccanti Morata e Dybala avevano fatto pensare a una squadra ulteriormente spuntata, nel Chelsea altrettanti giocatori di spessore come Kanté, Mount e James non hanno preso parte alla trasferta.

C’era particolare attenzione e curiosità dunque nel vedere le scelte dei due allenatori: sul prato verde dell’Allianz, Massimiliano Allegri ha schierato una Juve inedita, inizialmente allineata con un 4-3-3 (4-1-4-1 senza palla) con Bernardeschi ad agire da falso nove e Chiesa e Cuadrado ai lati per dare velocità alle ripartenze. Meno sorprese per il Chelsea che ha optato per un 3-4-2-1 che prevedeva la presenza di Havertz e Ziyech come trequartisti per dare manforte a Lukaku.

Lo schieramento iniziale in fase di non possesso della Juve, con Locatelli a fare da diga davanti alla difesa nel tentativo di schermare i suggerimenti per Lukaku. Chiesa, invece, rientra a centrocampo formando una linea a 4.

Il primo quarto d’ora del match ha visto la Juventus immediatamente adottare un baricentro molto basso, con la linea di difesa a ridosso dell’area di rigore e una spiccata densità nella parte centrale del campo. È stato chiaro l’intento di non concedere facili imbucate centrali per Lukaku, marcato costantemente da un Bonucci sempre concentrato e reattivo. Così facendo però il Chelsea ha preso il possesso del campo e della palla provando a innescare Ziyech tra le linee, l’unico che ha creato qualche problema al compatto sistema bianconero per la sua posizione ibrida. Già dopo 10′, Allegri ha effettuato alcuni accorgimenti e ha avanzato Chiesa in attacco, con Bernardeschi a supporto, per sfruttare la sua maggiore pericolosità nelle ripartenze.

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In fase di non possesso, il 4-4-2, adottato da Allegri dopo il decimo minuto, vede la partecipazione attiva di tutti gli 11 dietro la linea della palla. Jorginho è sorvegliato in questo caso da Bernardeschi mentre Chiesa è su Kovacic. È proprio Chiesa che, intercettando l’impostazione del Chelsea, ha creato problemi con le sue rapide volate verso la porta avversaria.

Ne è venuto fuori un primo tempo in cui il Chelsea, malgrado il netto dominio territoriale, non è riuscito a trovare idee per scardinare la difesa juventina. Troppo spesso la manovra degli inglesi è risultata eccessivamente lenta e articolata, permettendo alla Juventus di non perdere mai le giuste posizioni e distanze. A discredito degli uomini di Tuchel, si è infatti registrata una certa mancanza di idee e variazioni. I bianconeri, dal canto loro, si sono rivelati oltremodo deficitari nella costruzione del gioco e non sono riusciti a mantenere il possesso della palla, rimanendo a lungo sotto pressione. Soltanto le iniziative personali di un brillante Chiesa hanno avvicinato i bianconeri all’area avversaria.

Proprio in apertura di secondo tempo, l’indomabile Chiesa ha sfruttato, con un rapido taglio, un perfetto suggerimento di Bernardeschi, per bucare la difesa del Chelsea e il portiere Mendy grazie e un tiro preciso. Rimarrà anche l’unico tiro verso la porta della Juventus. Nella ripresa, complice dunque il vantaggio, la Juventus ha rinforzato ulteriormente le linee di difesa e centrocampo; anche quando Tuchel si è deciso a intervenire inserendo il più offensivo Hudson-Odoi per Azpilicueta e Loftus-Cheek per Ziyech, la Juventus ha rapidamente trovato gli accoppiamenti corretti come nel fermo immagine seguente.

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Il modulo della Juventus diventa stabilmente un 5-3-1-1 nel quale Cuadrado arretra sulla linea dei difensori. I due terzini Alex Sandro e Cuadrado concedono una decina di metri agli esterni del Chelsea per compattare la linea difensiva. Christensen è libero di avanzare in quanto non giudicato pericoloso in fase di impostazione, mentre Jorginho rimane il sorvegliato speciale. De Ligt e Danilo seguono i due trequartisti che cercano spazio tra le linee.

Nel quarto d’ora finale, il Chelsea ha provato a scuotersi e ha creato la migliore occasione della partita sciupata da un impreciso Lukaku. La Juventus ha abbassato ulteriormente il baricentro e ha cercato di rallentare il ritmo in ogni occasione. Il Chelsea, forse impreparato ad attaccare un blocco basso come quello della Juve, ha perso quasi tutti i duelli individuali ed è spesso andato a sbattere contro il muro eretto all’altezza della lunetta dell’area di rigore juventina come possiamo vedere nell’istante mostrato qui.

Schermando Lukaku e popolando l’estremità dell’area di rigore con ben cinque giocatori, la Juventus ha di fatto annullato la minaccia derivante dalle seconde palle chiudendo ogni spazio ai giocatori offensivi del Chelsea. Hudson-Odoi largo a destra non viene sfruttato dal Chelsea con veloci cambi di gioco.

Il match finisce con qualche altra prevedibile sofferenza per la Juventus ma nel complesso, la squadra di Allegri ha dimostrato di aver recuperato brillantezza e solidità difensive, proprio nel match sulla carta più complicato, al cospetto dei campioni in carica della Champions League. Sotto il punto di vista offensivo, i bianconeri non hanno praticamente prodotto occasioni da gol, se si eccettua il gol in avvio di secondo tempo e qualche sortita in contropiede. Per il tipo di atteggiamento tattico, sarebbe stato difficile il contrario ma si può stare certi che questo sia stato dettato principalmente dalla caratura degli avversari e dalle assenze pesanti, prediligendo così un approccio quasi esclusivamente conservativo.

Anche i numeri del match dimostrano come il Chelsea non sia riuscito a scalfire la solidità juventina, nonostante il dominio nel possesso palla e il baricentro nettamente più avanzato.

I numeri forniti da FotMob

Le zone di campo e i tocchi effettuati evidenziano la presenza pressoché incessante del Chelsea sulla trequarti avversaria che non è stata però tradotta in reti dagli uomini di Tuchel. Un’ulteriore battuta d’arresto che farà riflettere il tecnico tedesco. il Chelsea, dopo aver sofferto il palleggio del Manchester City non è riuscito ad imporre il suo contro una Juventus combattiva e più unita in campo.

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