Analisi tattiche

Atletico Madrid-Bayern Monaco, l’analisi tattica

On Dicembre 3, 2020
By Marco Roberti | 0 Comments

Dopo il pesante 4-0 subito all’andata, l’Atletico Madrid si apprestava a sfidare il Bayern Monaco con la voglia di prendersi una rivincita, la necessità di fare punti (il pareggio della scorsa settimana contro la Lokomotiv ha complicato i piani) ma anche la fiducia per un secondo posto in Liga ottenuto a suon di risultati e prestazioni convincenti.

Dal canto suo il Bayern Monaco, dopo aver cannibalizzato il girone, si presentava alla sfida del Wanda Metropolitano forte del suo primato inscalfibile. E infatti Flick, in vista del big match del fine settimana contro il Lipsia, opta per un ampio turnover e una buona dose di esperimenti: difesa a 3 con Alaba addirittura centrale, esordio in Champions League i classe ’03 Bright Arrey-Mbi (come terzino sinistro) e Musiala (centrocampista centrale che era entrato per un minuto contro il Salisburgo) e titolarità per Douglas Costa dietro a Choupo Moting.

Simeone invece non può permettersi di tenere fuori nessuno dei suoi migliori e conferma in attacco Correa al fianco di Joao Felix, data l’assenza di Suarez e Diego Costa, Llorente in mezzo al campo con Saul e Koke e il ritorno di Carrasco sulla fascia sinistra.

Il pragmatismo dell’Atletico Madrid

Nella lettura della partita è un dato sintomatico che l’Atletico Madrid, nonostante abbia tenuto meno il pallone (46% a 54%), ha tirato di più in porta (13 tiri a 6). Questo perché i colchoneros sono riusciti ad arrivare nei pressi dell’area di rigore avversaria con facilità e rapidità con azioni ficcanti e imbastite con pochi tocchi.

Atletico Madrid

Il Bayern mantiene un blocco centrale compatto per evitare di far arrivare palla facilmente a Saul o Koke

La pressione dei bavaresi (mai troppo affamata) è stata aggirata in diversi modi, ma passando per le corsie esterne principalmente: sulla destra Trippier rimaneva più basso per attirare a sé Arrey-Mbi e liberare lo spazio per Llorente che ha dato molto da penare al grande ex Lucas Hernandez; sulla sinistra Joao Felix poteva ricevere sempre troppo comodamente nel mezzo spazio alle spalle di Martinez sfruttando anche il sostegno esterno di Carrasco

Uscita Atletico Madrid

Qui Koke può ricevere abbastanza liberamente: Correa viene incontro attirando Alaba, mentre Saul attacca lo spazio alle sue spalle

Uscita Atletico Madrid

Joao Felix si allarga nel mezzo spazio dove Sule non può seguirlo perché c’è Saul e Sarr è preso in mezzo tra lui e Carrasco (fuori inquadratura) che riceverà palla e la porterà fino al limite dell’area di rigore

Queste giocate sono riuscite con costanza e alla mezz’ora non è stato un caso trovare il gol del vantaggio su assist dell’ottimo Llorente che ha preso il fondo e ha trovato in mezzo con un cross rasoterra un rapace Joao Felix che ha battuto di prima Nubel.

L’Atletico avrebbe avuto anche svariate occasioni per chiudere la gara, ma un pizzico di imprecisione e anche di sfortuna hanno impedito di trovare il raddoppio.

I problemi del Bayern Monaco

Il predominio nel possesso palla, come detto, non si è tradotto in un dominio: la manovra è stata lenta e prevedibile e gli attaccanti non sono riusciti a causare la scintilla per diventare pericolosi. Bisogna però riconoscere i meriti della difesa spagnola, soprattutto nei raddoppi: Sanè ha completato 2 dribbling su 6, Douglas Costa addirittura 4, ma i due non sono mai riusciti a creare situazioni di reale vantaggio proprio a causa dei raddoppi difensivi. Inoltre c’è anche stato poco coraggio in alcune scelte che avrebbero potuto favorire i bavaresi

Sule potrebbe servire Musiala nello spazio che si è aperto tra Gimenez e Hermoso, ma temporeggia e l’azione sfuma

La situazione si ripete due minuti dopo: Musiala questa volta ha ancora più spazio, ma Sarr non lo serve (e sul cambio di gioco, come sempre, Arrey-Mbi aveva molto spazio)

Nel secondo tempo Flick decide di far entrare Muller e Gnabry. Inizialmente il cambio sembra dare i suoi frutti, soprattutto nella fase di pressione, decisamente più convinta; ma la scelta crea altri tipi di scompensi: Muller, andando a prendere il posto di Martinez svuota il campo e crea scompensi con il solo Musiala (molto propenso a inserirsi tra l’altro) a fare da collante tra difesa e attacco

Tra la linea difensiva e la linea di attacco del Bayern non c’è nessuno: il centrocampo è svuotato e l’azione non progredisce

E quando si perde palla la squadra è disordinata in campo e lascia praterie

Col passare dei minuti, però, la stanchezza si impadronisce dell’Atletico Madrid (e Simeone ritarda eccessivamente i cambi, facendone 3 dall’80’ in poi) che non riesce più a ripartire e viene schiacciato all’indietro. E così arriva il fallo da rigore, commesso ingenuamente da Felipe, su Thomas Muller che non fallisce e prolunga a 18 gare la striscia di imbattibilità dei campioni d’Europa in carica.

Atletico Madrid, masterclass di Joao Felix

Che sia nata una stella non lo scopriamo con questa partita, ma fa sempre piacere sottolinearlo: Joao Felix è già un giocatore di altissimo livello. Non è anarchico, gioca per la squadra e fa giocare bene la squadra. Come detto, nel mezzo spazio sinistro ha trovato tempo e spazio per giocare e lo ha fatto magnificamente: l’intesa con Carrasco è ottima. I due alternano i loro movimenti in maniera tale da essere illeggibili per la difesa avversaria grazie soprattutto alle qualità del portoghese che gioca con tocchi di prima sempre geniali.

Tutti i tocchi di Joao Felix (fonte Whoscored): il mezzo spazio a sinistra è stato il suo

Il pareggio complica però terribilmente i piani per i colchoneros che non devono perdere nell’ultima trasferta, a Salisburgo, per continuare a rimanere in Champions League.

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