Analisi tattiche, Champions League

Atalanta – Real Madrid: la decide Mendy nel finale

On Febbraio 25, 2021
By Antonio Di Marino | 0 Comments

È stato un appuntamento con la storia per l’Atalanta. La grande sfida al Real Madrid di Zidane, la squadra più prestigiosa d’Europa, nonché una delle favorite per vincere la Champions ogni anno. Un appuntamento in un certo senso “rovinato”, sia dall’assenza del pubblico – che avrebbe reso l’atmosfera ancora più storica – ma soprattutto dall’espulsione nel primo quarto d’ora di gara.

Andiamo a vedere com’è stata tatticamente l’andata degli Ottavi di Finale di UEFA Champions League.

Sistemi di gioco

L’Atalanta si è schierata con il classico 3-4-1-2. In difesa agiscono Toloi, Romero e Djimsiti; mentre i due centrocampisti centrali sono De Roon e Freuler. Maehle e Gosens giocano come tornanti, mentre Pessina gioca a supporto di Muriel e Zapata.

Con l’espulsione di Freuler al 17′, Gasperini ridisegna la sua squadra con un 5-2-1-1 o 5-3-1 molto abbottonato, per cercare di non subire gol.

Il Real si schiera con un 4-3-3 molto dinamico, dove tutti i giocatori hanno libertà di movimento. Libertà concessa in larga scala ai due terzini, quali Lucas Vazquez e Mendy. Modric, Casemiro e Kross compongono la linea di centrocampo; mentre Asensio e Vinicius giocano alle spalle di un Isco schierato come Falso 9. Sono molte le assenze in casa Real, pesanti quelle di Sergio Ramos e Benzema.

 

Primi 17 minuti

Esiste una partita giocata tra il 1′ ed il 17′ minuto. Momento cruciale della partita che vede l’espulsione (discussa) di Freuler che ferma Mendy lanciato a rete.

Qui sotto si può vedere il video completo dell’azione del Madrid.

 

Isco è stato bravo ad attirare Djimsiti molto fuori dalla propria posizione, scoprendo la difesa avversaria, la quale lascia uno spazio immenso alle spalle di Djimsiti stesso. Questo spazio viene occupato da Mendy, giocatore a cui Zidane lascia grande libertà di svariare in fase offensiva. Mendy viene perso da Maehle, il quale svivola; mentre Vinicius ed Asensio mantengono larghi Toloi e Romero.

 

Inoltre, nei primi 17 minuti, si è potuta segnalare un’Atalanta classica, la quale pressava alto, marcando a uomo e lasciando liberi i terzini avversari come vie di sfogo per il possesso palla Madrileno.

 

A palla recuperata, Zapata e Muriel avevano il compito di far salire la squadra. Il cambio Pasalic-Zapata dopo l’espulsione di Freuler ha rivoluzionato la partita dei bergamaschi, passati a difendere lo 0-0.

 

Sviluppo Real

I Madrileni, forti della superiorità numerica, facevano girare con pazienza il pallone per mezzo di manovre avvolgenti e dinamiche. Pertanto, ogni giocatore del Real che passava il pallone, subito si spostava, andando a cercare una nuova zona per ricevere palla e liberando lo spazio per l’inserimento di un altro compagno senza palla.

Nel video di sopra, possiamo vedere come Isco esca dall’area di rigore per attirare su di se la pressione del marcatore avversario, favorendo l’inserimento dei compagni in area di rigore.

 

Catena destra difensiva Atalanta

L’Atalanta indirizzava lo sviluppo dell’azione del Real sulla propria catena difensiva destra. Tuttavia, in questa zona del campo il Real era favorito da una folta superiorità numerica; poiché Vinicius, Mendy, Kross e pure Nacho andavano a sviluppare l’azione in questa zona esterna del campo.

In particolare: Mendy si inseriva centralmente, permettendo a Kross di allargarsi per ricevere palla ed a Nacho di avanzare palla al piede, puntando la difesa avversaria dal lato di Toloi.

 

Palle inattive: il confronto

Le palle inattive sono sempre risultate una variante favorevole all’Atalanta. Tuttavia, nella serata di ieri, la squadra di Gasperini è stata troppo precipitosa nel battere punizioni e calci d’angoli a favore; non riuscendo a sfruttarli a dovere.

Dall’altra parte, il Real si è dimostrato molto pericoloso sulle palle inattive. Abili i giocatori Madrileni a sfruttare gli errori difensivi della Dea. Disattenzioni che fanno ricordare l’autogol di Gosens contro il Napoli di domenica scorsa.

 

Errori che si sono dimostrati fatali all’86’ minuto, quando il Real, con un corner corto è riuscito a mandare in rete Mendy.

 

I giovani

Il Real si è presentato con 8 giocatori sui 19 convocati nati dal 1999 in poi. Questo complice le tante assenze, ma va sottolineato come lavorini bene le giovanile madrilene che riescono a sfornare giocatori promettenti per il panorama calcistico.

Ha giocato da titolare Vinicius (2000) il quale tuttavia non è riuscito a sfruttare il suo “mismatch” in velocità con Toloi; venendo, di fatto, sostituito per Mariano Díaz.

Al 75′ Zidane ha messo in campo Sergio Arribas assieme ad Hugo Duro (1999, in prestito dal Getafe). Il canterano blancos, classe 2001, ha provato a fornire la sua miglior prestazione, venendo sopraffatto dai più esperti centrali atalantini.

Tuttavia, bisogna fare i complimenti a Zidane che sullo 0-0 toglie due fuoriclasse come Isco ed Asensio per affidarsi all’imprevedibiltà di due ragazzi giovani.

 

La mia opinione

A mio avviso, l’Atalanta ha fatto una grande partita per come si è messa dopo l’espulsione di Freuler. Nonostante l’inferiorità numerica, a palla recuperata, anche i difensori si spingevano in attacco per sfruttare il contropiede. Proprio su questo aspetto la Dea poteva fare qualcosa in più, poiché i giocatori offensivi faticavano a difendere il pallone e, di conseguenze, non riuscivano a lanciare in profondità verso i giocatori che si erano proposti.

Il Real ha gestito bene il possesso del pallone e tentato di affondare con azioni corali. Probabilmente, qualche giocatori tecnico poteva prendersi la responsabilità di puntare in 1vs1 il diretto avversario per creare superiorità numerica.

 

Conclusioni

Atalanta che affronterà Sampdoria, Crotone, Inter e Spezia prima di presentarsi allo Stadio Alfredo Di Stéfano di Valdebebas per la sfida di ritorno del 16 marzo. Madrid che sarà di scena lunedì sera prossimo in casa contro la Real Sociedad, prima di sfidare l’Atletico del Cholo, primo in classifica.

 

 

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